Translate

domenica 11 dicembre 2016

Gentiloni? Dopo consultazioni una rutellante soluzione a firma DC (comics). Di Stefano Davidson





Gentiloni?
Dopo consultazioni una rutellante soluzione a firma DC (comics)
Solo per memoria:
Il 21 maggio 2012 viene ascoltata dai Pm la segretaria dell’allora tesoriere della Margheria Lusi, Francesca Fiore, che conferma le importanti elargizioni ai diversi esponenti dell’allora partito, che serviva La segretaria particolare del senatore ha mostrato un file excel in cui erano stati registrati tutti i nomi dei beneficiari dei bonifici disposti da Lusi nel periodo in cui amministrava le casse delle Margherita. La spartizione avveniva in proporzioni 60-40 alle correnti dei popolari e rutelliani che c’erano nel partito. Secondo i documenti riportati dalla Fiore l’ex Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni avrebbe ricevuto 72.283 euro per il 2010, 38 000 nel 2011 e solo 3.154 nel 2012 andati in fondazioni o persone a lui riconducibili come il capogruppo del Pd.
Da Ministro degli Esterenzi:
Siria, Liberazione Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le cooperanti rapite. Gentiloni assicura: l'Italia non ha pagato il riscatto. Peccato che le ragazze e molte fonti, tra cui l'Ansa, sostengano il contrario.
India, presi per il culo dagli Indiani del Kerala sulla vicenda dei due marò finché non "arrivano le giacche blu" di Obama in soccorso.
Egitto: Giulio Regeni? Allora a che punto siamo? Magari prima di fargli fare il Premier sarebbe il caso chiudesse qualcosa?
Israele è il simbolo dell'astensione italiana nel voto all'Unesco sulla risoluzione che rinnega le profonde radici ebraiche dei luoghi sacri di Gerusalemme e si giustifica dicendo: «Si è sempre fatto così».
Ipotizza che sui barconi dei migranti si infiltrino terroristi e fa incazzare i suoi. Si rimangia tutto e fa incazzare chi aveva apprezzato che un ministro avesse finalmente detto ciò che quasi tutti pensano.
Dopo la conquista di Sirte da parte dell'Isis, il 14 febbraio 2015 il ministro degli Esteri affermava che l'Italia era "pronta a combattere" ignorando totalmente l'art. 11 della Costituzione sulla quale giurò ma che, tanto si sa, per i leopoldati era lì per caso?.
Come Presidente del Consiglio?
Equivale a mettere i fili in mano all'ex Obaministro dei botti Ashton Carter.
Stefano Davidson

Mattarella e il PD daranno al MES le chiavi dello Stato. Impariamo cos’è.

“IL VOSTRO PROGETTO È RENDERE IRREVERSIBILE LA PERDITA DELLA SOVRANITÀ: PER QUESTO VI APPOGGIANO I POTENTATI FINANZIARI”.  Così Nino Galloni apostrofa, in questo video, Luigi Marattin, consigliere economico della presidenza del Consiglio Matteo Renzi. Non si può essere più chiari



Questo scontro è avvenuto prima del  referendum.  Dopo il NO, un governo ancor meno responsabile verso gli elettori , teleguidato da Mattarella e Draghi,  sta accelerando l’asservimento irreversibile.
Può finalmente salvare a spese nostre (del contribuente) il MontePaschi, la banca comunista, senza che azionisti (comunisti) e depositanti (comunisti) paghino il prezzo delle loro malversazioni, incapacità e truffe. Si salva il PD, a spese dell’Italia.   Attenzione: Draghi ha tenuto  bordone. Contrariamente alle apparenze,  rifiutando alla banca senese una ulteriore proroga per cercare  investitori esteri,   ha tolto alla banca comunista e al partito comunista le castagne dal fuoco: gli investitori esteri, dopo il NO e la caduta di Renzi, si sono volatilizzati. Quindi, ha offerto al PD la scusa perfetta: bisogna far presto,  ‘salvare”  la banca per scongiurare la crisi sistemica blabla bla. Come? Con denaro pubblico. Ma la UE non  lo vietava? Non esigeva il bail-in?, ossia che a   ripianare i buchi delle banche dovessero essere   gli azionisti, i detentori di obbligazioni subordinate, i depositanti? Sì, ma sono tutti comunisti,  sono il loro elettorato, non è il caso  di tosarli.
E  la UE è  ben disposta a fare un’eccezione, per una volta.  Perché il governo irresponsabile chiederà l’aiuto del MES, l’orwelliano Meccanismo Europeo di Stabilità.  Al  MES, a cui noi italiani abbiamo contribuito con 125 miliardi, il no-governo teleguidato chiederà, diciamo, 15 miliardi – in prestito. Con ciò accettando le condizioni del MES, in pratica  l’amministrazione fallimentare  sovrannazionale. A governare  l’Italia sarà il MES coi suoi funzionari, finché non restituiremo i miliardi (nostri) che ci ha prestato.  Che cosa è veramente il MES  e il suo grado di legittimità democratica,  lo spiega qui sotto Claudio Messora di Bioblu. Io non potevo dir meglio. Guardatelo, cittadini (ma siete, siamo ancora cittadini?)



se vi occorre una conferma, qui Lidia Undiemi  che spiegava cosa è il carcere chiamato MES, già nel 2012. Non dite che non siete stati avvertiti.
fonte http://www.maurizioblondet.it/mattarella-pd-daranno-al-mes-le-chiavi-dello-impariamo-cose/


Mattarella convoca Gentiloni per l'incarico


Un esercito di truffatori e venduti che ha un unico obbiettivo:distruggere l'Italia.
Partiti,istituzioni,presstitutes della stampa e delle tv,fregandosene del voto popolare e del no hanno deciso di accellerare.Renzi è sempre la a manovrare ed ecco il buon servo Gentiloni a continuare lo sporco lavoro.
Il voto? Quando metteranno i pesi e contrappesi per evitare di dover perdere tempo e cercando l'irreversibilità della follia euro europeista.
Alfredo d'Ecclesia

Storia dei Rothschild, la dinastia con più soldi di una banca (e tanto, tantissimo, potere)

Risultati immagini per rothschild family
È una dinastia. E le dinastie, si sa, sono legate alla storia del Paese in cui vivono o al settore in cui operano. Vale anche per la famiglia Rothschild, la ricca discendenza tedesco-giudaica che è alle origini del sistema bancario europeo. Nel diciannovesimo secolo la fortuna accumulata dai suoi componenti era la più consistente nel continente. E oggi la famiglia controlla un gruppo che è attivo in diversi settori, dalle assicurazioni alla consulenza finanziaria. Da quella famiglia, di base a Francoforte, nel tempo si sono separati diversi rami che si sono stabiliti nelle principali nazioni europee, a Francoforte, Londra, Parigi, Vienna e Napoli. In questo modo il loro sistema finanziario è diventato internazionale.
mayer_amschel_rothschild

Il primo Rotschild, il più furbo di tutti

Tutto comincia con il capostipite, Mayer Amschel Rothschild. Nato nel 1744 nel ghetto ebraico di Francoforte, Mayer decide di avviare il suo business a partire dal commercio di denaro e introduce pian piano anche i suoi cinque figli nei principali centri finanziari europei. Fornisce servizi finanziari a Wilhelm IX che controlla il territorio di Assia-Kassel nel 1785. I suoi affari crescono dopo la rivoluzione francese quando proprio da quelle zone arrivano i soldati mercenari richiesti dalla Gran Bretagna.
Anche quando l’Assia viene invasa da Napoleone, Mayer Rothschild riesce a trarne profitto. Nel 1798 il figlio Nathan viene spedito a Londra dove gestisce gli affari della famiglia e stabilisce la sua banca nella City. La stessa sorte tocca al fratello Jacob che viene mandato a Parigi. È l’inizio di quella ramificazione familiare che appare anche nello stemma della famiglia Rothschild: una mano che stringe in pugno 5 frecce quante sono le direzioni prese dai figli di Mayer. Quando muore, nel 1812, la sua famiglia ha già stabilito affari importanti in Europa.
Tutto procede secondo la strategia imposta dal capostipite: assoluta segretezza riguardo ai patrimoni e attenzione a mantenere la banca tra le mani dei componenti della famiglia. È anche per questo che Forbes ha definito Mayer Rothschild il settimo uomo d’affari più influente al mondo. La diversificazione introdotta nel suo business sin dall’inizio gli permette allo stesso tempo di vendere antiquariato e concedere prestiti e la rapida comunicazione con tutti i rami della rete bancaria che ha costruito getta le basi per il sistema finanziario moderno. Ai Rothschild dobbiamo ad esempio l’invenzione dei bond di stato che permettono agli investitori grandi e piccoli di comprare parte del debito sovrano tramite obbligazioni a tasso di interesse fisso.
1024px-scotland_forever

Waterloo e altri affari d’oro con la politica

Nel corso del diciannovesimo secolo i cinque figli di Mayer ottengono tutti titoli nobiliari. Al cognome Rothschild cominciano ad accostare particelle come de o von per indicare l’appartenenza a una casata. Nonostante gli sforzi fatti dal capofamiglia per mantenere tutto entro i confini di sangue con matrimoni combinati, ben presto i suoi discendenti cominiciano a sposare le rappresentanti di altre famiglie aristocratiche europee. Ma gli affari procedono comunque bene. Nathan Rothchild sostiene il duca di Wellington e finanzia l’esercito inglese avviato verso una sicura disfatta durante le guerre napoleoniche. Scommette sulla vittoria inglese a Waterloo e così riesce a guadagnare miliardi. Molti degli affari portati avanti dagli eredi Rothschild si intrecciano infatti con la storia del continente. Come i prestiti concessi per l’industrializzazione europea e il coinvolgimento nella costruzione del canale di Suez. Investono anche nel settore minerario con la Rio Tinto e finanziano la costituzione della colonia africana di Rhodesia.

Un patto per il potere

I Rothschild hanno un ruolo anche nell’indipendenza del Brasile: la N M Rothschild & Sons, il ramo inglese della famiglia, fornisce i fondi necessari al Paese per ripagare la madrepatria portoghese in cambio dell’autonomia. Da Londra e Parigi arrivano invece i soldi richiesti dall’Impero giapponese per finanziare la guerra contro i Russi nel 1904. La fama dei Rothschild cresce in Europa e loro danno sfoggio delle loro ricchezze costruendo 41 palazzi e facendosi notare nel campo della filantropia.
In parecchi si chiedono come abbia fatto una famiglia a costruire quella fortuna dal nulla e a entrare negli affari politici più importanti delle varie epoche. Addirittura c’è chi ha avanzato l’ipotesi che i vari membri della famiglia Rothschild abbiano in realtà ordito un complotto per controllare il continente: secondo queste teorie cospiratorie, avrebbero addirittura favorito lo scoppio di conflitti per fare i loro interessi. D’altronde a Nathan Rothschild viene attribuita questa frase: «Non mi importa quale pupazzo sieda sul trono d’Inghilterra per governare sull’Impero nel quale non tramonta mai il sole. L’uomo che controlla i soldi britannici controlla l’impero britannico. E sono io a farlo».

L’accordo con i Rockfeller e i Rothschild di oggi

Durante la seconda guerra mondiale i membri austriaci della famiglia riescono a sfuggire all’olocausto. Molti di loro appoggiano la causa sionista e la costituzione di uno Stato per gli ebrei in Palestina. Con i soldi del barone Edmond James de Rothschild cominciano a essere acquistate le terre che oggi fanno parte dello Stato di Israele. Il ramo inglese della famiglia Rothchild è quello che ha avuto maggiore successo. Negli anni Ottanta i Rothschild guadagnano miliardi dalla privatizzazione dell’industria di stato decisa da Margaret Thatcher. Ma anche in Francia, dopo la nazionalizzazione della banca da parte di Mitterand, il barone David de Rothschild avvia un nuovo business che diventerà leader nel settore delle merge&acquisitions. Nonostante le tragedie che pure hanno colpito la famiglia, come il suicidio di Hon Amschel Rothschild, erede del ramo inglese nel 1996, i Rothschild continuano a credere nel motto che ha sempre contraddistinto la loro attività: Armonia, integrità, industria.
rothschild_2763096b
Il Rothschild Group è oggi una multinazionale britannica di investimenti. Colui che attualmente controlla gli affari di famiglia, Jacob, quarto barone di Rothschild, ha una ricchezza stimata di 1,3 miliardi di dollari. La moglie, Lady Serena, è una delle principali donatrici del partito conservatore. Nel 2003 nel ramo inglese è finita anche la holding francese che oggi si chiama Rothschild &Co. A controllare tutto in maniera indiretta c’è la Rothschild Continuation Holdings AG con sede in Svizzera. Per quanto riguarda i possedimenti di tutta la famiglia nei vari Paesi, si stima che ammontino a 350 miliardi di dollari.
Nel 2012, Jacob Rothschild decide di legare la sua storia a quella di un’altra leggenda del business mondiale, David Rockefeller. La Rit Capital Partners, il fondo di investimenti della famiglia, acquista il 37% dell’asset di Rockfeller. Nello stesso anno Rothschild lancia una partnership con la banca privata franco-svizzera Edmond de Rothschild Group rafforzando così i legami familiari nella dinastia bancaria europea con quel ramo della famiglia rimasto ancora indipendente.

L’erede designato

nathaniel-rothschild
La verità sul reale patrimonio dei Rothchild e sui loro orientamenti politici, però, è ancora difficile da scoprire: il rampollo Nat Philip Rothschild è stato associato addirittura a Saif al Islam, l’erede designato di Gheddafi. La storia della famiglia ha suscitato la curiosità di molti e alcuni dei suoi nomi più famosi sono finiti addirittura in sceneggiature cinematografiche.

FONTE:http://smartmoney.startupitalia.eu/storie/57914-20161204-banche-rothschild-storia
https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/12/storia-dei-rothschild-la-dinastia-con.html

LE TASSE AI LADRI E ALLA MAFIA

Pagate le tasse senza discutere! Sono per la mafia e per la partitocrazia!
Ormai è sotto gli occhi di tutti: le tasse che paghiamo vanno in mano ai ladri della politica, delle istituzioni, della burocrazia, delle mafie, che le usano soprattutto per arricchirsi, senza curarsi di spenderle bene e utilmente, nell’interesse collettivo. A Roma era così già 50 anni fa. E’ la costante nazionale, il carattere essenziale e immutabile dello Stato italiano. Rubare è lo scopo per cui si fa politica, e il mezzo con cui si fa politica, è il criterio con cui si fa carriera in politica e nell’apparato pubblico e partecipato.
Ovviamente ciò vale per la politica che tocca la palla – non per tutta la politica. Anche questo articolo è un atto politico, solo che non tocca la palla – anche se forse unge il piano inclinato della storia. Anche quella che Napolitano, eletto delle segreterie dei partiti politici, bolla come antipolitica, in realtà è autentica politica. Politica disingannata verso il tipo di forze politiche e i metodi politici che Napolitano tutela. Anche contro i contraccolpi dei suoi scandali.
In questo quadro, i divieti all’uso del contante, l’imposizione di tenere i soldi in banca e di rendersi completamente tracciabili, col Fisco che ti fa i conti in tasca e ti manda la dichiarazione dei redditi a casa, come se l’evasione fiscale dipendesse dall’uso del contante nelle transazioni spicciole, è un modo per consentire alla casta di saccheggiare direttamente e senza difese il cittadino, e per le banche di lucrare su ogni transazione, cumulativamente: 100 pagamenti di 100 Euro l’uno, a 1,5 Euro di commissioni, fanno guadagnare alla banca 150 Euro, se fatti con la carta di credito, e zero, se fatti per contanti.
Il principio della rappresentanza democratica parlamentare è clamorosamente e definitivamente fallito sia perché il Paese non ha più autonomia politica nelle cose che contano, sia perché i rappresentanti rappresentano le segreterie affaristiche che li nominano, e vanno contro gli interessi dei rappresentati.
Fino agli anni ’80 questo sistema di potere si notava meno, faceva danni sopportabili e compatibili con un certo sviluppo del Paese, con un certo benessere, garantito da una spirale costruttiva di investimenti e consumi, grazie al fatto che allora la banca centrale e i vincoli di portafoglio delle banche ordinarie garantivano il finanziamento del debito pubblico a tassi sostenibili escludendo il rischio di default. E grazie al fatto che le banche ordinarie si dedicavano all’economia reale anziché alle speculazioni finanziarie e alle truffe ai risparmiatori. E grazie al cambio flessibile.
Oggi gli uomini della buro-partitocrazia sono tutti in pasta, trasversalmente, tra loro e con la mafia. Sono tutti nella criminalità organizzata. Quelli che non lo sono direttamente e attivamente, lo sono comunque, perché consapevolmente e volontariamente fanno parte di quel mondo. Quindi sono corresponsabili. Non ci sono onesti, solo finti tonti e tonti tonti.
Questo sistema ovviamente non si lascia cambiare dal suo interno, perché occupa i canali elettorali, mediatici, istituzionali, e in buona parte anche quelli giudiziari (molti arrestati di oggi sono assolti di ieri); e l’”esterno”, cioè l’”Europa”, la Germania, trae profitto e potere economici proprio da questa situazione.
E’ quindi chiaro che questa gente, questa casta, questa cupola nazionale non la si abbatterà mai con le leggi, i tribunali, l’indignazione popolare, anzi continuerà a tramandare il sistema alle nuove leve. Non la si potrà mai abbattere con strumenti interni all’ordinamento dello Stato, che essa occupa. La potrebbero fermare solo mezzi rivoluzionari, solo la ghigliottina. Oppure un padrone straniero che la sostituisca e prenda direttamente in mano la gestione amministrativa del Paese – ovviamente nel suo proprio interesse.
I leaders carismatici proposti al pubblico possono essere “puliti” di faccia, ma gli apparati dei loro partiti sono tutto un cupolone, funzionano in quel modo, quindi nessun governo potrà cambiare questo sistema. Con le loro migliaia di società partecipate e di onlus mai contabilmente controllate che ricevono e spartiscono i miliardi del business dell’accoglienza. Renzi, che invoca giustizia e promette pulizia, finge di non conoscere che cosa sono gli apparati dei partiti e di non sapere che, se si mettesse di traverso, semplicemente verrebbe sostituito.
E infatti le principali componenti della partitocrazia, superando l’ipocrita distinzione maggioranza-opposizione, si accordano tra loro sulle riforme del sistema elettorale e del Senato, riforme concepite per proteggere e rafforzare il sistema stesso. E così alla Camera resta il sistema dei nominati: possono divenire deputati solo i graditi dei segretari dei partiti. La riforma del Senato mette quest’ultimo ancora di più nelle mani dei segretari, i quali vi collocheranno nominati regionali e comunali – cioè elementi presi dagli ambiti più ladreschi dell’apparato – dotandoli così di ciò che resta dell’immunità parlamentare.
Intanto, il governo ha allontanato il Commissario alla spending review, Cottarelli, che aveva ardito raccomandare la soppressione di 6.000 società partecipate mangiasoldi, una indispensabile greppia di consenso per la partitocrazia.
Le condizioni degli Italiani -tassazione, recessione, disoccupazione- continueranno perciò a peggiorare e peggiorare e peggiorare, finché questi non insorgeranno con le armi e non faranno fuori materialmente la casta parassita e criminale, o quella parte di essa che non riuscirà a fuggire all’estero. Ma non lo faranno mai: in parte emigrano – come da sempre io consiglio di fare – e in maggioranza restano a subire o a raccontarsi le favole, aspettando il padrone straniero, e di vendersi a lui. Dopotutto, non è questa la storica tradizione del Belpaese?
08.12.14 Marco Della Luna
tramite Angelo Caputo

Gentiloni? Di Stefano Davidson


Gentiloni?
13 Febbraio 2015
Dopo la conquista di Sirte da parte dell'Isis, il febbraio il ministro degli Esteri affermava che l'Italia è "pronta a combattere" e il 15 dello stesso mese Roberta Pinotti, titolare della Difesa, annunciava di poter inviare "5.000 uomini".
Se nominano lui siamo in mani costituzionalmente sicure.
Articolo 11 della Costituzione vigente:
"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."
Stefano Davidson.



Domanda a Mattarella. Di Stefano Davidson


Domanda:
ma se l'Italicum presenta questi evidenti problemi di costituzionalità come mai Mattarella (già Presidente della Corte Costituzionale che bocció il Porcellum) prima dell'approvazione non ha rinviato la Legge alle Camere per le debite correzioni quando gli fu presentato?
Stefano Davidson