Translate

venerdì 30 giugno 2017

Flynn: Usa terroristi, l’Isis è in Siria grazie a Obama e Hillary

Un folle pilota americano ha abbattuto un aereo siriano che stava attaccando l’Isis. Questo conferma che Washington non sta combattendo i terroristi, ma li sta proteggendo, in quanto suoi agenti in Siria per rovesciarne il governo. Il generale Michael Flynn, ex direttore della Defense Intelligence Agency, ha rivelato in un’intervista tv che Obama e la Clinton hanno voluto fortemente inviare l’Isis in Siria, contro il suo parere. L’Isis è la scusa per entrare abusivamente in Siria. Russia e Iran vi sono legalmente, invitati da un governo eletto. Gli americani invece sono lì come criminali di guerra. Secondo il diritto internazionale, stabilito dagli stessi yankees, è un crimine di guerra aggredire un paese che non ha sollevato un pugno contro di te. Ora che un pilota americano ha dimostrato che gli Usa sono in Siria solo per sostenere il proprio agente, l’Isis, nemmeno una “presstituta” come Megyn Kelly può credere alla versione di Washington. Russi, siriani e iraniani lo sapevano sin dall’inizio. Tuttavia, queste fonti ufficiali sono tutte considerate sospette dai media occidentali. Per questo, la bugia è rimasta in piedi, fino a quando l’idiota pilota americano ha tolto il velo dalla menzogna.
Washington, naturalmente, mentirà spudoratamente. È l’unica cosa che sa fare. Dirà che era un “combattente della coalizione”, cioè che qualcun altro stava guidando gli F-18 americani. Non eravamo noi. Oppure affermeranno che il fighter Il generale Michael Flynnsiriano stava attaccando donne e bambini, oppure un gruppo di transgender o ancora un reparto maternità per donne violentate dalle “brutali truppe” di Assad. Il governo la girerà in qualche modo per rendere un aggressivo crimine di guerra un’eroica difesa di un gruppo di vittime. La domanda è: l’idiota pilota ha fatto tutto da solo, in stile Top Gun, oppure è stata un’iniziativa del complesso militare per iniziare un conflitto Stati Uniti-Russia che impedirebbe a Trump di calmare le tensioni con Putin? Sono in gioco 1 trilione di dollari annui pagati dai contribuenti americani. Non sappiamo se il pilota abbia agito da sé o su ordine. Quel che sappiamo è che non è andata giù ai russi. Il ministro della difesa ha dichiarato oggi che considera la decisione del comando statunitense come una «violazione intenzionale del memorandum per evitare incidenti di voli aerei nelle operazioni in Siria, firmato il 20 ottobre 2015». Che sorpresa! Gli americani hanno rotto un altro accordo fatto con la Russia.
Quando capirà Mosca che un accordo firmato con Washington non ha senso? I nativi americani non lo hanno mai fatto. C’è una famosa maglietta in America: “Certo che puoi fidarti del governo: chiedi ad un nativo”. Il ministro della difesa russo ha annunciato oggi che il paese sta interrompendo tutte le interazioni con gli Stati Uniti nell’ambito del memorandum di prevenzione degli incidenti nei cieli siriani. Ha aggiunto inoltre che la difesa missilistica intercetterà qualsiasi aeromobile nella zona delle Forze Aerospaziali russe in Siria, e che «nelle aree in cui l’aviazione sta conducendo missioni di combattimento nei cieli siriani, qualsiasi oggetto volante, inclusi jet e veicoli aerei senza pilota della coalizione internazionale, Obama e Hillaryscoperti ad ovest del fiume Eufrate, verranno seguiti da difese aeree e terrestri russe come bersagli aerei». In altre parole, la Russia ha velatamente indetto una “no-fly zone” in tutte le aree della Siria in cui operano le forze siriane e russe. Ogni intruso verrà colpito. Americani, israeliani, chiunque sarà fatto fuori.
Poiché è la Russia, e non Washington, ad avere la superiorità aerea in Siria, tutto ciò che serve è un altro pilota americano sconsiderato, e i totali cretini di Washington dovranno ritirarsi o fare un errore. Date la stupidità e la hybris a D.C., i cretini commetteranno un errore. Non c’è nessuna intelligenza a Washington, solo arroganza. Nel quarto di secolo che ci sono stato ho visto le persone più stupide al mondo. Credo che la Russia e la sua abile leadership ne usciranno vincenti. Tuttavia, penso anche che abbia lasciato troppo che la crisi siriana si sviluppasse. Russia e Siria avrebbero vinto la guerra molto tempo fa, se Mosca avesse evitato di continuare a dichiarare una vittoria prematura, andandosene, dovendo tornare, sperando sempre di raggiungere un accordo con Washington. Raggiungere un accordo con gli americani era quasi più importante che vincere la guerra. Che cosa assurda. Sono gli americani che hanno fomentato il terrorismo in Cecenia.
I russi sembrano non capire che non esistono terroristi indipendenti. Il terrorismo è un’arma di Washington. Come può dunque Mosca fare un accordo con un paese che le sta usando il terrorismo contro? Quale crede che sia il piano neocon di conquistare Paul Craig RobertsSiria ed Iran, se non portare più terrorismo in Russia? Putin è un leader esperto, forte e capace, forse l’unico fuori della Cina. Palesemente non ce n’è nessuno, in Occidente: un deserto di leadership. Pochi dubbi che sia un capo morale, che si oppone alla guerra e vuole il meglio per tutti i paesi. Tuttavia, cercando accordi con Washington, dà l’idea di essere debole e scavalcabile. Sarebbe molto meglio se Putin dicesse chiaramente: «Se volete la guerra, l’avrete in mezz’ora». Improvvisamente, la Russia verrebbe subito presa sul serio. Ammiro il presidente russo. Ma sta sbagliando mossa. Invece di parare l’aggressione di Washington, dovrebbe costringere Europa e Stati Uniti a venire da lui per una soluzione. Putin, il leader del mondo libero, non dovrebbe essere passivo rispetto ad un governo in bancarotta, corrotto e che si rotola nel male.
(Paul Craig Roberts, “Un altro passo verso la guerra totale”, da “Information Clearing House” del 19 giugno, post tradotto da Hmg per “Come Don Chisciotte”. Craig Roberts è stato viceministro del Tesoro nel governo di Ronald Reagan).
fonte http://www.libreidee.org/2017/06/flynn-usa-terroristi-lisis-e-in-siria-grazie-a-obama-e-hillary/

Italia cavia, troppi 12 vaccini _I MEDICI NON SI VACCINANO_


Una storia tutta italiana


Padova, Libertà di scelta sui VACCINI


Ecco quello che i presstitutes della tv non fanno vedere.

giovedì 29 giugno 2017

VACCINI: 12 SPORCHI VACCINI – Obbligati a Morire


Importantissimo lavoro di Tommix sui vaccini, con finale dedicato alle irrorazioni chimiche e all’attacco che i nostri governanti hanno deciso di sferrare all’umanità.
Da notare l’imbarazzante ministra lorenzin, e i suoi collaboratori, che parlano di obbligatorietà vaccinale ridendo e sghignazzando manco fossero al luna park.
Da ciò si evidenzia la pochezza, la pessima serietà, competenza, professionalità e rispetto per la vita umana di questi BALORDI CRIMINALI al soldo del CRIMINE FARMACEUTICO.
Solo montagne di bugie!
Tutta l’Italia si deve mobilitare al più presto contro questi PSICOPATICI ASSASSINI.
Vedere questo video-documentario fa davvero venire le lacrime agli occhi.
Come si può restare indifferenti vedere bambini danneggiati a seguito delle vaccinazioni?
2017-06-29 - 12 vaccini Christian
Come si può restare indifferenti nel vedere bambini bloccati sui lettini da 3 persone e inoculargli ben 6 diversi vaccini singolarmente, quindi con 6 siringhe, due per volta, uno sulla gamba sinistra ed uno sulla destra, nello spazio di pochissimi secondi? Semplicemente TERRIFICANTE!!
2017-06-29 - 12 vaccini bambino diverse punture
Inaccettabile che dei BASTARDI provochino danni irreparabili a dei bambini semplicemente per questioni di denaro.
Fogna umana priva di coscienza, etica, morale, anima che presta la propria attività lavorativa senza riflettere sui danni che potrebbero causare le loro azioni.
Il dio denaro, purtroppo per noi, è al di sopra della vita umana. E noi ne siamo non solo le vittime ma soprattutto COMPLICI. 
Sveglia gente! MOBILITIAMOCI in massa senza bandiere e divisioni. Ci rivolgiamo soprattutto a coloro che non pensano e ragionano fideisticamente. 
Qui c’è in gioco la VITA, la SALUTE! Il FUTURO!!


fonte https://disquisendo.wordpress.com/2017/06/29/vaccini-12-sporchi-vaccini-obbligati-a-morire-video/

Vaccini, Cavicchi vs Pregliasco: 'Decreto Lorenzin pieno di esagerazioni: crea solo ingiustizie'





Sul famigerato decreto Lorenzin/Mattarella





Il famigerato decreto sulle vaccinazioni forzateLorenzin/Gentiloni/Mattarella è improprio, illegittimo ed incostituzionale. E’ improprio perché come decreto, non sussistono le motivazioni emergenziali per giustificare l’uso di tale dispositivo. E’ illegittimo perché promulgato da un governo dichiarato illegittimo addirittura dallo stesso Mattarella quando presiedeva la corte costituzionale. E’ anticostituzionale perché è previsto il rifiuto di cure mediche da pazienti o da chi ne ha potestà addirittura dalla carta dei diritti dell'uomo.

Il concetto di salute infatti è sfuggente. Chi e perché può dichiararsi sano? Chi può definire il concetto di salute sia fisica che mentale? L’omologazione ad una serie di parametri bio-chimici non significa infatti essere in salute oppure rappresentare o meno una minaccia per la collettività.

Lo stato non può valicare il confine dei corpi e della volontà degli individui. Purtroppo lo sta facendo troppo spesso, soprattutto nel nostro ex-paese. La tassazione brutale (una delle più alte e complesse del pianeta Terra) ne è un infame esempio, assieme alle scie chimiche ed a tante altre forme subdole di inquinamento intenzionale della biosfera e distruzione dello stato sociale.

Crediamo quindi che ogni genitore o tutore possa procedere giudizialmente contro questa imposizione di legge, uscendone vincitore. Prevediamo una sequela di provvedimenti giudiziariche impediranno di fatto l’imposizione vaccinale e costringeranno il governo a ritirare l’infame decreto. Intendiamoci ... il microchip a bioenergia ce lo impianteranno lo stesso, rendiamogli però la vita un pò più dura! Ci chiediamo infine perché Mattarella lo abbia firmato. A voi la risposta.
fonte http://offskies.blogspot.it/2017/06/sul-famigerato-decreto.html

IL PERCHE' DELL'ISIS NELLE FILIPPINE

Il perché dell’ISIS nelle Filippine

Da circa un mese il governo delle Filippine sta combattendo un gruppo che ha giurato fedeltà all’ISIS. La battaglia si sta svolgendo a Marawi, a circa un’ora dalla città della mia famiglia, dove ho costruito una casa e vivo per parte dell’anno. Abbiamo parenti a Davao, dove il Presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, è stato sindaco per decenni. Abbiamo una buona comprensione generale di ciò che sta accadendo, e grazie ai nostri contatti sui social media a Marawi sapevamo della conquista della città da parte dell’ISIS prima dei notiziari internazionali. Un po’ di storia:


Nel 1521 Magellano arrivò nelle Visayas, le isole delle Filippine meridionali. Incontrò Lapu-Lapu, che era Musulmano, e chiese la conversione al Cristianesimo insieme al pagamento di un tributo, ma Lapu-Lapu rispose uccidendo Magellano. Vorrei che il mio insegnante di scuola elementare mi avesse raccontato la verità su Magellano, invece di affermare che ha navigato in tutto il mondo, perché la verità è una lezione molto migliore.
Gli Spagnoli non hanno mai conquistato le Visayas, né gli USA hanno conquistato il resto delle Filippine dopo la Guerra Ispano-Americana. E non c’è riuscito nemmeno il governo delle Filippine, almeno non completamente, per un totale di cinquecento anni. Quel feroce spirito guerriero e indipendente rimane vivo nella Regione Autonoma nel Mindanao Musulmano (ARMM), con una storia particolare di importanti battaglie intorno a Marawi, sull’isola di Mindanao.
Questa città è la capitale della provincia locale, e si trova su un lago (il Lanao) che fornisce energia idroelettrica all’intera isola. Il Fiume Agus scorre dal Lago Lanao alla città di Iligan, e ha una catena di impianti idroelettrici lungo il suo percorso. Iligan si sta preparando ad un attacco, e non è la prima volta. L’ultimo attacco strategico è stato il bombardamento del ponte Maria Christina sul Fiume Agus nel 2009. Con l’occupazione del corridoio Marawi-Iligan verrebbe stabilito il controllo sull’intera catena idroelettrica.
La serie più recente di guerre di lunga durata iniziò negli anni ‘50, quando Mindanao era ancora Musulmana per oltre il 90%. Il governo nazionale stava affrontando i ribelli in tutte le Filippine, in particolare i precursori del Nuovo Esercito Popolare (NPA) comunista, come gli Huks. Ai contadini senza terra che si trovavano nelle zone dell’insurrezione furono offerti terreni a Mindanao, che pur apparentemente “senza proprietario”, erano stati confiscati senza il consenso del popolo di Mindanao.
I proprietari originari vennero ricollocati con l’aiuto dei militari e dei fondi del governo nazionale, dopo la resa dei ribelli Huks negli anni ‘50. Ci furono schermaglie fin dall’inizio: i nuovi coloni provenienti dal nord erano Cristiani, il loro sistema di diritto, di proprietà e di governo prendeva ad esempio la civiltà occidentale, mentre le persone del luogo seguivano la legge Islamica e i loro governanti erano i tradizionali Datu [capitribù] e i loro Consigli. Divenne un conflitto tra Cristiani e Musulmani, ma in origine era una disputa terriera che alla fine ha portato a conflitti riguardanti la forma di governo.
Non sorprende che ciò abbia portato alla formazione negli anni ’60 del Fronte di Liberazione Nazionale Moro (MNLF), il primo degli attuali eserciti combattenti dei Musulmani. Moro è il nome dato in origine dagli Spagnoli ai Musulmani di Mindanao. Da allora, circa 130.000 persone sono state uccise in battaglie come quella che sta avvenendo ora a Marawi. Diverse centinaia di persone sono state uccise nell’ultimo mese e ci sono diverse centinaia di migliaia di rifugiati in fuga dai combattimenti.
L’MNLF è riuscito a costringere il governo a creare una regione autonoma per i Musulmani nelle Filippine meridionali, concentrati soprattutto a Mindanao: l’ARMM. Ci sono state promesse di maggiore autonomia che non sono mai state messe in pratica. Di conseguenza, è nato un nuovo gruppo di resistenza, latore di rivendicazioni di maggiore indipendenza: il Fronte di Liberazione Islamico Moro (MILF). Il territorio del MILF circonda quello della battaglia attuale, mentre l’MNLF si trova principalmente più ad ovest.
Anche il MILF è riuscito raggiungere un accordo con il governo nazionale nel 2014, chiamato Accordo Globale sul Bangsamoro o “Patria dei Moro”, in base al quale è stata promessa – e non ancora concessa – ulteriore autonomia. Il nuovo accordo raggiunto con il governo nazionale è stato visto come un’offesa dai gruppi indipendentisti all’interno dell’MNLF. Questi gruppi staccatisi dall’MNLF hanno cercato di sabotarlo, e di dichiarare una patria indipendente nel 2013, portando ad un assedio contro le loro forze a Zamboanga.
Anche la pazienza degli altri gruppi dell’ARMM è diminuita col passare degli anni senza ottenere una maggiore autonomia, e un gruppo staccatosi dal MILF si è autodefinito “Combattenti per la Libertà del Bangsamoro Islamico” (BIFF). I gruppi Islamici in passato lavoravano con un sostegno esterno, e fino al 2015 il BIFF teneva a libro paga un terrorista artificiere malese ricercato dagli USA, un certo Zulkifli Abdhir, con una taglia dell’FBI sulla testa di 5 milioni di dollari.
Nell’ottobre del 2015 il Presidente delle Filippine ha ordinato un attacco delle Forze d’Azione Speciali (SAF) contro il BIFF, in coordinazione con le Forze Speciali americane, per catturarlo. Anche se queste erano forze di polizia che in teoria eseguivano un mandato di arresto, fu senza dubbio uno scontro militare che si concluse con la più grande perdita di forze SAF nella storia delle Filippine: 44 agenti. Una volta iniziati i combattimenti, gli elementi di BIFF e MILF attaccarono le forze governative filippine, e ottennero una vittoria tattica con la perdita di 18 uomini e 5 civili. Abdhir rimase ucciso negli “Scontri di Mamasapano”.
Il risultato più grande di questo scontro fu la rabbia dei Filippini settentrionali e il rigetto del nuovo accordo, seguito da un attacco militare su larga scala dell’esercito filippino contro il BIFF, che causò centinaia di vittime e 30.000 rifugiati. Il processo di pace era nel caos. Non sorprende quindi che, in seguito a questi sviluppi, sia cresciuto il numero dei guerriglieri separatisti, e che questi abbiano deciso di unirsi alla crescente potenza e prestigio dell’ISIS.
Finora abbiamo trascurato solo un gruppo, che occupa prevalentemente Tawi-Tawi e Basilan. Queste sono isole vicine alla Malesia, e il gruppo è Abu Sayyaf. È il più brutale di tutti, ed è probabilmente considerato più come un’organizzazione criminale che come un movimento politico. È specializzato in rapimenti a scopo di riscatto ed estorsione. È diventato un problema delle vicine rotte di navigazione, nelle destinazioni turistiche (a causa dei rapimenti) e in passato hanno fatto esplodere una nave passeggeri a causa del mancato pagamento di un riscatto. Il gruppo non dovrebbe essere sottovalutato, perché due attentatori dei due attacchi al World Trade Center [del 1993 e del 2001] – Ramzi Yusuf e Khalid Shaykh Muhammad – erano di Abu Sayyaf.
Infatti, questi due terroristi, nipote e zio, erano impegnati in un piano di dirottamento conosciuto come Bojinka, quando il loro appartamento di Manila prese fuoco a causa delle attrezzature per fabbricare bombe, e fuggirono in Pakistan. Il nipote, Ramzi Yusuf, è stato catturato ed estradato negli Stati Uniti, dove è stato condannato per il primo attentato del World Trade Center. Lo zio Khalid Shaykh Muhammad andò in Afghanistan, dove Osama Bin Laden adottò il suo Piano Bojinka e organizzò gli attentati dell’11 Settembre utilizzando diversi terroristi sauditi.
Questo collegamento tra Abu Sayyaf e l’11 Settembre è praticamente sconosciuto negli Stati Uniti. Una delle ragioni potrebbe essere che il disco rigido del computer contenente il Piano Bojinka è stato passato all’FBI dalla polizia filippina. È piuttosto schiacciante in termini di preavviso per un attacco in stile 11 Settembre. Indipendentemente da ciò, Abu Sayyaf è stato il primo gruppo delle Filippine a dichiarare fedeltà all’ISIS, presto seguito dal BIFF. Uno dei capi del gruppo che ha preso possesso di Marawi è l’ex leader di Abu Sayyaf a Basilan, Isnilon Hapilon, gli altri due sono fratelli che hanno legami col BIFF. È una fusione delle varianti dell’ISIS nelle Visayas orientali e occidentali.
Questo nuovo gruppo si chiama Maute, dal nome dei fratelli Omar e Abdullah Maute, che lo hanno fondato, fondazione alla quale seguì presto la fusione con Abu Sayyaf. Il gruppo ha quindi dichiarato fedeltà all’ISIS e ha fatto questo disperato tentativo di dichiarare una nazione islamica indipendente incentrata sulla città strategica di Marawi.
Uno dei suoi principali mezzi di finanziamento è la droga, in particolare la shabu. Questo è il nome filippino dei cristalli di metamfetamina. La droga è un problema comune anche nell’ARMM, insieme alla violenza perfino tra i politici eletti. Ad esempio, il Sindaco di Maguindanao, Andal Ampatuan Jr., ha guidato personalmente un massacro di oltre 50 persone nel 2009 perché queste avevano osato formare un corteo che tentava di registrare alle elezioni un suo rivale politico.
I fratelli Maute erano già famigerati prima della presa di Marawi: avevano rapito i lavoratori del legname locali per ottenere un riscatto, e li hanno decapitati quando il riscatto non è stato pagato. Come con l’ISIS, l’esecuzione è stata ampiamente diffusa nei social media. Qui abbiamo tutti gli elementi che sembrano favorire il tipo di violenza e di criminalità che attraggono l’ISIS.
Per riassumere questa storia, il retroterra profondo sono 500 anni di rifiuto di sottomettersi al dominio non-Islamico. Il popolamento della loro patria da parte di Filippini Cristiani sotto la protezione dei militari e l’egida un governo, aderente ai principi della civiltà occidentale, hanno gradualmente relegato i Musulmani in una piccola regione. Per un certo periodo di tempo l’Islam era quasi universalmente diffuso a Mindanao, e ora è praticato solo dal 20% della popolazione.
Le insurrezioni armate negli ultimi tre quarti di secolo hanno portato alla creazione di una zona Islamica quasi indipendente, l’ARMM. Ma il governo non ha adempiuto a tutte le promesse fatte e sono nate altre organizzazioni violente e criminali, che si finanziano tramite sequestri, estorsioni e droga, e il tutto in una zona già ricca di violenza. La città più pacifica, Davao, è stata governata dall’attuale Presidente Duterte, famoso a livello internazionale per aver fatto rispettare la legge con gli assassinii.
Purtroppo, il lungo processo dei negoziati di pace è in rovina. Prima che Duterte prendesse il potere, un tentativo tragico e male organizzato di “arrestare” dei terroristi internazionali sotto la protezione di un gruppo ISIS, ha portato all’uccisione di 44 poliziotti delle Forze d’Azione Speciali. Questo scontro ha tolto al governo filippino la volontà di dare un seguito alle promesse sulla Nazione Bangsamoro. Non dovrebbe sorprendere che l’ISIS abbia conquistato Marawi. È già successo, e non molto tempo fa. L’unica domanda era dove e quando sarebbe successo di nuovo.
Infine, il futuro nelle Visayas sembra difficile. Di tutte le persone, Rodrigo Duterte è l’unico qualificato per affrontare i problemi. Egli stesso è in parte Moro, e ha mantenuto con successo i combattimenti fuori della città di Davao per oltre 20 anni quando era sindaco. Il MILF ha dato una mano ad evacuare la città di Marawi. Anche la direzione dell’MNLF si è impegnata a collaborare con lui nell’eradicazione dei gruppi affiliati all’ISIS. Tuttavia, è entrato nella mischia in un momento in cui il processo di pace si è interrotto, e sta attualmente conducendo una battaglia che sta riducendo in rovina un capoluogo di provincia.
*****
Articolo di Robert Logan pubblicato su Antiwar il 27 giugno 2017.
Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.
[le note in questo formato sono del traduttore]
http://sakeritalia.it/est-asiatico/il-perche-dellisis-nelle-filippine/

 

Arriva il CETA, tutti zitti: ecco cosa rischiamo



Arriva il CETA, tutti zitti: ecco cosa rischiamo (Giuseppe PALMA su “La Verità” di oggi)

Un mio articolo sul CETA pubblicato su “La Verità” di oggi (23 giugno 2017), il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.
Per consultare l’articolo si consiglia di scaricare l’immagine e ingrandirla, oppure leggerlo come di seguito riportato

TESTO DELL’ARTICOLO:
“Arriva il Ceta, tutti zitti: ecco cosa rischiamo” di Giuseppe Palma su “La Verità”, 23/06/2017
“Nel silenzio generale, alla commissione Esteri del Senato è arrivato il ddl per la ratifica del trattato di libero scambio Ue-Canada denominato Ceta: dopo un rinvio, ci tornerà per una nuova discussione martedì prossimo. Come già accaduto per la ratifica del trattato di Lisbona e per il Fiscal compact, tali procedure avvengono sempre tra giugno e agosto, cioè quando gli italiani sono impegnati in accese discussioni di calcio-mercato. Ma cosa prevede il Ceta? Nella sostanza, è un accordo di libero scambio tra Ue e Canada che consente alle multinazionali delle rispettive aree (e molte industrie americane hanno sede legale in Canada) di esportare e vendere prodotti senza intralci né nelle legislazioni nazionali né nei diritti fondamentali sanciti dalle Costituzioni degli Stati, come ad esempio il diritto al lavoro, alla giusta retribuzione, al giorno di riposo settimanale, all’orario di lavoro, alla retribuzione minima e così via. Ma c’è di più. Il Ceta introduce anche un sistema di giustizia privata, il cosiddetto Isds (Investor-state dispute settlement), cioè una forma di risoluzione privata delle controversie tra investitore e Stato. Attraverso questo sistema le multinazionali potranno adire organismi di giustizia privata sovranazionali al fine di redimere le controversie con quegli Stati che intendessero rispettare le proprie disposizioni a tutela – ad esempio – della salute e del lavoro. Il Ceta, già approvato dal Parlamento europeo pochi mesi fa, dovrà essere ora ratificato da ciascuno Stato membro a seconda delle procedure costituzionali. In cambio chissà di quale incarico o beneficio (magari successivo all’attività politica), quanti parlamentari consentiranno a un trattato non certo privo di rischi e incognite? E chi si permetterà di alzare la voce non troverà nello Stato un amico a difesa dei diritti fondamentali sanciti nelle Costituzioni nazionali. Nel frattempo, l’informazione sonnecchia. Del Ceta, infatti, nessuno sa praticamente
nulla. Con questo trattato non è eccessivo affermare che gli stati sono definitivamente morti. I burocrati di Bruxelles continuano la loro opera distruttiva nei confronti delle Costituzioni nazionali, quindi della libertà, dei diritti fondamentali e della democrazia. E i nostri parlamentari danno spesso l’impressione di eseguire acriticamente un andazzo internazionale che si presume ineluttabile e intrinsecamente giusto. La situazione appare davvero drammatica per la stessa democrazia: un Parlamento eletto con meccanismi dichiarati incostituzionali, in grave e palese alterazione dei principi di rappresentatività democratica (Corte costituzionale, sentenza n.1/2014; Corte di Cassazione, sentenza n. 8878/2014), sembra continuare indisturbato la sua opera potenzialmente distruttiva della Costituzione. Ius soli e Ceta sono gli ultimi colpi di coda di un Parlamento privo di legittimazione. In nome di chi o di cosa agiscono tanti nostri parlamentari? Di certo né in nome del popolo né in nome della Costituzione”.
Giuseppe PALMA
 fonte http://lacostituzioneblog.com/2017/06/23/arriva-il-ceta-tutti-zitti-ecco-cosa-rischiamo-giuseppe-palma-su-la-verita-di-oggi/

LE LOBBY AMERICANE SONO SENZA SCRUPOLI, ECCO COSA STANNO FACENDO


Degli autentici criminali e criminali sono tutti quei pupazzi di politici al loro servizio,killer della vita e dell'umanità.
Alfredo d'Ecclesia

mercoledì 28 giugno 2017

Vaccini, Lorenzin e Cicap: gli “sbufalatori” spengono il web

Bufalo e Lorenzin


In occasione del suo prossimo convegno autunnale, il Cicap ha bandito un concorso per premiare la “Bufala d’Oro 2017”, ovvero – come lo definisce il Cicap stesso – «un premio satirico assegnato alla più strampalata, falsa, assurda o pericolosa tra le idee pseudoscientifiche dell’ultimo anno». Nella mattinata del 20 giugno un amico del Gruppo Pandora ha deciso di mandare la sua proposta, scrivendo quanto segue: «Propongo per il premio Beatrice Lorenzin, ministro della sanità». La motivazione: «Per aver inventato, contro ogni evidenza scientifica, un’epidemia di morbillo in Italia nel 2017, dopo aver detto in passato che in Inghilterra ci sono stati più di 200 morti per morbillo nel 2014, ed altre amenità varie che dimostrano un’assoluta ignoranza sul tema. Basandosi su tali assunti inventati, ha promulgato un decreto legge per imporre 12 vaccini alla popolazione italiana». A questo punto abbiamo fatto girare la proposta in rete, tramite i social network.
Evidentemente l’idea deve aver trovato d’accordo moltissime persone, visto che hanno cominciato ad arrivare decine di messaggi di risposta, che dicevano «l’ho votata anch’io, con la stessa motivazione». La cosa è andata avanti per alcune ore, finché, verso le tre del pomeriggio, il Cicap ha deciso di bloccare l’accesso al modulo per le votazioni. Da allora infatti sulla pagina per votare appare la scritta: “Il modulo ‘A chi vuoi assegnare la Bufala d’oro?’ non accetta più risposte. Se ritieni si tratti di un errore, prova a contattare il proprietario del modulo”. In altre parole, il Cicap ha lanciato un democraticissimo sondaggio per votare la bufala pseudoscientifica dell’anno, ma quando ha capito che a vincere il premio sarebbe stata, in tutta probabilità, la ministra Lorenzin, allora ha buttato al cesso la democrazia e – guarda caso – ora il modulo risulta inattivo».
Naturalmente, non va dimenticato che uno degli esponenti di punta del Cicap è un certo Paolo Attivissimo, l’uomo che la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha scelto di recente per combattere le “fake news” sulla rete. Poteva quindi il Cicap fare un dispiacere allo stesso potere politico che ha appena elevato la sua compagnia di giro al rango di nobili difensori della verità? Certo che no. Prima di tutto, quindi, bisogna proteggere i propri padroni. Poi, casomai, se proprio avanza del tempo, si può anche giocare a fingere di essere democratici.
(Massimo Mazzucco, “Cicap, gli sbulfataori sbufalati”, da “Megachip” del 21 giugno 2017).
http://www.libreidee.org/2017/06/vaccini-lorenzin-e-cicap-gli-sbufalatori-spengono-il-web/

Dinaro africano: perché Hillary fece assassinare Gheddafi


Le mail appena rivelate mostrano che la Nato intervenne in Libia perché Gheddafi voleva creare una propria moneta, agganciata all’oro, per competere con l’euro e il dollaro. Lo afferma Brad Hoff su “Foreign Policy”. A capodanno sono state pubblicate oltre 3.000 nuove e-mail della Clinton quando era al Dipartimento di Stato. «La “Cnn” ovviamente si è concentrata sulle più futili», mentre gli analisti si sono soffermati «sulle conferme esplosive ivi contenute: ammissioni di crimini di guerra, infiltrati in Libia sin dall’inizio delle rivolte, la presenza di Al-Qaeda nell’opposizione appoggiata dagli Usa, paesi occidentali che si combattono per il petrolio libico e la preoccupazione per le riserve d’oro e d’argento di Gheddafi che minacciavano l’euro». Il 27 marzo scorso, una nota di Sidney Blumenthal, storico consigliere dei Clinton e raccoglitore di intelligence per Hillary, contiene evidenti testimonianze di crimini di guerra compiuti dai ribelli sostenuti dalla Nato. Citando come fonte un comandante dei ribelli, Blumenthal riferisce confidenzialmente che «sotto l’attacco delle forze aeree e navali degli alleati», le truppe libiche «hanno cominciato sempre più ad unirsi ai ribelli». Commento della fonte: «In confidenza, un comandante ribelle ha detto che le sue truppe continuano a uccidere tutti i mercenari stranieri catturati nei combattimenti».
Mentre l’illegalità degli omicidi degli “squadroni della morte” di Hillary è facilmente riconoscibile, dietro al riferimento ai “mercenari stranieri” potrebbe esserci una sinistra realtà, non immediatamente evidente alla maggior parte della gente, scrive GheddafiHoff in un post tradotto da “Come Don Chisciotte”. «Gheddafi era noto per avvalersi di aziende europee e internazionali per lavori di sicurezza e infrastrutture, e guarda caso nessuna di queste è stata presa di mira dai ribelli. Ci sono invece molte testimonianze che dimostrano che civili libici e lavoratori sub-sahariani, popolazione favorita da Gheddafi nelle sue politiche per l’Unione Africana, sono stati obiettivi della “pulizia razziale” dei ribelli, che vedevano i neri libici come troppo legati al regime. Questi ultimi sono stati comunemente etichettati dai ribelli come “mercenari stranieri” per la loro fedeltà assoluta al leader, sono stati soggetti a torture ed esecuzioni e hanno subìto una pulizia etnica. Ne è un esempio Tawergha, città popolata interamente da 30.000 libici “scuri”, scomparsi nell’agosto 2011 dopo la sua presa da parte delle brigate Nrc Misratan, sostenute dalla Nato».
Questi attacchi erano ben noti fin dal 2012 e spesso filmati, come conferma il report del “Telegraph”: «Dopo la cattura di Gheddafi ad agosto, centinaia di lavoratori migranti provenienti dagli Stati vicini sono stati imprigionati da combattenti alleati alle nuove e provvisorie autorità. Accusano gli africani neri di essere mercenari del defunto leader». In più, «sembra che la Clinton venisse personalmente informata dei crimini dei suoi amati combattenti anti-Gheddafi ben prima che questi avvenissero». La mail di Blumenthal, aggiunge Hoff, conferma anche il sospetto che le forze speciali di addestramento avessero collegamenti con Al-Qaeda. Sempre Blumenthal ammette che unità speciali britanniche, francesi ed egiziane stavano formando militanti libici lungo il confine egiziano-libico e nelle periferie di Bengasi. «Questa è la prova definitiva che forze Hillary Clintonspeciali erano sul territorio subito dopo l’inizio delle proteste scoppiate a metà febbraio 2011 a Bengasi». Dal 27 marzo di quella che si era presunto fosse una semplice “rivolta popolare”, operativi esterni stavano già «sovrintendendo al trasferimento di armi e forniture ai ribelli», tra cui «una fornitura apparentemente infinita di fucili Ak-47 e relative munizioni».
Solo alcuni paragrafi dopo questa ammissione, aggiunge Hoff, si invoca invece cautela sulle milizie che queste forze speciali occidentali stavano formando. C’era infatti la preoccupazione che «gruppi radicali terroristici come il Gruppo dei combattenti islamici libici e Al-Qaida nel Maghreb islamico (Aqim) infiltrassero l’Ntc e il suo comando militare». Anche se la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza Onu proposto dalla Francia diceva che la “no-fly zone” sulla Libia era per proteggere civili, una mail di aprile 2011 inviata ad Hillary con l’argomento “il cliente francese e l’oro di Gheddafi” svela altri fini. Indica infatti che Sarkozy «era in prima fila nell’intervento in Libia, per cinque ordini di motivi: ottenere il petrolio libico, consolidare l’influenza nella regione, aumentare la propria reputazione a livello nazionale, affermare il potere militare francese e togliere l’ascendente di Gheddafi sull’“Africa Nicolas Sarkozyfrancofona”». La cosa più sorprendente, aggiunge Hoff, è la lunga sezione che descrive l’enorme minaccia posta dalle riserve d’oro e argento del leader, stimate in 143 tonnellate ciascuna, al franco francese (Cfa), che circola come prima moneta africana. Altro che “responsabilità alla protezione”, a tutela dei civili. La spiegazione “riservata” è la seguente: «Questo oro è stato accumulato prima della ribellione attuale ed era destinato a creare una moneta pan-africana basata sul dinaro».
Il piano, continua l’email riservata, era di «dare agli africani francofoni un’alternativa al franco». Secondo gli esperti, questa quantità d’oro e d’argento valeva più di 7 miliardi di dollari. «L’intelligence francese ha scoperto questo progetto poco dopo l’inizio dell’attuale ribellione e questo è il motivo della decisione di Sarkozy». Da notare che il salvataggio dei civili non viene neanche menzionato, chiosa Hoff. «Invece, la grande paura era che la Libia potesse dare indipendenza al Nord Africa col dinaro. L’intelligence francese “ha scoperto” l’alternativa libica all’euro: non poteva essere concesso». All’inizio del conflitto libico, la Clinton accusò formalmente Gheddafi e il suo esercito di usare lo stupro di massa (con l’aiuto del Viagra) come strumento di guerra. «Sebbene numerose Sidney Blumenthalorganizzazioni internazionali, tra cui Amnesty, dimostrarono subito la falsità di  queste affermazioni, le accuse vennero pompate da politici e media occidentali: visto che infangava il leader libico, la cosa venne presa per buona dai network».
Altra fiaba: il regime “sposta cadaveri” là dove cadono le bombe Nato. E’ lo stesso Blumenthal ad ammettere che sono semplici “rumors”, cui ha dato eco Robert Gates, allora segretario alla difesa, mentre la «narrativa degli stupri» è stata rilanciata da Susan Rice, ambasciatrice Usaall’Onu, nell’accusare pubblicamente la Libia davanti al Consiglio di Sicurezza. «Queste mail confermano che il Dipartimento di Stato non solo sapeva della natura spuria di ciò che Blumenthal chiama “voci” che avevano come fonte esclusiva il lato dei ribelli, ma anche che non ha fatto nulla per impedire che tali false notizie arrivassero ai piani alti, che ne hanno poi dato “credibilità”», conclude Hoff. «Sembra inoltre che la storia del Viagra probabilmente sia stata inventata di sana pianta da Blumenthal stesso». Interamente falso, dunque, il castello di accuse: Gheddafi, semplicemente, doveva cadere. Rappresentava una sfida all’impero euro-atlantico dell’euro e del dollaro, nonché un argine allo jihadismo, che è funzionale alla Nato: andava eliminato, per poter costruire la leggenda successiva, quella dell’Isis.
fonte http://www.libreidee.org/2017/06/dinaro-africano-perche-hillary-fece-assassinare-gheddafi/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=feed+%28LIBRE+-+associazione+di+idee%29


Il delirante dottor Burioni.



Informo tutti che, siccome non tollero questi comportamenti denigranti e deliranti da parte dei colleghi, ho provveduto a scrivere tramite PEC istituzionale alla FNOMCeO ufficio deontologia, segnalando questi comportamenti poco decorosi del prof. Burioni, qui di seguito trovate quanto da me inviato:

“Buongiorno,

con la presente vorrei segnalare il comportamento poco decoroso che il prof. Burioni Roberto (professore ordinario e direttore della scuola di specialità in immunologia clinica ed allergologia all’Università di Milano Vita-Salute San Raffaele, iscritto al numero 0000001909 dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi di Pesaro-Urbino) tiene in maniera costante e sistematica ormai da mesi, insultando e denigrando senza motivo liberi cittadini e colleghi medici.

A parer mio il prof. Burioni viola in maniera costante e sistematica gli artt. 1,3,5,7,13,32,58 del nuovo codice di deontologia medica, non mantenendo quindi il decoro e il comportamento che un medico (a maggior ragione se professore universitario), dovrebbe tenere soprattutto in pubblico..

In allegato uno screenshot come esempio di comunicazione, ma nel suo profilo social di facebook potete trovare decine di post denigranti e direi a volte anche “deliranti”.

Sicuro di un Vostro riscontro e di una Vostra decisa presa di posizione in merito, ringrazio e porgo distinti saluti.

Dott. Diego Tomassone M.D.”

IL TOTALITARISMO DI BURIONI non è ancora terminato. Dove stanno carabinieri e magistratura per FERMARE questo “INDIVIDUO” PERICOLOSSISSIMO?


burioni02
19424516_10155705137427313_2316659491832301159_n
Tutto normale, no? Questi esseri violenti devono essere FERMATI a più presto e resi imbelli per il resto dei loro giorni.
Chi cazzo è questo burioni e da quale tombino è scappato?
60 MILIONI di persone devono sottostare alle sue psicopatiche idee?
Denunciamolo in massa e facciamolo marcire in galera insieme ai suoi scagnozzi che hanno deciso di dichiarare GUERRA alla vita.
Qui non si tratta di essere a favore o contro i vaccini. Dobbiamo avere un minimo di buon senso e realizzare che queste azioni criminali contro la vita non sono accettabili in ogni caso. Dobbiamo smetterla di scannarci tra di noi mentre l’élite si gode lo spettacolo. Non si tratta di una partita di calcio o di basket, qui si parla di vita, di salute. Lo volete capire oppure preferite continuare ad essere ingranaggi di un sistema che ci sta portando all’inferno tutti quanti?
14591681_1391854820901537_7817639701725283819_n
Risposta di Marcello Pamio sulla morte e sullo sciacallaggio di  burioni & co.
MORTO DI MORBILLO? DICIAMO TUTTA LA VERITA’…Marcello Pamio – 23 giugno 2017
19420562_1846209222372998_202825793475496156_n
Quando muore un bambino non ci sono parole che possano descrivere il dolore e la sofferenza dei genitori e dei parenti. Punto.
Per cui quando si assiste al classico sciacallaggio da parte della ministra lorenzin e degli esperti intervistati come il grande guru vaccinale burioni, non si può stare zitti.
Ogni occasione è buona, e la morte stessa ne è l’apoteosi, per rigirare il coltello nella piaga e continuare a ripetere all’infinito – come in ogni dittatura che si rispetti – il concetto di “immunità di gregge”.
Come possono moralmente, legalmente e scientificamente questi bassissimi individui affermare che se l’immunità fosse stata sopra il 95% il bambino sarebbe ancora vivo??!!
Ma dove sono le procure, la magistratura e i carabinieri???
Non vi vergognate? Un bambino, ricordiamo, ammalato di una patologia serissima come la leucemia linfoblastica acuta.
Alla bassezza però non c’è limite, dicono e forse è vero.
E infatti le iene (senza offese per questo animale) arrivano ad incolpare i fratellini non vaccinati di essere stati loro la causa della morte.
La lorenzin, il burioni, il primario di pediatria e tutti gli scandalosi giornalisti di regime non dicono che in aprile 2017 nello stesso ospedale di Monza, il San Gerardo, ed esattamente nel reparto di pediatria c’è stata una “epidemia di morbillo”. Strana sincronicità…
Come la mettiamo adesso cari esperti? Il morbillo il povero bambino lo ha preso dai fratellini non vaccinati (sanissimi e senza strani virus) o è più facile che lo abbia preso nel reparto pediatrico di qualche ospedale, dove era in cura per la leucemia???
Saranno fatte le titolazioni anticorpali ai fratellini per constatare se avevano contratto o meno il virus o se erano immunizzati?
O lascerete che il marchio indelebile di aver ucciso il fratellino li accompagni per tutta la vita?
fonte https://disquisendo.wordpress.com/2017/06/27/il-totalitarismo-di-burioni-non-e-ancora-terminato/