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giovedì 19 ottobre 2017

Renzi Vs Visco: una guerra all’interno della gang



Penosa l’uscita del Pd e di Renzi contro Bankitalia ed il suo Governatore Ignazio Visco. Mentre la stampa mainstream si divide su chi dei due abbia ragione nessuno fa notare che nella realtà entrambi hanno torto, semplicemente perché la loro è una guerra intestina, una guerra che si è scatenata all’interno della gang che da anni sta distruggendo l’Italia.
Banca d’Italia, il Pd ed il governo Renzi sono andati d’amore e d’accordo per anni. Renzi ha fatto tutto ciò che chiedeva Bankitalia e Bankitalia ha fatto tutto quello che chiedeva il governo Renzi ed il Pd, ciascuno dei due, nel proprio ruolo, ha contribuito al raggiungimento dello scopo che era stato loro affidato dall’establishment: la demolizione del sistema economico italiano.
E’ innegabile infatti che il Governo Renzi aveva il solo mandato di completare il “lavoro” che non erano riusciti a terminare i predecessori, Monti e Letta, e non serve essere economisti per vedere quanto il disastro del nostro sistema produttivo sia stato indotto da una politica economica totalmente masochistica.
Stiamo parlando, tuttavia, di una politica economica in senso lato, che contempla infatti al suo interno anche Banca d’Italia, le cui colpe non risiedono tanto nel non aver vigilato sul sistema bancario italiano, quanto nel fatto di essere totalmente connivente con un Governo che anziché il benessere della nazione era allineato sulle posizioni europeiste che distruggevano il nostro tessuto economico.
Scusate, ma Renzi non era mai stato nelle zone industriali di una qualsiasi nostra città dieci o vent’anni fa?
Io sì!!!
E la cosa che le caratterizzava, allora, non era solo il traffico di camion e furgoni, ma soprattutto … IL RUMORE … rumore di macchinari che marciavano a pieno ritmo.
Andate adesso nelle stesse zone industriali, ed oltre a vedere pochi camion e furgoni rimarrete impressionati per … IL SILENZIO … un silenzio spettrale, i macchinari che marciavano a pieno ritmo vent’anni fa ora sono fermi, e molti ricoperti anche dalle ragnatele.
Ebbene come fa una Banca a fare utili in una situazione del genere???
Visco avrebbe potuto fare ispezioni ogni giorno e vigilare minuto per minuto le Banche italiane, ma non avrebbe mai potuto evitare che si riempissero di sofferenze e crediti inesigibili registrando bilanci con perdite miliardarie.
Le Banche, sia ben chiaro, non fanno gli utili con i tre euro o i cinque euro al mese che ci addebitano sui nostri conti correnti per la spesa di tenuta conto, ma fanno utili scontando crediti ed incassando interessi dai prestiti fatti per la quasi totalità al sistema produttivo.
Se il sistema produttivo non produce più nulla perché o è fallito o ha delocalizzato all’estero, mi dite come fanno le Banche a restare in piedi???
Ed allora, caro Renzi, il tuo “attacco” a Visco è evidentemente una mossa da persona disperata, però attento, perché non stai pugnalando alle spalle un amico, stai facendo di peggio, stai pugnalando alle spalle un complice, e quindi a tua volta devi guardarti le spalle: la reazione potrebbe essere altrettanto crudele.
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro
https://www.finanzainchiaro.it/renzi-vs-visco-guerra-allinterno-della-gang.html

mercoledì 18 ottobre 2017

VISCO RENZI MOODY’S ITALIA: FUOCO DI SBARRAMENTO!

Dopo la re­cen­te no­ti­zia che un un mi­liar­da­rio an­no­ia­to ha de­ci­so di scom­met­te­re con­tro il no­stro Paese…

BRID­GEWA­TER: AT­TAC­CO AL­L’I­TA­LIA!

… ar­ri­va pun­tua­le anche la no­ti­zia che se­con­do i fuo­ri­clas­se del senno di poi, quel­li che ar­ri­va­no sem­pre sulla scena del de­lit­to quan­do ormai hanno por­ta­to via il ca­da­ve­re, sug­ge­ri­sco­no che…
E’ pro­prio una doc­cia fred­da quel­la di Moo­dy’s sulle ban­che ita­lia­ne: l’ou­tlook, che è la pro­spet­ti­va su un arco tem­po­ra­le di 12-18 mesi, resta ne­ga­ti­vo no­no­stan­te lo stock delle sof­fe­ren­ze abbia av­via­to un trend po­si­ti­vo di ri­du­zio­ne, come ri­cor­da il mi­ni­stro Pa­doan ci­tan­do un -25% da ini­zio anno, e in un con­te­sto di cre­sci­ta su­pe­rio­re alle pre­vi­sio­ni. Per Moo­dy’s, l’u­ni­ca delle gran­di agen­zie di ra­ting che man­tie­ne un ou­tlook ne­ga­ti­vo sul­l’I­ta­lia e dun­que non solo sulle ban­che, i nu­me­ri dei cre­di­ti de­te­rio­ra­ti del si­ste­ma ban­ca­rio ita­lia­no re­sta­no co­mun­que tra i peg­gio­ri in Eu­ro­pa e il pro­ble­ma dovrà es­se­re ri­sol­to con mag­gio­ri sfor­zi, in quan­to va in­qua­dra­to in un qua­dro più ampio che per Moo­dy’s non è tutto po­si­ti­vo.
Se il no­stro Paese aves­se dav­ve­ro una clas­se po­li­ti­ca in­tel­li­gen­te, si li­mi­te­reb­be ad igno­ra­re si­mi­li di­chia­ra­zio­ni, o al mas­si­mo a com­men­ta­re con iro­nia, le os­ser­va­zio­ni di que­sta banda di igno­ran­ti che ser­vo­no solo i pro­pri azio­ni­sti, con­fe­zio­nan­do giu­di­zi ad arte.
In­ve­ce …
 “Ri­co­no­scia­mo che c’è stata una ri­du­zio­ne dei cre­di­ti de­te­rio­ra­ti e dei flus­si, ma c’è sem­pre una fra­gi­li­tà dei bi­lan­ci. È una si­tua­zio­ne che è più de­bo­le ri­spet­to a quel­la di molti altri Paesi eu­ro­pei e si­cu­ra­men­te più de­bo­le ri­spet­to a prima della crisi”. (…)
“Quel­lo che la Bce ha an­nun­cia­to è la prima parte di una sto­ria più gran­de – ha detto Hill. “L’an­no pros­si­mo ci sarà un altro passo. Ci sem­bra che non si potrà avere due si­ste­mi pa­ral­le­li nel lungo pe­rio­do con due li­vel­li di ac­can­to­na­men­ti di­ver­si per Npl che in fondo sono la stes­sa cosa. L’a­zio­ne della Bce se­gna­la qual­co­sa di più gran­de e po­ten­zial­men­te più pro­ble­ma­ti­co per le ban­che con alti li­vel­li di Npl e bassi li­vel­li di co­per­tu­ra”, come quel­le ita­lia­ne. “Sem­bra lo­gi­co – ha anche ag­giun­to l’a­na­li­sta Moo­dy’s – che se le re­go­le della Bce sa­ran­no este­se allo stock, que­sto sarà più pro­ble­ma­ti­co per al­cu­ne ban­che che per altre”.
Avete mai letto qual­che re­port di que­sti inu­ti­li so­lo­ni, sui de­ri­va­ti e ti­to­li strut­tu­ra­ti spaz­za­tu­ra pre­sen­ti nelle mag­gio­ri ban­che del core Eu­ro­pa, dei prin­ci­pa­li paesi come Ger­ma­nia e Fran­cia? Que­sto do­ve­va dire Pa­doan, ma non ci ar­ri­va e non è colpa sua, di stra­te­gia co­no­sce poco o nulla.
E’ tutto lo­gi­co quel­lo che scri­ve Moo­dy’s, pec­ca­to che lo era anche nel 2012, quan­do Moo­dy’s mise in piedi una vera e pro­pria truf­fa per get­ta­re ben­zi­na sul fuoco, già esi­sten­te.
Men­tre noi ve lo rac­con­ta­va­mo, po­li­ti­ci e ban­chie­ri dor­mi­va­no in Ita­lia…

ITA­LIA … MOO­DY’S: LA FRODE DEL RA­TING!

“Or­di­ni su­pe­rio­ri, non po­te­vo esi­mer­mi da non dare se­gui­to agli or­di­ni!”

“Forse gli in­ve­sti­to­ri non hanno ca­pi­to più nulla. Sui mer­ca­ti si è crea­ta una gran con­fu­sio­ne. In quel pre­ci­so mo­men­to ho avuto la netta sen­sa­zio­ne che il ri­schio più gran­de per un Paese po­tes­se di­ven­ta­re il suo ra­ting”. A par­la­re è Ale­xan­der Koc­ker­beck, capo ana­li­sta per l’I­ta­lia di Moo­dy’s fino a metà lu­glio del 2012. Com­men­ta con ama­rez­za quan­to ac­ca­du­to il 13 lu­glio del 2012, gior­no in cui l’I­ta­lia viene de­clas­sa­ta da Moo­dy’s di due gra­di­ni, dalla A3 alla Baa2, ca­lan­do al ra­ting più basso mai avuto nella sto­ria del ri­schio so­vra­no ita­lia­no.
Dav­ve­ro uno spet­ta­co­la­re l’i­gno­ran­za che cir­co­la nella fi­nan­za ita­lia­na, loro stan­no solo pre­pa­ran­do il ter­re­no per una nuova raz­zia, in­tan­to in Ita­lia si porta le pe­co­re al pa­sco­lo, ma­ga­ri tutte den­tro in un bel re­cin­to esen­tas­se, poi al mo­men­to op­por­tu­no, lupo mio li­be­ra tutti.
Giu­sto per non farsi man­ca­re nulla, Brid­wa­ter ag­giun­ge anche ENI alla lista delle prede ita­lia­ne…

Da­lio’s Fund Opens $300 Mil­lion Bet Again­st Ita­lian Ener­gy Firm

Nel frat­tem­po a qual­cu­no forse è sfug­gi­to che il Par­ti­to De­mo­cra­ti­co ha pro­po­sto come pre­si­den­te delle com­mis­sio­ne di in­da­gi­ne sulle truf­fe ban­ca­rie il si­gnor Ca­si­ni, uno che sug­ge­ri­va che si trat­ta solo di de­ma­go­gia, un po come sce­glie­re un lupo a guar­dia del pol­la­io, che fa finta di non ve­de­re men­tre altri con­ti­nua­no a ra­zia­re…

Ca­si­ni: «Sulle ban­che non fa­re­mo pro­ces­si. Verrà anche Visco

Ascol­te­re­te anche la sot­to­se­gre­ta­ria Bo­schi e l’ex pre­mier Renzi?
«Al mo­men­to ab­bia­mo de­ci­so di par­ti­re dalle crisi più re­cen­ti, quel­le che hanno in­ve­sti­to le ban­che ve­ne­te. Se aves­si­mo co­min­cia­to dal pas­sa­to, ci sa­rem­mo im­pan­ta­na­ti su­bi­to in una di­scus­sio­ne su se par­ti­re dal 2007, dal 2008 o dal 2012. Ini­zia­mo dagli ul­ti­mi casi, che è un cri­te­rio og­get­ti­vo, ma ciò non ci im­pe­di­rà di esa­mi­na­re tutte le crisi. Com­pre­sa Banca Etru­ria. Quan­do ar­ri­ve­re­mo lì, de­ci­de­re­mo quali au­di­zio­ni fare».
E te pa­re­va, non vo­le­va­te mica che il buon Ca­si­ni ini­zias­se pro­prio dai casi Etru­ria e MPS, sotto ele­zio­ni, suv­via hanno fatto ap­po­sta per evi­ta­re guai a Renzi e com­pa­gnia, Dra­ghi com­pre­so che non ci ve­de­va bene ai tempi di MPS.
La do­man­di­na fi­na­le del gior­na­li­sta è…Ma per­ché se prima non vo­le­va la com­mis­sio­ne poi ha ac­cet­ta­to di pre­sie­der­la?
… Tutto il mondo sa che la mia ul­ti­ma aspi­ra­zio­ne era pre­sie­de­re que­sta com­mis­sio­ne, ma poi­ché sono un uomo delle isti­tu­zio­ni lo fac­cio e cer­che­rò di farlo bene, sfa­tan­do le stes­se mie pre­oc­cu­pa­zio­ni».
Non male per uno che è so­ci­po della Fon­da­zio­ne CA­RI­SBO, pic­co­la azio­ni­sta di In­te­sa tanto per gra­di­re.
Nel frat­tem­po per get­ta­re fumo negli occhi gli amici di Renzi…

Ban­ki­ta­lia, il Pd con­tro il go­ver­na­to­re Visco. La di­fe­sa di Mat­ta­rel­la

La prima ver­sio­ne del Pd è un testo du­ris­si­mo, una sorta di mo­zio­ne par­la­men­ta­re di sfrat­to: si chie­de “di­scon­ti­nui­tà” e si cri­ti­ca l’o­pe­ra­to di via Na­zio­na­le di que­sti anni, in par­ti­co­la­re le fun­zio­ni di “vi­gi­lan­za e con­trol­lo “a pre­scin­de­re dalle ra­gio­ni che hanno ori­gi­na­to”. Pra­ti­ca­men­te una summa del pen­sie­ro di Renzi che, anche nel suo libro Avan­ti, sca­ri­cò pro­prio su Ban­ki­ta­lia la re­spon­sa­bi­li­tà del crack delle quat­tro ban­che, tra cui Etru­ria: “Sba­gliai a fi­dar­mi”.
… il quale non le manda certo a dire… Visco tira den­tro Renzi

Il Go­ver­na­to­re evi­den­zia le re­spon­sa­bi­li­tà del­l’al­lo­ra pre­mier RENZI…

Dopo un po­me­rig­gio in­te­ro sulla gra­ti­co­la, i ver­ti­ci di Ban­ki­ta­lia rea­gi­sco­no al­l’af­fon­do del Pd ren­zia­no sulla ri­con­fer­ma di Igna­zio Visco al­l’in­ca­ri­co di go­ver­na­to­re. Le pa­ro­le che fil­tra­no da Pa­laz­zo Koch sono du­ris­si­me. “Nella sua azio­ne l’I­sti­tu­to ha agito in con­ti­nuo con­tat­to col go­ver­no”, di­co­no fonti in­ter­ne al­l’I­sti­tu­to. Pa­ro­le che fanno da con­tral­ta­re a quel­le di­chia­ra­te da Mat­teo Renzi a una radio pro­prio negli stes­si mi­nu­ti: “Il Pd non c’en­tra nulla con il pas­sa­to”.
“Nella sua azio­ne l’I­sti­tu­to ha agito in con­ti­nuo con­tat­to col go­ver­no”…
Non ci cre­de­re­te ma sto an­co­ra chie­den­do­mi come sia pos­si­bi­le che dopo quel­lo che è suc­ces­so in que­sto Paese, dopo mi­liar­di e mi­liar­di di ri­spar­mi di­strut­ti dai ban­chie­ri con la con­ni­ven­za dei po­li­ti­ci, la gente dorme, an­no­ia­ta da­van­ti al te­le­vi­so­re, im­mer­sa nella pro­pria igno­ran­za, be­ne­det­to Ari­sto­te­le avevi ra­gio­ne, apa­tia e tol­le­ran­za sono le ul­ti­me virtù di una so­cie­tà mo­ren­te, di un po­po­lo di fessi!
fonte  http://icebergfinanza.finanza.com/2017/10/18/visco-renzi-moodys-italia-fuoco-di-sbarramento/

In principio era l’uranio impoverito….

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Nello scorso mese di luglio è stata resa pubblica la relazione finale della IV Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito, uno studio autorevole che ha fatto ulteriormente chiarezza sulle cause di un fenomeno che ha colpito migliaia di soldati italiani negli ultimi vent’anni.
All’inizio del nuovo millennio, infatti, tra i nostri militari che avevano prestato servizio nelle missioni balcaniche, in Bosnia e nel Kosovo, si era verificato un improvviso aumento di casi di linfoma di Hodgkin, tale da far prevedere un collegamento tra l’insorgere della malattia e l’attività prestata in teatro.
Gravemente sospetta era apparsa la presenta in quei territori di residui di uranio impoverito che, sotto forma di aerosol con particelle micro polverizzare trasportabili dal vento anche a grande distanza, erano suscettibili di entrare nell’organismo per inalazione o ingestione attraverso alimenti contaminati.
Dopo non poche polemiche, non sempre prettamente scientifiche, venne varata la Commissione Mandelli, incaricata dal Ministero della Difesa di far luce sul fenomeno ed individuarne le cause scatenanti.
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La commissione terminò i propri lavori nel 2004 senza accertare un nesso diretto ed incontrovertibile tra l’esposizione potenziale all’uranio impoverito e l’insorgenza dei linfomi, ma raccomandando un’ulteriore fase di studio che monitorasse l’evoluzione del fenomeno.
Ne nacque, su indicazioni della Difesa, il Progetto SIGNUM, acronimo per Studio di Impatto Genotossico Nelle Unità Militari, destinato a coinvolgere su base volontaria 982 militari impiegati nella missione “Antica Babilonia” in Iraq, dove le forze statunitensi avevano fatto largo uso di munizionamento contenente uranio impoverito.
Lo studio prevedeva la raccolta di informazioni dettagliate sulla possibile esposizione dei militari oggetto dell’indagine all’uranio impoverito e ad altri metalli pesanti mediante l’esame di campioni biologici (urine, sangue e capelli) effettuato prima e dopo la missione, per un periodo significativamente lungo (quasi otto anni).
Lo scopo era chiaramente quello di porre in essere una sorveglianza clinica ed epidemiologica protratta nel tempo, per accertare l’insorgenza di fenomeni a lungo termine.
Lo studio prendeva inoltre in considerazione altri fattori potenziali di rischio quali le condizioni ambientali e climatiche presenti nelle basi italiane di “White Horse” e “Camp Mittica”, gli stili di vita, la dieta, il fumo ed altre condizioni tendenzialmente pericolose, inclusa, per la prima volta, la somministrazione dei vaccini.
Il rapporto finale del progetto, redatto dal Comitato Scientifico costituito da 14 esperti di fama provenienti dagli staff medici delle università di Pisa, Genova e Roma, giunge già nel 2010 a conclusioni sorprendenti.
Nei soldati monitorati la quantità di uranio impoverito presente nel sangue e nelle urine non risultava aumentata al termine della missione, ma diminuita.
Erano invece aumentati i livelli di cadmio e nichel, notoriamente cancerogeni, ed ara cresciuto il danno ossidativo sul dna dei linfociti, cioè delle cellule del sistema immunitario, in particolare tra i soggetti che svolgevano intesa attività all’esterno ed avevano subito 5 o più vaccinazioni. I monitoraggi ambientali escludevano invece contaminazioni significative dovute ad uranio e l’esposizione ad altri specifici inquinanti genotossici.

L’attenzione sui vaccini
L’uranio impoverito, il grande accusato dei Balcani, cessava di essere il principale responsabile delle malattie sviluppate tra tanti soldati italiani e di un numero tristemente crescente di decessi.
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Il Comitato Scientifico di Signum si concentrava invece sui vaccini, osservando una chiara correlazione tra le alterazioni ossidative del DNA ed il numero di vaccinazioni effettuate a partire dal 2003.
La differenza più eclatante si registrava infatti tra i 742 soggetti che avevano ricevuto un massimo di quattro vaccinazioni e quanti, un centinaio, ne avevano praticato un numero superiore, fino ad otto e somministrate talvolta anche in rapida successione. Per questi ultimi il differenziale di alterazioni ossidative era significativamente più elevato.
In particolare risultava sotto accusa il vaccino trivalente vivo attenuato Mrp (morbillo parotite rosolia) suscettibile di compromettere le cellule del nostro sistema immunitario incaricate di aggredire ed eliminare gli agenti patogeni esterni.
Profilassi massicce, stress psico-fisico e forte irraggiamento solare venivano pertanto individuati quali probabili concause di linfomi e neoplasie.
Sulla base di queste conclusioni, per certi versi inaspettate e spiazzanti, si costituì con delibera del Senato del 16 marzo 2010 una nuova Commissione Parlamentare di Inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che avevano colpito il personale italiano impiegato all’estero. Di fronte a questa il professor Franco Nobile, oncologo direttore del Centro prevenzione della lega contro i tumori di Siena, rese noti gli esiti di uno studio condotto su 600 militari del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore” reduci da missioni internazionali.
Le risultante confermavano quanto emerso dal Progetto Signum, evidenziando la possibilità che pratiche vaccinali particolari, massicce e ravvicinate potessero comportare una “disorganizzazione del sistema immunitario”, suscettibile a sua volta di concorrere alla manifestazione di gravi patologie autoimmuni, quali tiroidite, sclerosi multipla, eritema nodoso, lupus, artrite reumatoide, diabete e, secondo taluni studi, leucemie e linfomi.
Sotto accusa erano soprattutto le modalità di somministrazione vaccinale, con un nesso sempre più evidente tra vaccinazioni ravvicinate e abbassamento delle difese immunitarie, ed il loro stesso contenuto, che evidenziava la presenza di metalli pesanti quali alluminio e mercurio, senz’altro cancerogeni, utilizzati in alcuni tipi di vaccini come eccipienti e conservanti per migliorarne l’effetto.
Il ruolo dei vaccini risulterebbe suffragato soprattutto dall’insorgenza di numerosi casi di malattie in situazioni che escluderebbero altri fattori, primo fra tutti l’uranio impoverito.
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Secondo dati di fonte ufficiale, infatti, l’85% dei militari che hanno contratto patologie gravemente invalidanti o sono addirittura deceduti per cause tumorali non hanno preso parte a missioni militari all’estero.
Si giunge così ai giorni nostri, con la pubblicazione, nel mese di luglio, della Relazione della IV Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito che, nonostante il nome, si è occupata di tutti gli aspetti relativi alla tutela della salute del personale militare.
Sono state esaminate anche tematiche particolari, relative a determinati siti utilizzati dalle forze armate e potenzialmente contaminati dalla presenza di amianto, gas radom o elementi radioattivi specifici utilizzati nel sistema di tracciamento IR del missile Milan.
Oltre a questo la Relazione si è soffermata ampiamente di nuovo sulla somministrazione dei vaccini.
Ricordando gli esiti del progetto Signum e gli studi del Prof. Nobile sui militari della Folgore che collegavano in maniera molto netta il significativo incremento della frequenza di alterazioni ossidative del DNA dei linfociti con un numero di vaccinazioni superiore a cinque, il documento raccomanda che tale numero divenga limite prescrittivo nella somministrazione di vaccini ed adottato come specifica prescrizione.

Indicazioni utili anche per civili e bambini?
 A tale proposito la Commissione suggerisce di predisporre una serie di esami pre-vaccinali specifici per individuare i soggetti particolarmente esposti a patologie gravi e per i quali è assolutamente sconsigliabile la vaccinazione, estendendo tali test in futuro anche alle reclute in fase di valutazione di idoneità all’arruolamento. In ogni caso per tutto il personale in servizio si raccomandano esami prima della somministrazione, per valutare immunità già acquisite e si sottolinea l’opportunità di non effettuare vaccinazioni in prossimità della partenza per le missioni, perché indurrebbero uno stato di immunodepressione che aumenterebbe paradossalmente il rischi di contrarre quella stessa malattia o altra patologia.
Infine la Commissione esprime il convincimento che farmaci vaccinali forniti in soluzione monovalente e monodose ridurrebbero significativamente i rischi della profilassi vaccinale, in particolare in presenza di soggetti già immunizzati nell’infanzia, con profilassi specifica o per aver contratto la malattia.
Dopo quasi vent’anni di polemiche spesso ideologiche e ben poco scientifiche, accese campagne di stampa talvolta fuorvianti, circa 4000 soggetti ammalati ed alcune centinaia di decessi, sembrano finalmente identificate con sufficiente chiarezza le cause principali di un fenomeno così grave e devastante.
Nell’auspicare che il Ministero della Difesa e la Sanità Militare diano attuazione con la massima sollecitudine e solerzia alle direttive espresse dalla Commissione, non possiamo ignorare che l’apparizione di questo autorevole documento sia coinciso con le forti polemiche registrate in tema di vaccinazione dei bambini in età scolare, vaccinazioni numerose (10 obbligatorie e 4 facoltative) ed effettuate anche con farmaci polivalenti.
A dispetto delle granitiche certezze manifestate più volte dal ministro della salute ci domandiamo se non sia opportuno suggerire anche per i bambini maggiori cautele e specifici accorgimenti pre-vaccinali per escludere rischi legati all’iperimmunizzazione, valutando caso per caso i possibili effetti delle somministrazioni sull’equilibrio immunitario.

Foto NATO, Croce Rossa Italiana, US DoD e Darren Abate / For The San Antonio Express-News
fonte http://www.analisidifesa.it/2017/09/in-principio-era-luranio-impoveritopoi-i-vaccini/

La guerra occulta del 2017


ROBERTO BURIONI, IL MAGO DEI VACCINI / ECCO TUTTI I BUSINESS A BASE DI BREVETTI & BIG PHARMA, DA BRACCO A POMONA

mont Burioni

Nella foto il Prof. Roberto Burioni.


La guerra dei vaccini continua. I Soloni della Medicina uniti e compatti contro l’ultima puntata di Report, solito condottiero Roberto Burioni, che si autogiudica l’unico super esperto di vaccini mentre il popolo bue non ha diritto di parola né di minima contestazione e per i medici che osano osservare qualcosa c’è pericolo radiazione, come sta già succedendo in alcune regioni. La grancassa dei media è al servizio di Big Pharma, pseudo verità scientifiche spacciate per Vangelo tanto i cretini sono lì pronti a berle d’un fiato.

Sigfrido Ranucci. In apertura Roberto <b>Burioni<b>

Sigfrido Ranucci. In apertura Roberto <b>Burioni<b>
Sigfrido Ranucci. In apertura Roberto Burioni
Intanto, cominciano a spuntare alcuni precisi interessi non solo scientifici ma anche economici del Vate Burioni. Tanto perchè si cominci a intendere che, al solito, lorsignori non se ne fregano della salute di bimbi e scolaresche, ma dei danari che riempiono le loro tasche, a bordo di brevetti, la catena delle sperimentazioni, poi il battesimo e finalmente le lucrose commercializzazioni. Ma procediamo per gradi e partiamo dalle news.
Zeppo di critiche contro la trasmissione di Sigfrido Ranucci – che sta riacquistando smalto e grinta dopo le ultime annate a base di pizza & babà – dedicata al vaccino contro il Papilloma virus in cui si parlava degli effetti avversi a questo tipo di vaccinazione contro il tumore al collo dell’utero, il pezzo di Repubblica on line firmato da Valeria Pini. Che così esordisce: “Il primo a scendere in campo, dopo la messa in onda, è il virologo Roberto Burioni. ‘Diffondere la paura raccontando bugie è un atto grave e intollerabile. E’ abusare in maniera perversa della libertà di opinione. E’ come gridare ‘c’è una bomba’ in uno stadio affollato per vedere la gente che fuggendo calpesta i bambini. Report ha dato spazio a teorie prive di base scientifica, a individui senza alcuna autorevolezza e ha mescolato sapientemente possibili tangenti e ipotesi non confermate per ottenere un effetto abominevole: instillare timore nei confronti di una pratica medica sicura, efficace e in grado di salvare migliaia di donne da una morte atroce’”.

LE GAFFE DEL SENATORE
ANDREA MARCUCCI
L’elenco dei lanciatori di strali è affollato: dal presidente della Società italiana di virologia, Giorgio Palù, al presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi.
Sul fonte politico su tutte le furie i Pd, con un presidente – ahinoi – Matteo Orfini che si balocca a ri-postare e far girare sui social le frasi di Burioni e un presidente della Conferenza delle Regioni (e lui stesso al vertice emiliano-romagnolo), Stefano Bonaccini che sconfortato nota: “mentre tornano a far paura malattie debellate da decenni a causa di stregoni da web e disinformazione sui vaccini, ci mancava solo report”.
Poteva, almeno una volta, profittare per tacere l’antenna di Renzi al Senato, Andrea Marcucci, presidente (ri-ahinoi) della commissione Istruzione e beni culturali: “intollerabile – insorge – che dal servizio pubblico vengano diffuse falsità contro i vaccini”. Ed è intollerabile che il servizio pubbico di casa nostra non realizzi un docufilm – come ad esempio hanno fatto negli Usa e in Inghilterra – sulla strage del sangue infetto, che ha, fra gli altri, nomi, un cognomi e indirizzi ben precisi: le aziende del gruppo Marcucci, un tempo di babbo Guelfo e ora nelle mani dei rampolli Paolo (al timone della corazzata Kedrion), Marialina (una passione per le antenne e i festival, un tempo coeditore dell’Unità – tri ahinoi) e, appunto, il senatore Andrea.
Ma in questi mesi il diluvio di carta (straccia) per diffondere il Verbo di Burioni & C. è stato incontenibile. Un vero alluvione, stavolta sì, in perfetto stile Minculpop (per la serie mi inculo il popolo, sempre bue).
Adriano Zaccagnini
Adriano Zaccagnini

Ecco tre chicche in rapida carrellata, che hanno avuto il degno coronamento con la comparsata del premier Matteo Renzidavanti ai microfoni di Lilli Gruber per inneggiare ai vaccini e bacchettare quel mascalzone d’un Adriano Zaccagnini ex 5 Stelle che ha osato parlare di un uso consapevole e controllato dei vaccini; Renzi, of course, ha citato il nome del profeta Burioni come simbolo della Alta Scienza imbufalita.
Apriamo con la parola ad una giornalista-scienziata, o meglio appassionata di scienza, “organizzo e risolvo”, come si autodefinisce in sella al suo Galileoeditgalileonet.it. Ebbene, la signora o signorina, anzi la prof. Letizia Gabaglio – mandate a memoria questo nome, perchè lo risentirete presto da Stoccolma, caso mai in compagnia di Vate Burioni – ha ricevuto in appalto una colonnina dell’Espresso, e così si esprime nel numero del 12 febbraio sotto il titolo: “Salute – La verità, vi prego, sui vaccini”. Esordisce la columnist: “quando si parla di vaccini le parole sono importanti. E’ sul passaparola che si fonda l’idea che siano pericolosi, che causino danni neurologici, che facciano arricchire le case farmaceutiche. E’ purtroppo sulle parole di alcuni medici – ora per fortuna pubblicamente sanzionati dagli Ordini regionali – che si basa la sicurezza degli antivax”. Poi: “non ci sono vaccini indispensabili e altri accessori. Al contrario, gli esperti dicono che è importante farli tutti”. Ottimo e abbondante.
18 marzo, un’intera paginata – la numero 21 – del Corsera, firmata da Simona Ravizza, un cognome che profuma tanto di farmaci. Un sorta di vademecum dei vaccini, “nella testa di chi dice no”, e tanto per spiegarsi meglio “dall’autismo come effetto collaterale ai complotti delle aziende del farmaco, ecco le tesi false e come smentirle”. Pensate che ci sia un qualche contraddittorio? Che venga chiesto il parere di uno scienziato che non la pensa così? Macchè. Il nostro Cicerone è sempre, immancabilmente Burioni che, punto per punto “spiega”, “scandisce”, “rimarca”, “ricorda” “osserva categorico”. Un piccolo sommario spiega la ratio dell’articolo: “Nella testa di chi dice no alle vaccinazioni – ammonisce la fida Ravizza – si rincorrono luoghi comuni e timori infondati. Un conto sono però le proprie paure, un altro le verità scientifiche incontrovertibili. Da conoscere e ricordare. Per fare la cosa giusta. Roberto Burioni, virologo dell’ospedale San Raffaele e autore del libro ‘Il vaccino non è un’opinione‘, smonta le convinzioni che spingono sempre più genitori a non proteggere i propri bimbi”. Capito, genitori ignoranti e incoscienti?
Letizia Gabaglio
Letizia Gabaglio
E la primavera non può inaugurarsi meglio che con le parole di un altro piccolo profeta, mollemente disteso sulla sua Amaca di Repubblica per ammaestrare quel popolo sempre bue e somministrargli pillole di saggezza. Si tratta di Michele Serra, che un tempo faceva ridere, oggi fa solo piangere. Ecco il suo Pensierino del 21 marzo: “La fronda antivaccini, nonostante ogni controdeduzione scientifica e statistica, tiene il punto, con solidi addentellati nel primo o secondo dei partiti italiani, il Movimento Cinque Stelle. Ben al di là della questione in sé (comunque grave per le ripercussioni che le scelte di pochi infliggono a molti), quello che sconforta è l’umore di fondo al quale attecchiscono queste mattane: una diffidenza irriducibile a qualunque ‘verità ufficiale’, scientifica o politica o culturale o altro, nel nome di una specie di insorgenza controculturale molto selfie, autoprodotta e autocondotta. Il mondo visto come una losca trama di caste e consorterie, come una incrostazione di inganni, una frode ininterrotta, alla quale il solo rimedio da opporre è un rifiuto irriducibile, un rancore incolmabile”. Boh. Passiamo a robe più serie, come le sigle & le invenzioni del Mago dei Maghi, Roberto Burioni.

TUTTI GLI ANGELI BENEFICI AL SERVIZIO DELLA SCIENZA
La nostra indagine è partita grazie ad un lettore che ci ha inviato una mail. Eccone il succo: “Roberto Burioni, noto virologo pro vaccini, da mesi presenzia in tv e sui giornali con interviste. Ricordo tra le altre la sua sparata riguardo al ‘ban’ facile nella sua pagina verso chi – secondo lui – non ne capisce di vaccini, poi rivelatasi pura censura. Come accade quando nutro dell’interesse verso un personaggio faccio una ricerca per capire chi sia, se sia in buona fede o meno, se abbia interessi economici o altro. Non si chiede all’oste se il vino è buono. Giusto? Bene, tornando a Burioni si scopre che è proprietario di parecchi anticorpi anche per uso vaccinale, cioè i suoi anticorpi possono essere inseriti nei vaccini e aiutano i nostri anticorpi a reagire alla malattia. Vi posto il link del centro brevetti con tutta la lista di Burioni: http://patents.justia.com/inventor/roberto-burioni
Cerco di non pensar male e continuo la ricerca. Burioni è uno degli scienziati di punta della Pomona Ricerca srl, quindi vado a vedere di cosa si occupa la Pomona sul sito dell’azienda e sulla descrizione si legge: “il loro lavoro (di Burioni e di un altro scienziato, Massimo Clementi) mette Pomona in una posizione leader per la progettazione e lo sviluppo di vaccini innovativi”, sempre nell’ambito degli anticorpi. Qui il link: http://www.pomonaricerca.com
Continua il report del nostro lettore: “Arrivato a questo punto sono rimasto alquanto sorpreso, sono andato sulla sua pagina a chiedere informazioni su questi tre punti: i suoi brevetti; la Pomona; il vaccino obbligatorio per l’Epatite del ’98 grazie ad una tangente. Chiedo, con cortesia, di togliere ogni dubbio riguardo un suo possibile conflitto di interessi. Bene, bloccato seduta stante. Il motto di Burioni è: ‘Il vaccino non è un’opinione’. Già, è una fonte di guadagno?”.
Cerchiamo di vederci più chiaro. Cominciamo dal partner scientifico, Clementi. Il quale affida ad internet un pedigree chilometrico che vanta le docenze come assistente, poi aiuto, quindi associato indi ordinario in virologia e microbiologia da Ancona a Trieste fino all’approdo nell’isola felice del San Raffaele – la creatura di don Luigi Verzè, il grande amico di Silvio Berlusconi – dove trova il collega Burioni.
Insieme, il tandem delle meraviglie, nell’arco d’un decennio, dal 2006 al 2016, ha deposito una sfilza di brevetti. Di eccellenza i committenti, una serie di aziende: la già citata Pomona Ricerca srl, Bracco Imaging spa, Ribovax Biotecnologie SA, Generale Anticorpi e Biotecnologie srl.
In un sito americano, ecco un breve profilo di Pomona: “E’ una compagnia privata che opera nel settore delle biotecnologie e impegnata nello studio, sviluppo e produzione di anticorpi umani monoclonali in grado di combattere varie patologie virali come l’epatite C, i virus influenzali, l’JC virus. Fondata nel 2010, la società ha nel corso degli anni acquisito gli asset e la proprietà intellettuale di diverse piccole compagnie che si occupano di biotecnologie, il tutto basato sulle ricerche di due professori dell’Università San Raffaele. I professori Clementi e Burioni sono considerati tra i ‘key opinion leaders’ (gli esperti ‘chiave’) e gli esperti di maggior livello internazionale. La loro consolidata esperienza consente a Pomona di occupare una posizione leader nel settore. Pomona Ricerca è finanziata da angel investors”, ossia da finanziatori con le ali, come appunto gli angeli.
Diana Bracco
Diana Bracco
Più concreti alla Bracco, la cui lady di ferro, Diana, la star dell’Expo di Milano, ha le sue gatte da pelare alla procura di Milano, che ha chiesto 1 anno e tre mesi per la disinvolta gestione dei bilanci societari, con una serie di milioncini che servivano per mantenere le ville a Capri o in Costa Azzurra, bazzecole per una Paperona come lei, piccole sviste amministrative… . Bracco Imaging spa ha il suo quartier generale a Trieste e – come viene descritto nel sito – “è un’azienda leader globale nella diagnostica per immagini, presente in oltre 90 paesi di tutto il mondo, direttamente o indirettamente attraverso società controllate o joint ventures, con una forte leadership nelle aree geografiche più significative. Le nostre attività di ricerca sono situate in Italia, Stati Uniti e Svizzera”.
E proprio a Ginevra, in Svizzera, si trova la sede principale di Ribovax Biotecnologies Sa, una società anonima localizzata in Avenue des Morgines, all’interno del mega Business Center della incantevole città elvetica.

FRA ALAMBICCHI, PROVETTE & VACCINI DI MAGO BURIONI
Ma passiamo in rapida carrellata, ora, alcune tra le invenzioni più gettonate. Questa la breve introduzione al capitolo “I brevetti dell’inventore Roberto Burioni”. “Roberto Burioni ha depositato brevetti per proteggere le seguenti invenzioni. Questo elenco include domande di brevetto in sospeso, così come i brevetti già concessi dagli Stati Uniti Patent and Trademark Office (USPTO)”.
Partiamo dall’invenzione che porta, come numero progressivo, il 20160200801, “data di archiviazione 29 marzo 2016, data di pubblicazione 14 luglio 2016, richiedente Pomona Ricerca srl”. Ecco il cosiddetto abstract: “Anticorpi monoclonali diretti contro il virus influenzale A” e alla fine dopo un’articolata descrizione: “Gli anticorpi monoclonali possono essere utilizzati anche per testare preparazioni di anticorpi da utilizzare come vaccini”.
Passiamo al numero 20160060325, archiviato l’11 novembre 2015 e pubblicato il 3 marzo 2016. A richiederlo la solita Pomona. Si tratta di una variazione della precedente ricerca, e perciò riguarda sempre il virus influenzale A.
vaccinoEccoci al numero di brevetto 9200054, sempre Pomona come assegnatario ma stavolta un forte sfalso nelle date: archiviato il 27 maggio 2009, la data finale è quella del 26 gennaio 2016. Sorge spontanea una domanda: come fa ad averlo richiesto, Pomona, se all’epoca ancora non esisteva, visto che è nata nel 2010? Misteri delle bioscienze. Il tema, però, è sempre lo stesso, anche se con qualche piccola variazione: vaccini per il virus influenzale A, un vero pozzo di San Patrizio.
Segue a ruota il numero 9200063, ancora Pomona, date molto lontane, ossia archiviazione a marzo 2009 e brevetto rilasciato il 1 dicembre 2015. Resta quell’interrogativo.
Per non farla lunga, i due scienziati lavorano per Pomona anche con il brevetto 8486406 archiviato il 1 giugno 2010 (e qui con le date ci possiamo stare) e varato a luglio 2013, stavolta riguardante un altro tema: “l’uso di anticorpi monoclonali FAB28 e FAB49 per il trattamento profilattico e terapeutico di influenza A di origine suina”
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Poi con il brevetto 8623363, e ci risiamo con lo sfalso di date, dall’archiviazione del 21 dicembre 2009 (le date non si trovano) e la ratifica del brevetto del 7 gennaio 2014. Ricambia il tema: “La presente invenzione riguarda l’anticorpo monoclonale E20 o un frammento funzionale di esso come un medicamento per il trattamento terapeutico e prevenzione delle infezioni da HCV”.
Ancor più strane le date in occasione del brevetto 8367061. Pomona, of course, non manca mai all’appello, ma l’archiviazione è nientemeno che di inizio 2008 (per la precisione del 29 gennaio 2008) quando Pomona era ancora ben lontana dall’essere concepita, e il brevetto reca la data di febbraio 2013. Poco chiaro l’abstract: “Novel anti-idiotipo sono descritti anticorpi monoclonali che sono in grado di specificamente reagire con l’idiotipo di anticorpi anti-gp120 umani, di inibire il legame tra antigene gp120 e anticorpi anti-gp120 umani” e via farneticando. Boh.
Rientriamo fra i ranghi con il brevetto 20130022608, archiviato a marzo 2011 e pubblicato meno di due anni dopo, gennaio 2013. Tema di nuovo a base di virus influenzale A e in particolare “gli anticorpi monoclonali che sono immunoglobuline lg-G isotopo full-lenght e che sono caratterizzati da una elevata attività neutralizzante ad ampio raggio contro il virus influenzale A”.
Passiamo ai brevetti richiesti a Burioni e Clementi dalla Bracco Imaging spa. Eccoci al numero 20120165211: stavolta non passano anni, anche molti, dall’archiviazione alla pubblicazione, ma solo pochi mesi: 13 gennaio 2012 l’archiviazione e 28 giugno 2012 la pubblicazione. Rapidi come saette. Stavolta, però gli inventori sono 4: accanto ai due, infatti, ritroviamo anche Filippo Canducci e Federico Maisano. Denso l’abstract: “La presente invenzione si riferisce ad anticorpi umane derivate da librerie anticorpali umani preparati dalle placche aterosclerotiche”. Segue una arci arzigogolata descrizione scientifica.
Due anni passano per un altro brevetto, il 20120115741, per la precisione dal 17 marzo 2010 al 10 maggio 2012: “la presente invenzione descrive anticorpi o frammenti di esso in grado di legarsi isolate campioni di placca coronarica e dei processi per la loro produzione utilizzando le cellule ospiti contenenti sequenze di DNA che codificano per gli anticorpi detto di frammenti della stessa”. Poco chiaro a mortali e non, ma andiamo avanti.
Sempre poco più di due anni (settembre 2008-dicembre 2010) per il brevetto 20100316563: “un processo è previsto per la preparazione di anticorpi o loro frammenti utilizzando una cellula ospite procariota contenente sequenze di DNA che codificano per detti anticorpi di loro frammenti, in cui detta sequenza di DNA è derivata da un campione di placca coronarica”.

Un virus
Un virus
Eccoci alla ginevrina Ribovax Biotecnologie Sa. Si tratta delle invenzioni più antiche, praticamente anche oltre una decina d’anni fa. Partiamo dal brevetto 7811973, archiviazione a luglio 2006, pubblicazione quattro anni più tardi, ottobre 2010: “La presente invenzione fornisce nuove tecnologie per la produzione e screening proteine di fusione sulla superficie del fago filamentoso”.
Marzo 2008, giugno 2010 per il brevetto 20100143376: “la presente invenzione fornisce sequenze di anticorpi romanzo che si legano e neutralizzano Rosolia Virus (RUV)”.
Pressochè identico arco temporale (febbraio 2008-marzo 2010) per il numero 20100074906, “la presente invenzione fornisce sequenze di anticorpi che si legano nuovi Varicella Zoster (VZV) e neutralizzare l’infezione VZV”…
Per finire con la Generale Anticorpi e Biotecnologie srl, alla quale il magico tandem d’attacco (ai vaccini) recapita un solo brevetto, il numero 7727529, archiviato a maggio 2008 e ratificato due anni dopo, giugno 2010. “L’invenzione si riferisce ad un anticorpo umano o ai suoi frammenti funzionali, diretto contro la glicopropteina E2 di HCV, in grado di avere una attività neutralizzante in vivo; una composizione per la terapia anti-HCV comprendente una quantità terapeuticamente efficace dell’anticorpo; una composizione per uso topico in gel, creme, pomate e formulazione ovuli; l’uso di anticorpi per la convalida vaccini anti HCV”.
Il vaccino, già, non è un’opinione. Sarà mai – come si chiede il nostro lettore – una fonte di guadagno?

Fonte: http://www.lavocedellevoci.it/2017/04/18/roberto-burioni-il-mago-dei-vaccini-ecco-tutti-i-business-a-base-di-brevetti-big-pharma-da-bracco-a-pomona/
https://sciechimicheinformazionecorretta.blogspot.it/2017/10/roberto-burioni-il-mago-dei-vaccini.html

lunedì 16 ottobre 2017

George Soros e la democrazia a tutti i costi: cosa si nasconde dietro alla facciata buonista

George Soros e la democrazia a tutti i costi: cosa si nasconde dietro alla facciata buonista

È considerato uno delle icone della filantropia, tuttavia dietro questa “maschera” eroica si nasconde una figura che, neanche tanto velatamente, manovra opinione pubblica e governi.
Da molti anni ormai, un’eminenza grigia controlla la scacchiera europea e non solo: parliamo di George Soros, miliardario ormai ottuagenario che manovra la maggior parte dei movimenti rivoluzionari del pianeta e molto umanitarismo di facciata dietro al quale si nascondono spesso inconfessabili interessi economici. Acclamato dalle Ong e dai partiti progressisti d’Europa, questa figura di “adorabile nonnino” è diventata ormai uno dei simboli della filantropia, il difensore integerrimo delle minoranze e dei diritti umani.
Sotto questo substrato di “santità”, però, questo personaggio è in realtà il principale finanziatore mondiale di una sovversione contro-iniziatica che sta portando il Mondo allo sfascio. Per saperne di più occorre capire il profondo legame fra Soros ed il mondo della cooperazione. Il miliardario avrebbe recentemente investito sui titoli di alcune cooperative del Nord Italia divenendo il terzo azionista col 5% del capitale sociale di alcuni colossi che dirigono le redini della Lega delle Cooperative, presieduta da Giuliano Poletti, ministro del lavoro italiano.
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L’ingresso di Soros ha reso chiara la trasformazione del mondo della cooperazione italiana da semplice modello economico solidale a modello capitalistico a tutti gli effetti. In altre parole è emerso alla luce del sole ciò che già da molto tempo era sottaciuto: il mondo della cooperazione è divenuto un potere forte capace di esercitare delle pressioni lobbistiche sui governi, come dimostra ad esempio la nomina di Poletti come ministro.
George Soros finanzia anche la cooperazione di matrice cattolica, quali la nota Compagnia delle Opere, a capo di Comunione e Liberazione. Numerose cooperative, sia rosse che bianche, con l’aumento dei flussi migratori verso l’Italia, precedentemente impegnate in settori come quelli sanitari ed educativi, hanno riconvertito le proprie attività nel sociale, in particolare nell’accoglienza e la gestione dei profughi. In questi ultimi anni sono sorti quindi dei complessi di strutture residenziali e comunità atte ad accogliere e far integrare i clandestini condotti in Italia dalle Ong che operano nell’area del Mediterraneo traendoli in salvo.
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E chi c’è dietro queste ultime? Sempre il magnate ungherese, che finanzia le navi che vanno in soccorso dei barconi carichi di migranti clandestini. Secondo delle recenti indagini portate avanti dalla magistratura italiana vi sarebbe persino un tacito accordo fra scafisti ed operatori Ong. Il legame fra Soros e queste organizzazioni sarebbe così stretto che quando il governo della Libia ha fatto divieto alle navi Ong di avvicinarsi alle sue coste per venire in aiuto dei clandestini, l’imprenditore, al colmo dell’indignazione, avrebbe contattato tutte le figure più importanti della politica internazionale, Onu inclusa, per sbloccare la situazione e mitigare la decisione della Libia.
Soros è inoltre legato a doppio filo con le Ong impegnate a promuovere la difesa dei diritti umani nei Paesi in cui questi vengono negati. Tramite la Open Society Foundation, Soros è riuscito ad inglobare migliaia di organizzazioni non governative per lo più politicizzate e di ideologia radical progressista che si battono in genere contro dei governi legittimamente eletti in Paesi “non allineati”. È il caso della Siria: attraverso una subdola propaganda mediatica le Ong hanno diffuso un’immagine negativa di Bashar Hafiz al Assad, descritto come dittatore sanguinario. L’ultima creatura di Soros, atta a sensibilizzare l’opinione pubblica, è un movimento di protesta a favore dei migranti, i No Borders, pronto a manifestare in tutti i Paesi europei. La strategia adottata è sempre la stessa: manipolazione dell’opinione pubblica tramite slogan e attivismo a pagamento.
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Soros, all’apparenza, si direbbe un magnate col chiodo fisso della democrazia ad ogni costo. C’è da chiedersi però cosa sia per il filantropo la vera democrazia. Il reale “potere al popolo”, come etimologia vuole, o piuttosto il potere alle élite che decidono al posto del popolo curando i propri interessi? Democrazia intesa come sostegno e difesa dei più deboli o piuttosto oligarchia del denaro? Ed ancora: rispetto dell’autodeterminazione dei popoli o imposizione di questa “democrazia” tramite campagne militari e propaganda negativa?
fonte  BreakNotizie
www.stopeuro.news

Portatori sani di un 'Ego Spirituale'



Portatori sani di un 'Ego Spirituale'

Di recente più di una persona mi ha fatto notare quanto poco io stia parlando di spiritualità su facebook (e quanto poco io stia scrivendo sul blog) e quanto invece il mio profilo sia divenuto più leggero e assolutamente meno 'new age' del solito. 
Qualcuno è anche arrivato a lamentarsi con me del fatto che è quantomeno strano che uno come me, che 'sa tutte queste cose',  a un certo punto decida di mettersi a parlare quasi esclusivamente di fumetti e di musica o a pubblicare foto poco serie, e di trascurare il blog. Quel qualcuno mi ha scritto che certe cose sono davvero poco spirituali o illuminate, specialmente certi pezzi di musica rock che ogni tanto ho condiviso. E' vero, sto scrivendo di meno di spiritualità, sto parlando molto meno di spiritualità, e, nel tacere di queste cose, sto vivendo la mia vita
Ma il fatto che io ne parli di meno o che tenda a non parlarne affatto, ha per me un senso ben preciso: a mio sentire probabilmente non è più tempo di parlare, divulgare o credere di sapere, ma è il momento di agire partendo da ciò che si sa e iniziare a metterlo in pratica nella vita quotidiana, con consistenza
L'energia della 'divulgazione' di certe cose si è per me affievolita ora che è praticamente un settore di businness come un altro, perchè sento che è stato detto tutto e il contrario di tutto, sento che il materiale pubblicato, le parole spese e le possibilità di imparare sono assolutamente sovrabbondanti rispetto ai concetti che sono più o meno sempre gli stessi
Quello che mi sembra continui a mancare però è la pratica e - almeno per me - la pratica in questi ultimi due anni è diventata più importante ed essenziale di qualsiasi nuovo seminario, nuovo libro o nuova scoperta possa essere stata fatta di recente.

Sappiamo ormai tutto - e anche troppo a livello mentale - di legge di attrazione, capacità della mente di guarire il corpo, spirito, anima e altri argomenti ancora,ma difficilmente ci decidiamo a vivere quotidianamente secondo la prospettiva acquisita attraverso studi e letture. 

Preferiamo parlare di perdono e di pace piuttosto che essere il perdono e la pace. Preferiamo parlare e disquisire su cosa ha detto davvero il tale maestro o il tale libro piuttosto che metterlo in pratica e vedere se funziona, se è reale per noi. A un certo punto della mia vita, circa un paio di anni fa, ho iniziato a sentire che c'era una discrepanza tra ciò che insegnavo nei miei seminari e la percentuale che ne applicavo alla mia esistenza, che era di poco inferiore al 50%. 
Ho spesso parlato per intuizione, ho scritto seguendo una specie di dettatura interiore (non voglio chiamarla canalizzazione perchè ero e sono sempre stato assolutamente cosciente di quello che ho fatto e non sono mai stato 'occupato' da alcuna entità) e verificato almeno la metà di quello che arrivava e che prontamente veniva pubblicato sul blog o inserito in qualche parte di qualche corso. 
Ma, c'è un ma. Ora manca tutto il restante 50% da verificare. Mancano ancora tutta una serie di informazioni da provare e di pratiche da effettuare e di tutto questo materiale non posso parlare con certezza perchè non l'ho sperimentato. Quindi non posso nemmeno scriverne. Sospetto che in molti stiamo facendo questo errore: nutriamo opinioni in merito a cose che non conosciamo e le difendiamo a spada tratta come se fossero una verità assoluta, come se fossero dogma, senza metterle alla prova
E a mio parere la difesa di un'opinione è sempre dell'egoParlare di cose che non conosciamo è sempre dell'ego. Sentire il bisogno di illuminare gli altri, di ispirare, di risvegliare qualcuno significa ancora una volta giudicare (ego) che c'è qualcuno là fuori che non è sveglio, illuminato, significa separare, e la separazione è ego, che, in teoria, è proprio quello che cercavamo di guarire.

E anche io sono caduto in questa trappola, anche in me purtroppo si è formato un ego spirituale di cui ero portatore inconsapevole, almeno fino a poco tempo fa. 
Anche io ho sottilmente sentito di essere un po' migliore (solo un po') di coloro che non praticano la spiritualità. Anche io ho avuto a tratti la sensazione di essere sulla terra per aiutare, risvegliare, spingere gli altri verso cose più 'alte'. A un certo punto però ho visto chiaramente che questo mi stava separando dalla vita stessa. 
Avevo escluso parecchie cose e persone 'poco spirituali' dalla mia esistenza, quelle cose e persone che mi stavano facendo perdere tempo prezioso per il mio percorso, quelle cose che, mi ripetevo, erano solo maya : illusione. Ho sentito che c'è una grande insidia nell'attaccarsi a concetti come 'è tutto illusione', 'siamo tutti uno', 'tutto è amore', senza averne mai avuto esperienza diretta. 

Una grande pericolosissima ipnosi è stata perpetrata dal pensiero incondizionatamente positivo, che conduce la sua nascosta guerra contro il negativo, il brutto, il problematico, escludendolo dalla coscienza e relegandolo in un buio angolo dell'inconscio (dal quale prima o poi verrà fuori comunque, proiettato nella realtà per essere finalmente riconosciuto). 
E mi sono chiesto se lo scopo dell'evoluzione spirituale non sia piuttosto che vedere il positivo in tutto e ripetersi che va tutto bene, riuscire a trascendere le differenze, smetterla di separare il positivo dal negativo, il bene dal male, lo spirituale dal profano, e imparare ad accettare qualunque cosa si presenti  arrivando ad una equanimità che accolga tutto e tutti e non rifiuti nulla, nessun aspetto dell'esistenza
Così ho sentito che era il momento di fermarsi per un po' e di schiarire le idee su quello che stavo scrivendo e facendo. Mi sono reso conto che separare cose spirituali da cose meno spirituali è stato un grosso errore, e mi sono costretto a una veloce retromarcia, con grande beneficio della mia situazione di vita generale e del mio umore. 
Mi sono guardato allo specchio e ho visto una persona seria e accigliata, uno che credeva di aver davvero capito qualcosa in più degli altri... e mi sono fatto una grossa risata.
Andrea Panatta
fonte: http://quantum73.blogspot.it/2012/11/portatori-sani-di-un-ego-spirituale.html

http://compressamente.blogspot.it/2017/10/portatori-sani-di-un-ego-spirituale.html