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mercoledì 29 marzo 2017

A Soros Coup in Russia – Alexei Navalny



For Putin, Alexei Navalny is something of a Hillary/Obama headache.
Navalny is the grandstanding activist who routinely voices opposition to Putin, has attempted to impeach Medvedev, and routinely holds unsanctioned protests in Moscow and St. Petersburg. The western media hail him as a demi-god in much the same fashion as Hillary and Obama.
While Navalny’s background as an activist is lengthy, starting in 2000, however, in 2014 a worthy connection was made:
In 2013, Navalny ran for mayor of Moscow pegged under the party RPR-PARNUS. PARNUS (Peoples Freedom Party) which is a liberal, social political party led by Mikhail Kasyanov, and is an associate member with the Alliance of Liberals and Democrats For Europe (ALDE)- an extreme Socialist organization. Navalny pulled out of the race after he was sentenced to prison for embezzlement and fraud.
In 2014, Boris Nemtzov, a co-chairman of the Russian “Peoples Party”, worked on a project of coalition between Navalny and Khodorkovsky who headed The Open Russia Foundation. The Open Russia Foundation is a parallel organization to Soros Open Society Foundation. The original board members of Open Russia were Henry Kissinger and Lord Jacob Rothschild.   It is referred to as a philanthropic NGO, and after being shut down in 2006, it relaunched in 2014 creating an activist platform against Putin headed by Navalny and Khodorkovsky.
The New York Times and Washington Post have both supported the work of Open Russia as well as Khodorkovsky.  That alone should be proof positive.  But there is more.
In 2015, Russia banned two of Soros NGO’s; Open Society Institute and Open Society Foundation. CNBC refers to these organizations as ‘pro-democracy’ and their work in Russia as simply aimed at helping Russia transition from communism.  Hmmmm.
The founding members of ALDE (Alliance of Liberals and Democrats For Europe) included The Free Democratic Party of Germany which supported the SS and Nazi’s. Other founding members from France to Luxembourg and Britain are politically far left Liberal Socialist. Which coincides with the Rothschild/Soros agenda for a One World Open Society.
So, while Trump has to swat the annoying buzz of Hillary and Obama like flies attacking sheep in the summer, Putin is busy with the likes of Open Russia and a particularly annoying fly named Navalny.
Today, Navalny is making the US media headlines, including Fox News, for the fact that when he organized an illegal protest in Moscow, he was arrested and jailed with a sentence of 15 days.
While the headlines from The Guardian, Newsweek, Chicago Tribune, BBC and New York Times, all very liberal and aligned with Hillary gate, all declare this arrest to be a further denouncement of Putin’s ‘thugocracy’ in censoring free speech!   Lest we forget, a) We have no right whatsoever to make any statement with regard to Russia’s politics or laws b) Their government is sovereign – as is ours, c)   Remember the DC Women’s March?,   d)   Remember all the Anti-Trump protests – that have resulted in numerous arrests?
The Russian protocol for arresting protestors is governed by law and involves taking them downtown, confirming and noting their name and address, and then immediately releasing them.   They are not formally arrested. However, Navalny is an instigator, and that is different, so his arrest is completely lawful.
The State Department Spokesman, Mark Toner, has denounced the arrests…   Why?
Toner is a hold over from the Obama administration having served with Victoria Nuland, a Bill Clinton patriot. She is best known for a phone conversation she had with Geoffrey Pyatt in which they discussed who they felt should be appointed to government positions in Ukraine after the US backed coup, adding an expletive with regard to the European Union.
Mark Toner is a part of the “Swamp”.
Navalny represents the world of Soros. He has received unprecedented funds for his candidacies as mayor and president all of which point to the potential for a classic Soros backed coup attempt in Russia.
by Helena

fonte https://helenaglass.net/2017/03/27/russias-navalny-a-soros-coup/

Un tentativo di colpo di stato Soros in Russia


Giorgetto Soros è sempre in prima fila,doveva creare l’anti Putin,doveva globalizzare la politica russa,doveva creare problemi all’immagine di uno stato,quello russo,  che attualmente è l’unico baluardo verso l’orrore creato dalla elite.
La trappola è scattata organizzando manifestazioni non autorizzate a Mosca e a San Pietroburgo.
Subito la stampa di regime della elite da The Guardian, Newsweek, Chicago Tribune, BBC e del New York Times ha suonato la grancassa  
Usa e Ue hanno condannato la Russia insieme a tutti i governi  presieduti dai loro pupazzi
Elogi alla libertà e al libero pensiero si sono diffusi  ovunque(questi paraculi sono diventati bravi nell’inganno programmato).
Comunque era tutto pronto,ora come è successo per la campagna elettorale americana avremo anche le notizie quotidiane dalla Russia e sul nuovo martire della libertà che ha denunciato la corruzione dei leader russi.
Il mondo deve respirare l’aria di Giorgetto,i suoi pensieri,le sue palpitazioni,le sue emozioni devono essere condivise,e qualcuno deve sempre narrare come faceva ad esempio la Botteri,che c’è una Clinton in testa sui sondaggi.

Alfredo d’Ecclesia

ONG DI SOROS E TRASPORTO DI MIGRANTI



DI WILLIAM CRADDICK
disobedientmedia.com
Autorità italiane chiedono il monitoraggio del finanziamento di una flotta ONG che porta nell’UE migranti dalle coste del Nord Africa. Un rapporto della Guardia Costiera illustra come i membri della flotta agiscano da complici ai trafficanti di esseri umani e contribuiscano direttamente al rischio di morte che i migranti affrontano quando tentano di entrare in Europa.
La relazione di Frontex , agenzia europea di controllo delle frontiere, indica che le navi ONG offrono un servizio navetta affidabile per gli immigrati dal Nord Africa verso l’Italia. La flotta riduce i costi del contrabbando ed elimina la necessità di procurarsi navi in grado di fare un viaggio completo per le coste europee attraverso il Mediterraneo. I trafficanti sono anche in grado di operare rischiando molto meno l’arresto da parte di agenti delle forze dell’ordine europee. Frontex ha osservato che i trafficanti hanno intenzionalmente cercato di modificare la propria strategia, inviando i propri barconi alle navi gestite dalla flotta ONG piuttosto che alle forze militari italiane od europee.


Il 25 marzo 2017, il quotidiano Il Giornale  ha riportato le dichiarazioni di Carmelo Zuccaro, procuratore capo di Catania, che chiede il monitoraggio dei finanziamenti dietro i gruppi di ONG impegnate nella gestione dei migranti. Ha detto che “il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è reato, indipendentemente dal fine”. Anche se non è un crimine entrare nelle acque di un paese straniero e raccoglierne i migranti, le ONG li devono far atterrare nel porto più vicino, che si suppone sia da qualche parte lungo la costa del Nord Africa invece che in Italia. il procuratore capo ha anche osservato che l’Italia sta indagando sulla radicalizzazione islamica che si sta verificando nelle carceri e nei campi in cui gli immigrati vengono assunti in nero.
L’Italia è da qualche mese travolta dalla pressione di un massiccio numero di migranti che si sono spostati dal Nord Africa negli stati meridionali dell’Unione europea. Nel dicembre del 2016, l’Espresso ha riportato i commenti fatti da Virginia Raggi, sindaco di Roma, che ha affermato che Roma è sull’orlo di una “guerra” tra i migranti e poveri italiani. L’ondata di migranti ha anche causato problemi nel sud Italia, dove Cosa Nostral’anno scorso ha dichiarato una “guerra” contro alcune loro bande criminali.
A febbraio 2016, Disobedient Media ha pubblicato una ricerca che indica che varie navi che operano nella flotta citata da Frontex sono sponsorizzate da gruppi di ONG legati ad organizzazioni gestite da George Soros e a donatori di Hillary Clinton.
Citando uno studio condotto dal gruppo di contro-estremismo Quilliam, sono anche emersi report in cui si afferma che l’ISIS ora controlla il traffico di esseri umani in Nord Africa e sta scegliendo reclute dalla popolazione migrante. Oltre ad agire di fatto come complici di trafficanti di esseri umani, l’ONG criticata da Frontex forse sta anche attivamente contribuendo a peggiorare la situazione di terrore in Europa.

Fonte: http://disobedientmedia.com
Link: http://disobedientmedia.com/italian-officials-call-for-investigation-of-george-soros-supported-ngo-migrant-fleet/
26.03.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG


martedì 28 marzo 2017

Aleksandr Dugin, se sei amico di Putin non puoi stare in Europa..

Risultati immagini per Aleksandr Dugin

Europa e Stati Uniti hanno spesso ricambiato il favore ad Aleksandr Dugin. Un anno fa, il famoso politologo russo è stato messo alla porta in Grecia. Accompagnato dal patriarca di Mosca Kirill per una conferenza sul Monte Athos, Dugin è stato fermato all’aeroporto di Salonicco e gli è stato comunicato che il suo ingresso all’interno dei territori della Ue gli era interdetto. Un anno prima, il Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti lo aveva inserito nella lista dei cittadini russi sotto sanzioni per la crisi ucraina. Un mese dopo è il Canada a mettere sotto embargo Dugin. Di lui hanno scritto tutti, da Foreign Policy, che lo chiama “il cervello di Putin”, al Sole 24 Ore, che la settimana scorsa lo ha definito il “Rasputin di Putin”. 

Figlio di un ufficiale sovietico, dissidente negli anni Ottanta, avversario di Eltsin negli anni Novanta, Dugin è un pensatore russo che un saggio della rivista australiana Quadrant ha definito “un consapevole folle postmoderno”. Ma un folle con accessi politici importanti. Il suo libro, “Fondamenti della geopolitica”, è usato nelle scuole militari, Dugin è una presenza fissa sulla tv Tsargrad (canale patriottico voluto dal Cremlino e finanziato dal miliardario Konstantin Malofeev) e quando la Turchia ha abbattuto due aerei russi Dugin ha usato i suoi contatti ad Ankara per aiutare Putin a ricucire con Erdogan. Il filosofo coltiva anche relazioni in tutta Europa, come in Grecia, dove è molto amico del ministro degli Esteri, Nikos Kotziás, così come pare ci sia un legame con Steve Bannon, braccio destro di Donald Trump alla Casa Bianca.  Dugin ha concesso questa intervista esclusiva al Foglio per spiegare non soltanto le sue idee, ma anche la visione che guida la Russia di Putin. 

Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha parlato della nascita di un “ordine postoccidentale”. Questo è puro Dugin. Quanto è vicino a Putin? “E’ difficile rispondere, non sono così vicino al presidente come pensano alcuni, ma molte idee che ho espresso in filosofia, in politica, hanno molto influenzato Putin”, ci dice Dugin. “Non bisogna esagerare, anche se è vero che c’è stata un’influenza autentica delle mie idee sul presidente. Le idee hanno un proprio destino, e possono influenzare la logica della politica e della storia. Le idee sono enti viventi e possono trovare molti modi per arrivare alla gente. Il problema con l’occidente è proprio questo, è che non crede più nelle idee, c’è un mondo spirituale dove vivono le idee e che l’occidente non riconosce più”.
  
Ad Aleksandr Dugin chiediamo dove nasca la sua avversione culturale per l’Europa che tanto sembra aver ispirato Putin. “Oggi l’Europa occidentale sta nella trappola della modernità e della postmodernità, il progetto della modernizzazione liberale va verso la liberazione dell’individuo da tutti i vincoli con la società, con la tradizione spirituale, con la famiglia, con l’umanesimo stesso. Questo liberalismo libera l’individuo da ogni vincolo. Lo libera anche dal suo gender e un giorno anche dalla sua natura umana. Il senso della politica oggi è questo progetto di liberazione. I dirigenti europei non possono arrestare questo processo ma possono solamente continuare: più immigrati, più femminismo, più società aperta, più gender, questa è la linea che non si discute per le élite europee. E non possono cambiare il corso ma più passa il tempo e più la gente si trova in disaccordo. La risposta è la reazione che cresce in Europa e che le élite vogliono fermare, demonizzandola. La realtà non corrisponde più al loro progetto. Le élite europee sono ideologicamente orientate verso il liberalismo ideologico”.

A Mosca, la vittoria di Donald Trump è stata accolta con favore, per usare un eufemismo. “Trump negli Stati Uniti ha preso il potere cambiando un po’ questa situazione, e l’Europa si trova oggi isolata”, continua Dugin. “La Russia oggi è il nemico numero uno dell’Europa perché il nostro presidente non condivide questa ideologia postmoderna liberal. Siamo nella guerra ideologica, ma stavolta non è fra comunismo e capitalismo, ma fra élite liberal politicamente corrette, l’aristocrazia globalista, e contro chi non condivide questa ideologia, come la Russia, ma anche Trump. L’Europa occidentale è decadente, perde tutta l’identità e questa non è la conseguenza di processi naturali, ma ideologici. Le élite liberal vogliono che l’Europa perda la propria identità, con la politica dell’immigrazione e del gender. L’Europa perde quindi potere, la possibilità di autoaffermarsi, la sua natura interiore. L’Europa è molto debole, nel senso dell’intelletto, è culturalmente debole. Basta vedere come i giornalisti e i circoli culturali discutono dei problemi dell’Europa, io non la riconosco più questa Europa. Il pensiero sta al livello più basso del possibile. L’Europa era la patria del logos, dell’intelletto, del pensiero, e oggi è una caricatura di se stessa. L’Europa è debole spiritualmente e mentalmente. Non è possibile curarla, perché le élite politiche non lo lasceranno fare. L’Europa sarà sempre più contraddittoria, sempre più idiota. I russi devono salvare l’Europa dalle élite liberal che la stanno distruggendo”.

“Irrisolta la questione ucraina” Ma la Russia non dovrebbe aspirare ad avvicinarsi all’Europa, come sembrava dopo il crollo del comunismo? “La Russia è una civiltà a sé, cristiana ortodossa. Ci sono aspetti simili fra Europa e Russia. Ma dopo il crollo del comunismo, quando la Russia si è avvicinata all’occidente, abbiamo capito che l’Europa non era più se stessa, che era una parodia della libertà, che era decadente e postmoderna, che versava nella decomposizione totale. Questo occidente non ci serviva più come esempio da seguire, per cui abbiamo cercato un’ispirazione nell’identità russa, e abbiamo trovato che questa differenza è fra cattolicesimo e ortodossia, fra protestantesimo e ortodossia, noi russi siamo ereditari della tradizione romana, greca, bizantina, siamo fedeli allo spirito cristiano antico dell’Europa che ha perso ogni legame con questa tradizione. La Russia può essere un punto di appoggio per la restaurazione europea, siamo più europei noi russi di questi europei. Siamo cristiani, siamo eredi della filosofia greca”. Al centro del pensiero di Dugin, accanto alla lotta al liberalismo, è l’Eurasia, a giustificazione dell’ambizione di Mosca di ritornare nelle terre ex sovietiche, dal Baltico al mar Nero, di restaurare il dominio sulle popolazioni non russe, arrivando a stabilire perfino un protettorato sull’Unione europea.

“I paesi vicini alla Russia erano costruzioni artificiali dopo il crollo dell’Unione sovietica e non esistevano prima del comunismo”, dice Dugin al Foglio. “Sono il risultato del crollo comunista. Erano invece parte di una civiltà euroasiatica e dell’impero russo prerivoluzionario. Non c’è aggressione di Putin, ma restaurazione di una civiltà russa che si era dissolta. Queste accuse sono il risultato della paura che la Russia si riaffermi come potere indipendente e che voglia difendere la propria identità. L’Ucraina, la Georgia, la Crimea, hanno fatto tanti errori contro la Russia e aggredito le minoranze russe che vivono in quei paesi”. Ma le avete invase. “La Russia con grande potere ha risposto alle violazioni dei diritti georgiani, osseti, ucraini, abkhazi, crimei. L’Europa non può comprendere l’atto politico per eccellenza, la sovranità, perché essa stessa ha perso il controllo della propria sovranità. Trump ha cominciato a cambiare la situazione negli Stati Uniti e ha ricordato che la sovranità è un valore e noi russi con Putin abbiamo ricordato questo al mondo prima di Trump”. La Russia quindi metterà gli occhi anche sui paesi della Nato al proprio confine, la questione di Kaliningrad, ex Koenigsberg, la patria di Kant, il cuneo fra est e ovest? “Geopoliticamente, i paesi baltici non rientrano nella sfera di interesse dei russi, con la Georgia siamo in un momento di stabilità, il problema resta con l’Ucraina, perché la situazione non è pacifica, non abbiamo liberato i territori dove l’identità pro russa è dominante, dove è vittima di un misto di neonazisti e neoliberali. L’Ucraina resterà il problema numero uno, ma con Trump c’è la possibilità di uscire dalla logica della guerra”.

Europa e islam. Putin si vanta di aver costruito un concordato con l’islam in Russia, mentre l’Europa è sotto attacco islamista. “Il problema non è con l’islam, ma le élite hanno fatto entrare milioni di musulmani, senza integrarli perché c’è un vuoto senza identità”, prosegue Dugin al Foglio. “In questo liberalismo non c’è più assimilazione culturale, gli europei non possono proporre ai migranti un sistema di valori, ma solo la corruzione morale. Questa politica suicida europea non può essere accettata dai migranti musulmani. E l’Europa si impegna per porre i musulmani, soprattutto i fanatici fondamentalisti, continuando a distruggere l’Europa: islamisti da un lato distruggono l’Europa e dall’altro ci pensano le élite liberal. L’ideologia wahabita e dello Stato islamico è il problema, non l’islam tradizionale che è vittima del fanatismo islamista. Senza questa politica dell’immigrazione, l’islam che esiste nelle sue terre non rappresenterebbe un rischio per l’Europa”. “Putin è forte, ma non lascia eredi”.

Da tre anni, la Russia ha costruito l’immagine di un paese che adotta politiche opposte a quelle dell’Europa. “I matrimoni gay e l’Lgbt sono questioni politiche, non morali. Non a caso l’ideologia liberale vuole destrutturare l’idea di uomo e donna. Putin ha compreso questo molto bene e ha cominciato a reagire contro questa visione che distrugge la società. Questo non è il problema della scelta personale e individuale, non ci sono leggi contro l’omosessualità, ma leggi contro la propaganda di questa ideologia gay che distrugge l’identità collettiva, che distrugge le famiglie, che distrugge la sovranità dello stato cercando di cambiare la società civile. Non è una questione morale o psicologica, ma politica”. Dugin è considerato un grande sostenitore di Putin, ma qui ne rivela i limiti.

“La storia è sempre aperta, non possiamo dire cosa sarà della Russia. Per creare un futuro forte e sano per la Russia dobbiamo fare molti sforzi, niente è garantito, ci sono molte sfide per la Russia e Putin è riuscito a rispondere a molte di queste, vincendo. Il problema del nostro paese consiste nella nostra forza e debolezza, Putin garantisce alla Russia la conservazione della sovranità e dell’identità, il ritorno sulla scena della grande Russia, ma siamo anche deboli, perché Putin rappresenta se stesso, non è riuscito a creare una eredità che possa garantire la sopravvivenza di questa idea della Russia. Finché c’è Putin, la Russia ha speranza di essere forte, ma Putin è un problema perché non ha istituzionalizzato la sua linea di pensiero. La Russia oggi è Putin-centrica”. Dunque, cosa vede in serbo per l’Europa? “Sono un seguace di René Guenon, che ha identificato la crisi della società occidentale europea ben prima del XXI secolo. La forma di degradazione spirituale dell’Europa è cominciata con il modernismo, la perdita dell’identità cristiana, ma è arrivato al culmine negli anni Novanta, quando tutte le istituzioni vennero plasmate dal liberismo di destra in economia e dal liberalismo di sinistra nella cultura. L’approvazione dei matrimoni gay mi hanno fatto capire verso dove stava andando l’Europa. Si arriverà presto al momento finale, dopo ci sarà il caos, la guerra civile, la distruzione. Forse è troppo tardi per ribaltare la situazione”.

(Fonte: Il Foglio)

http://paolodarpini.blogspot.it/2017/03/aleksandr-dugin-se-sei-amico-di-putin.html

Il criminale Giorgetto Soros muove tutti i suoi pupazzi contro Putin.


Giorgetto Soros non sta mai fermo,non contento di tutti i crimini commessi continua a fomentare odio e guerre e ora ha scatenato tutti contro Putin.
Tutti i pupazzi in coro a parlare di libertà,non contenti di quello che hanno e che stanno combinando nel mondo  ora devono parlare della corruzione in Russia e il blogger Navalny,è uno dei tanti pupazzi sparsi per il mondo che devono realizzare i desideri di Giorgetto,morte e distruzione della vita ovunque.
La Ue subito ha sparato le sue cazzate insieme agli Usa,Pupazzo Gentiloni è sempre il primo ad accodarsi.
La stampa nostrana e internazionale ha subito evidenziato il livello della corruzione in Russia ma nessuno ha detto che la missione di Giorgetto è la distruzione della Russia unico vero grande ostacolo alla sua espansione universale,oltre a Putin ci9 sono solo pupazzi.
Con Killary Clinton eletta la guerra era già programmata ora Giorgetto sta preparando il piano B,non avendo Ong in Russia si è dovuto accontentare del blogger e lo ha finaziato come Giorgetto sa fare.
Invece di fermare questo criminale continuano a servirlo e a riverirlo,questo criminale è pericoloso,bisogna neutralizzarlo e bisogna farlo al più presto prima che il caos e la distruzione totale da lui innescata crei un processo irreversibile.

Alfredo d’Ecclesia



Come la UE uccide il Made in Italy

Made in Italy distrutto dalle norme europee

Questo discorso può venire esteso a molti settori, come ad esempio il tessile, il calzaturiero, iltecnologico, ma stavolta vorrei soffermarmi sull’alimentazione, visto che è strettamente Made-in-Italy o made-in-Chinacollegata alla salute di noi tutti.
Per deformazione professionale, ma anche curiosità personale, mi piace girare tra gli scaffali dellagrande distribuzione per verificare le etichette dei prodotti tipici del nostro Paese. Sono rimasta parecchio infastidita in particolare da un paio di alimenti base delle famosa ed apprezzata dieta mediterranea, la pasta e l’olio extra vergine di oliva.
etichette fasulleEntrambi sono parte importante delle eccellenzeMade in Italy, prodotti in varie zone del Belpaese da artigiani esperti del settore; i quali ci mettono impegno e passione per offrire al consumatore alimenti di notevole qualità, tutelati dalle normative, apprezzati ed esportati in tutto il Mondo… almeno in teoria…
La maggior parte delle etichette ci dice purtroppo il contrario; anche se in caratteri minuscoli, davvero difficili da leggere, si scopre che:
  1. A) Per quanto riguarda la pasta di grano duro, che in bella mostra e con caratteri enormi riporta la dicitura “prodotta in Italia“, ispezionando poi la confezione, si nota la minuscola La UE e il grano duro estero con cui ci stanno avvelenandoscritta “con grano proveniente da Paesi UE ed extra UE“.
Molto di questo “grano estero” proviene dal Canadae costa meno rispetto a quello prodotto qui, nonostante le spese di trasporto. Peccato si tratti di una materia prima di scarto, contaminata damicotossine molto dannose, che per Legge i canadesi non possono utilizzare neppure come mangime per animali, e che svendono a noi pur di liberarsene, evitando così i costi di smaltimento.
Grano canadese tossicoQuesto avviene già dal 2006, grazie alla UE , che haalzato i livelli di micotossine consentite nel grano duro; motivo per cui ciò che in Canada viene considerato rifiuto tossico, viene esportato in Europa, quindi miscelato con quello locale, soprattutto nel Sud Italia, ed utilizzato per produrre pasta e prodotti da forno.
Le conseguenze?  Pessime, per l’economia e per la salute.grano-tossico nocivo alla salute
A livello economico, purtroppo si hanno sempre meno terreni adibiti alle coltivazioni nel nostro Paese, con conseguenti perdite finanziarie ed occupazionali.
A livello sanitario, stiamo assistendo ad un aumento della patologie autoimmuni e di tipo infiammatorio del tratto gastro-intestinale, tra cui la dibattuta gluten sensitivity, la sensibilità al glutine, che mima i sintomi delle celiachia, ma che non viene considerata tale dal Servizio Sanitario Nazionale. In questo caso il problema non nasce dalla proteina in sé (come avviene invece nella celiachia, dove compare un’intolleranza), LA NOSTRA SALUTE A RISCHIO quello che non ti dicono sul CETA l'accordo UE - Canadama deriva proprio da una micotossina, denominata DON (deossinivalenolo), che altera le funzioni della parete intestinale.
  1. B) Discorso analogo per l’olio extravergine di oliva, che rappresenta(va) uno dei punti di forza del nostro sistema economico-produttivo e la cui qualità è sempre stata eccellente, tanto da meritare in alcuni casi le denominazioni DOP e IGP.insieme di bottiglie con olio extravergine di oliva
Al supermercato l’etichettatura degli oli di fascia media e bassa è praticamente uniforme e riporta la dicitura “prodotto con materie prime e semilavorati di provenienza UE ed extra UE“. Sì, anche in questo caso la UE ci mette lo zampino, aumentando la quantità importabile sia di materia prima che di prodotto finito, da Paesi esteri, in particolare dalla Tunisia, a scapito dei nostri uliveti e dei lavoratori locali.
EU HR Federica Mogherini meets President of TunisiaLa produzione di olio italiano negli ultimi anni subisce un brusco arresto, sia grazie al caso fake della Xylella, che grazie all’irrazionale provvedimento che porta la firma, manco a dirlo, diFederica Mogherini.
L’Alto Rapp… eccetera eccetera (nome altisonante che rappresenta il nulla), ha infatti nel 2015 proposto ed ottenuto a larga maggioranza in sedeUE, un aumento di tonnellate di olio tunisino importato in Europa a dazio zero per il 2016 e il 2017.
Specifichiamo per completezza che l’olio tunisino presenta una qualità nettamente inferiore a quello italiano, e quindi ci chiediamo, anzi lo Olio tunisino che distrugge il made in Italychiediamo alla Mogherini, il perché di questa iniziativa suicida.
Coincidenza strana, uno dei maggiori produttori è proprio l’allora Primo Ministro della Tunisia,Habib Essid, che casualmente era pure Direttore Esecutivo del Consiglio Oleicolo Internazionale… ma non vogliamo pensar male, vero?
In ogni caso, se siamo alla ricerca di un buon extra vergine dobbiamo passare alle bottiglie situate nella fascia di prezzo più alta, e cercare l’etichetta che riporta “prodotto in Italia a partire da materie prime 100% italiane”.
Olio sofisticato sequestrato dai carabinieriPertanto, il consumatore accorto si deve munire di: portafoglio ben fornito, lente d’ingrandimento, tempo da perdere, ma soprattutto tanta pazienza (anche per reprimere eventuali impulsi al turpiloquio).
Volendo, possiamo discutere allo stesso modo della provenienza dei pomodori utilizzati per i condimenti, che arrivano soprattutto dalla Cina, sono molto spesso contaminati da sostanze tossiche, e vengono poi miscelati a quelli nostrani nelle salse pronte; ma anche di pesci, carni e altro ancora, tanto che a pensarci verrebbe quasi voglia di darsi al digiuno…
L’unica difesa del consumatore, al momento, è solo  una lettura attenta delle etichette, verificando pertanto che sia dichiarata la provenienza falso-made-in-italy che costa al paese 4 miliardi di euroitaliana delle materie prime, che un produttore serio ha tutto l’interesse ad evidenziare.
Certo è che, se estendiamo questo tipo di ricerca a tutto ciò che mettiamo nel carrello, forse dopo aver perso mezza giornata avremo fatto una spesa decente.
Caffè MafiozzoComprenderanno pertanto i politicanti-burocrati della tanto decantata Unione Europea, se noi cittadini non ci uniamo ai “loro” festeggiamenti per il 60esimo anniversario di questa baraccata, ma siamo troppo impegnati a controllare ogni singolo ingrediente di ciò che mettiamo quotidianamente nei nostri piatti!
Eva Bergamo
 fonte http://press.russianews.it/press/la-ue-uccide-made-italy/

Allora: gli iscritti al PD grazie all'ulteriore opera instancabile di confindustrizzazione del Partito da parte di Calandrino si sono molto più che dimezzati.


Di Stefano Davidson
Di questi ai vari circoli sta votando il 50% quando va bene.
Ma i regimedia parlano di 65% come se fosse un plebiscito a favore della macchietta rignanese.
Ovvero:
come spacciare un disastro politico per un trionfo, prendendo alle primarie addirittura meno del 1% di preferenze sul numero globale degli aventi diritto nel Paese.
PS:
Diamo i numeri?
Il PD a esagerare conta 350.000 iscritti. Sta votando il 50% di loro (il resto credo sia impegnato a vomitare) da cui 175.000 voti complessivi. Calandrino con il suo "maestoso" 65% ha tra costoro 113.750 seguaci. Questo numero rapportato agli aventi diritto al voto in Italia rappresenta "ben" lo 0.25%.
Too much adoo for nothing?
Stefano Davidson