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giovedì 30 novembre 2017

1960: LA CIA VUOLE CONTROLLARE IL CLIMA





Era il 2015. Qualcuno si chiedeva se la CIA volesse usare la geoingegneria per fini militari. E’ statoAlan Robock a lanciare questo allarme e a chiedere che i servizi segreti siano trasparenti nelle loro intenzioni riguardo alla geoingegneria. «Ho paura che la CIA o altre agenzie possano usare la geoingegneria per scopi militari» diceva pubblicamente il climatologo di spicco che ha contribuito ai report dell’IPCC. Alan Robock della Rutgers University nel New Jersey, si occupa di geoingegneria da anni. Temeva che i servizi di intelligence finanziassero la ricerca sul cambiamento climatico per sapere se le nuove tecnologie possano essere usate come armi. Lo scienziato ha chiesto alle agenzie governative di essere trasparenti circa i loro reali interessi di modificare il clima del pianeta. La National Academy of Sciences aveva pubblicato un rapporto in due volumi sui diversi approcci per affrontare il cambiamento climatico. Il rapporto è costato 600 mila dollari, in parte finanziato dai servizi segreti americani, che secondo Robock non hanno pienamente spiegato i loro reali interessi per questa ricerca.
«La CIA è stata uno dei principali finanziatori del rapporto redatto dalla National Academy, e questo mi fa preoccupare molto – ha detto – Ho cominciato a sospettare un coinvolgimento dei servizi segreti nella scienza del cambiamento climatico dopo aver ricevuto, tre anni fa, una chiamata da due uomini. Sostenevano di essere consulenti CIA e mi hanno detto:
Vorremmo sapere se abbiamo i mezzi per rilevare se qualche altro paese sta controllando il nostro clima’. Ma credo che il loro retropensiero fosse: ‘Se volessimo controllare il clima di qualcun altro, potremmo venire scoperti?’».   Vedi qui
Robock conosce un memorandum scritto dalla CIA nel 1960? E’ davvero sorprendente che nessuno abbia parlato finora di questo documento .
1960: LA CIA VUOLE IL CONTROLLO DEL CLIMA 
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Nel 1960 la CIA ha scritto un Memorandum con il titolo “Climate control” firmato dal Generale Charles P. Cabell (cacciato da J.F.Kennedy per motivi non conosciuti – vedi nota). Erano i tempi della Guerra Fredda e furono proposti lo sviluppo del controllo climatico e della meteorologia come arma da guerra, non solo per la difesa ma per il dominio territoriale, anche globale (vedi J.B. Johnson).
Il documento parla di controllo di clima, acqua, cibo, sottolineando l’importanza dell’energia nucleare per mettere in pratica le manipolazioni atmosferiche. Infatti, molti degli scienziati-militari impegnati nel settore della manipolazione climatica vengono dal settore nucleare, basti pensare ad Edward Teller. Erano gli anni più caldi dei test atomici e sulle vere intenzioni di queste ‘sperimentazioni’ sappiamo molto poco.
E’ stata soprattutto Rosalie Bertell ad avere il merito di aver tracciato ed esaminato questo settore. Nel suo articolo HAARP – UNA STORIA LUNGA 60 ANNI  offre un quadro inquietante. Il suo libro (che speriamo di veder pubblicato presto) ne parla in maniera  approfondita. 
Ecco alcuni dati  per ricordare i contorni del periodo:
Nel 1953  il governo americano costituisce l’Agenzia per il controllo del tempo.
Nel 1957 una commissione consultiva sul controllo climatico afferma: “Le modificazioni climatiche potrebbero rivelarsi un’arma più cruciale della bomba atomica” (M.S. Ventakataramani, To Own The Weather, Frontline, 16-29 gennaio 1999).
Nel 1958  Howard T. Orville, capo dell’Agenzia per il Controllo del Tempo, afferma che si stanno studiando “modi per modificare il clima usando un raggio elettronico per ionizzare o de-ionizzare l’atmosfera sopra una determinata area”.
Il senatore, e futuro Presidente degli USA, Lyndon B. Johnson dichiarò che “Dallo spazio sarà possibile controllare il clima terrestre, causare siccità e inondazioni, cambiare le maree e innalzare il livello del mare, rendere gelidi i climi temperati”. 
L’uso del meteo come arma viene vietato nel 1978 nell’ambito della Environmental Modification Convention (ENMOD).
Dopo il 1978 le sperimentazioni sono continuate indisturbate, ma non ufficialmente, e non si pubblicano più documenti espliciti e significativi come negli anni precedenti, mentre proprio in questi decenni constatiamo un aumento degli eventi estremi.
Facendo sparire l’argomento dall’ufficialità, si è relegato tra le teorie complottiste o la fantascienza, ma così non dovrebbe essere (vedi qui un imponente documento del Senato USA sulla modificazione cliamatica in atto).
Arriviamo ai nostri giorni e si accusa il ‘cambiamento climatico’ (causato secondo il 97% degli espertidall’aumento della CO2) di essere responsabile per ogni tipo di disastro.
Le ‘cure’ escogitate per ‘trattare’ il pianeta fatto ammalare sono misure che, guarda caso, si rivelano essere proprio tra le proposte elencate dalla  CIA nel 1960! Ma nel 1960 l’intento dichiarato era di voler effettivamente cambiare il clima e il meteo per motivi bellici e non per salvare il pianeta, e della CO2 come problema non c’era ancora traccia.
Il documento che segue descrive le strategie per provocare intenzionalmente i cambiamenti climatici-meteorologici, per esempio con il “Cambio di umidità nell’atmosfera” o “Cambio della circolazione del vento influenzando correnti, tempeste, uragani e altro.
Le conseguenze delle modifiche atmosferiche, dice il memorandum, inevitabilmente portano ad un cambiamento climatico.
Il documento è disponibile sotto forma di file PDF digitalizzato sul pubblico sito della CIA.  https://www.cia.gov/library/readingroom/docs/CIA-RDP78-03425A002100020014-2.pdf  


TRADUZIONE (ESTRATTO)  
Memorandum per: General Charles P. Cabell
Oggetto: Climate control
Il Controllo dell’ambiente meteorologico coinvolge l’intera gamma di fenomeni meteorologici, in funzione della scala temporale e spaziale associata a tali fenomeni meteorologici Sono coinvolti diversi tipi di attività umane che vanno da quelle degli individui, attraverso le complesse operazioni di grandi organizzazioni industriali e militari e le attività di intere società. Il concetto di controllo meteorologico ha significato solo quando viene discusso in termini di operazioni specifiche per le quali deve essere utilizzato.
Le tecniche che sono e possono essere utilizzate per il controllo dell’ambiente meteorologico variano con la scala delle operazioni considerate, e con gli obiettivi specifici che devono essere raggiunti da tale controllo meteorologico, il controllo climatico su vasta scala richiede la modificazione dei modelli meteorologici globali alterando e interferendo con processi fisici su larga scala associati ai moti caratteristici. La maggior parte di queste proposte non è mai stata sottoposta ad analisi di fattibilità scientifiche dettagliate (ndr: lacuna nel frattempo colmata).
Queste proposte rientrano in diverse categorie generali. Grossolanamente possono essere categorizzate se cercano di alterare i processi. Associato all’energia e il momento o l’equilibrio dell’umidità dell’atmosfera. Ad esempio sono state fatte proposte per modificare il bilancio energetico di vaste aree alterando la superficie dell’albedo. Proposte di questo tipo comportano il cambiamento dell’albedo superficiale mediante l’uso di sostanze con caratteristiche assorbenti o riflettenti appropriate che differiscono dalla superficie naturale.
Un esempio è la proposta che le aree polari siano coperte con uno strato di fuliggine (ndr: caso vuole che nel frattempo si è verificata questa realtà – vedi qui link).
Altri propositi sono fatti per alterare il bilancio energetico dell’atmosfera iniettando polvere e altre particelle nell’atmosfera alta che potrebbe alterare l’ingresso di energia solare nell’atmosfera. Le proposte per modificare il normale ciclo energetico dell’atmosfera si estendono anche all’alterazione della chimica delle sostanze atmosferiche, specialmente nell’atmosfera alta, che potrebbe anche influire sull’equilibrio radiante.
Le proposte sono fatte per alterare il bilancio dell’umidità dell’atmosfera con l’alterazione del meccanismo di evaporazione …
mentre ci sono molti metodi concepibili per il controllo del clima, tutti implicano il dispendio di energia in una forma o nell’altra …
Ora in questa era atomica (ndr: ricordiamo che si parla del 1960) abbiamo a disposizione potenzialità immense…è diventato necessario per noi riconoscere le realtà e le potenzialità della scienza moderna per quanto sono e cosa possono significare per le possibilità di controllo del clima….
Cambiamenti moderati nelle caratteristiche climatiche avranno gravi ripercussioni su tutti gli aspetti dell’attività industriale.
Militarmente, una capacità di controllo climatico solleva la possibilità di un tipo di guerra completamente nuovo. Questo tipo di guerra può essere definito “guerra geofisica” in cui la nostra capacità di controllare l’ambiente meteorologico può essere usata come arma.
Esperimenti di controllo del clima
… questi esperimenti saranno progettati per valutare il cambiamento climatico
che potrebbe derivare da cambiamenti dovuti all’energia introdotta artificialmente e alle fonti e agli impulsi di abbassamento..
Sono stati proposti innumerevoli modi per variare queste fonti e abbassamenti…
Traduzione NoGeoingegneria
Nota
Al momento dell’assassinio, il sindaco di Dallas Earle Cabell, fratello del vice direttore dell’intelligence centrale Charles P. Cabell, era stato un membro attivo della CIA dal 1956. Vale la pena notare che Kennedy licenziò il direttore della CIA Allen Dulles nel novembre 1961 e che il fratello di Earle Cabell, Charles, lasciò la CIA il 31 gennaio 1962, dopo che Kennedy lo costrinse a dimettersi. Così, sia Dulles che Charles Cabell non lavoravano più per la CIA il 22 novembre 1963, quando Kennedy fu ucciso. Al momento dell’assassinio di John F. Kennedy, il sindaco di Dallas era Earle Cabell, fratello del vice direttore dell’intelligence centrale Charles P. Cabell. Earle Cabell, che era stato eletto sindaco di Dallas nel maggio 1961, supervisionò gli accordi per il viaggio e il corteo di Kennedy. Kennedy durante la breve durata del suo mandato era venuto a conoscenza della corsa verso il possesso del tempo. Il  suo avviso chiaro e gravoso nel 1963 potrebbe aver avuto un ruolo nella sua uccisone .
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VEDI ANCHE
LA NATO 
John von Neumann, al culmine della Guerra Fredda (1955), sottolineava con tremenda preveggenza che: “Interventi in materia atmosferica e climatica… si apriranno ai nostri occhi con una dimensione difficile da immaginare al presente… Questo amalgamerà gli interessi di ogni nazione con quelli di tutte le altre, in modo totale, più di quello che la minaccia nucleare o una qualche altra guerra abbiano fatto fino ad ora” (Citazione da Spencer Weart, Guerra ambientale: schemi di modificazioni climatiche, Global Research, 5 dicembre 2009). …
Trasformare la natura in una vera arma, per generare eventi catastrofici, devastare l’agricoltura, le infrastrutture, sciogliere dei ghiacci per affogare città portuali avversarie, deviare correnti marine e atmosferiche, far esplodere ordigni nucleari finalizzati a provocare tempeste radioattive e incendi  su enormi spazi abitati, tutto questo e altro ancora è scienza militare durante la Guerra Fredda…Questo tipo di strategia militare fu consolidata in forma ufficiale dal presidente americano Eisenhower con la costituzione di una commissione speciale, guidata dal capitano Howard Orville, con il compito di studiare il potenziale uso della natura come arma. Orville era sostenitore della ricerca sull’uso del controllo del tempo…La sigla chiave nelle indagini fu l’azione sinottica, la“SYNOPTIC ACTION”(forma di sinossi, secondo un criterio schematico che consente una rapida visione e acquisizione mnemonica dei problemi) con lo sguardo verso un controllo del sistema fisico di grandi ‘porzioni’ del pianeta. Erano necessarie l’osservazione e la coordinazione di varie discipline. SYNOPTIC – SCALE MANIPULATION
Le forze NATO dovevano sapersi muovere in ogni tipo di ambiente, anche quelli più estremi: polari, deserti, giungla. Centri di addestramento e basi furono installati in Groenlandia, Alaska, Canada e nel deserto di Yuma (Arizona). I cartografi dovevano ridisegnare le mappe terrestri e rivedere la geodesia. Le armi intercontinentali richiedevano precisione, ma anche la manipolazione e il controllo del tempo meteorologico…I consiglieri della NATO prevedevano che nel 1970 gli scienziati sarebbero stati capaci di identificare e tracciare i temporali su tutto il pianeta e di controllare costantemente la radiazione sul globo. I dati sarebbero stati forniti dal cielo. L’osservazione e l’elaborazione costante ed automatica dei dati in ogni angolo della terra indica la prospettiva e la meta del ‘mastery of global environment’ del comitato. I consiglieri predissero la manipolazione dell’ambiente su ampia scala.


fonte http://www.nogeoingegneria.com/timeline/1960-la-cia-vuole-controllare-il-clima/

mercoledì 29 novembre 2017

Enrico Mentana e la propaganda SBOLDRINIANA.

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Enrico Mentana è passato a tutti gli effetti al servizio della propaganda SBOLDRINIANA.
Non passa giorno che non ci delizi con le sue perle di saggezza su argomenti scottanti.
La sua redazione si è trasferita a tutti gli effetti sui social network. In particolar modo su facebook, dove cerca, in maniera alquanto imbarazzante, di sbufalare, argomenti scomodi al regime dittatoriale èlitario: 11 settembre, i Savi di Sion, il Piano Kalergi, il Nuovo Ordine Mondiale, i vaccini ecc…,
Sarebbe il caso che tale personaggio inizi ad argomentare piuttosto che limitarsi a battere 4 parole sulla tastiera privi di significato che dovrebbero sbufalare anche prove ufficiali e testimonianze.
Organizzi piuttosto dei confronti aperti e liberi e poi vediamo se Enricuccio avrà ancora il coraggio di stare su facebook a digitare idiozie sulla tastiera. 
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L’élite internazionale con il pretesto paternalistico di salvare l’umanità dalle fake news (di cui i mass media sono la fonte principale) sta esercitando pressioni sui legislatori di tutto il mondo per VIETARE la controinformazione. Così appena approvata la legge non si potrà più discutere di 11 settembre, effetti collaterali dei farmaci, OGM etc. etc.. La nuova legge mira ad imporre la costituzione di un Ministero della Verità a cui sarà affidato il compito di censurare tutte le notizie ritenute scomode dall’establishment di potere.
Chi favoleggia in buona fede (pochi) la necessità di scremare internet dalle bufale, forse non sa che per tutelare chi viene ingiustamente danneggiato da accuse infondate, già esistono le leggi contro la diffamazione e la calunnia. Queste ultime però vanno dimostrate in tribunale e ciò costituisce un problema per l’élite perché quando le accuse si fondano su documenti, fatti, testimonianze e prove oggettive, diventa difficile screditarle come semplici bufale. Meglio quindi zittire le notizie scomode direttamente alla fonte, senza che i dissidenti di regime abbiano la possibilità di controbattere. Già oggi i mass media censurano e impediscono ogni libero confronto realmente democratico ma siccome molta gente sta iniziando a capire come funziona la manipolazione dell’informazione a livello mainstream, hanno deciso di colpire internet, l’unica fonte di notizie rimasta libera…..subito dopo toccherà anche ai libri….
La democrazia di cui si riempiono la bocca personaggi come Mentana e Vespa è tutta un’altra cosa perché sono solo i regimi dittatoriali a poter decidere dall’alto cosa è vero, buono e giusto per la popolazione… – «Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire»
fonte  https://disquisendo.wordpress.com/2017/11/29/enrico-mentana-e-la-propaganda-sboldriniana/




PARLANO I CECCHINI DI MAIDAN. TACCIONO I MEDIA DI REGIME



Le interviste a tre cecchini di nazionalità georgiana, condotte dal giornalista italiano Gian Micalessin e trasmesse  la scorsa settimana come un documentario mozzafiato sul Canale 5 di Milano (programma Matrix), non hanno ancora aperto la strada ai media mainstream internazionali.


Ciò non sorprende se si tiene conto delle prove a sorpresa contro i veri colpevoli e gli organizzatori del colpo di stato del 2014 a Kiev, generalmente noto come la «rivoluzione della dignità».
Il documentario presenta Alexander Revazishvili , Koba Nergadze e Zalogi Kvaratskhelia , ufficiali militari georgiani che sono stati reclutati per svolgere una «missione speciale» a Kiev da Mamuka Mamulashvili, a stretto contatto con l’ex ministro della difesa di Mikhail Saakashvili,  Bacho Akhalaia .
Sostengono che il 15 gennaio 2014 sono sbarcati a Kiev con documenti falsi e sono stati trasferiti a Maidan. Avendo ricevuto 1000 dollari subito, con la promessa di essere pagati 5000 dollari dopo il «lavoro finito», sono stati incaricati di preparare le posizioni dei cecchini all’interno degli edifici dell’Ucraina e del Conservatorio, in posizione dominante sulla piazza Maidan.
I fatti che hanno esposto in seguito sono stati scioccanti. Insieme ad altri cecchini (alcuni di loro erano lituani) sono stati messi sotto il comando di un agente militare americano Brian Christopher Boyenger. La squadra di coordinamento includeva anche Mamulashvili e il famigerato Segrey Pashinsky, che era stato arrestato dai manifestanti il ​​18 febbraio 2017 con un fucile da cecchino  nel bagagliaio della sua auto e in seguito diresse la prima amministrazione provvisoria post-Maidan dell’Ucraina.
Le armi sono arrivate sul posto il 18 febbraio e sono state distribuite ai vari gruppi georgiano e lituano. «C’erano tre o quattro armi in ogni borsa, c’erano fucili Makarov, pistole AKM, fucili e un sacco di cartucce», testimone Nergadze.
Il giorno seguente, Mamulashvili e Pashinsky spiegarono ai cecchini che avrebbero dovuto sparare alla piazza e seminare il caos. «Quando arrivò Mamulashvili, gli chiesi anche io. Le cose si complicano, da dove dobbiamo iniziare?» Lui rispose che non potevamo andare alle elezioni presidenziali. «Ma a chi dobbiamo sparare?» Chiesi. Ha risposto che chi e dove non importava, dovevamo sparare da qualche parte così, tanto per seminare il caos.
«Non importa se avremmo sparato contro un albero, una barricata o a chi lanciava una Molotov, quello che conta era seminare il panico».
«Ho ascoltato le urla» ricorda Revazishvili «C’erano molti morti e feriti al piano di sotto. Il mio primo e unico pensiero fu di partire in fretta prima che mi raggiungessero. Altrimenti mi avrebbero fatto a pezzi». 
Quattro anni dopo, Revazishvili e i suoi due compagni riferiscono di non aver ancora ricevuto le promesse banconote da 5000 USD, come pagamento, e hanno deciso di dire la verità su coloro che li hanno «usati e abbandonati».
Il documentario completo con sottotitoli in inglese è disponibile sotto (in due parti):
[Due giorni dopo, Infomax, un’agenzia di stampa macedone, organizzò un discorso notturno di 52 minuti con Koba Nergadze e Zalogi Kvaratskhelia (in macedone) in cui fornirono maggiori dettagli sul loro background e sulla loro missione a Kiev.]
Questi tre uomini si presentano come ufficiali militari pentiti che stavano semplicemente «obbedendo agli ordini» e non sapevano che «dovevano uccidere delle persone». Un tentativo ingenuo per gli squadroni della morte professionisti, per usare un eufemismo. Nel frattempo il fatto e il tempo di queste confessioni  sono assolutamente sincronizzati con l’agonia in corso del regime incombente a Kiev.

Bacho Alakhaia
Sin dal principio i georgiani affermano esplicitamente che l’operazione è stata avviata dall’ex presidente della Georgia Mikhail Saakashvili. Il capo di Mamulashvili, Bacho Akhalaia, era molto vicino e fidato membro del leader georgiano che ha perso le elezioni parlamentari nell’ottobre 2012, in seguito allo scandalo degli abusi carcerari (l’Human Rights Watch ha dedicato un rapporto speciale al «georgiano Abu-Ghraib», prigione di Gldani).
Nel momento in cui il cecchino georgiano è stato assunto per lavoro sporco a Kiev, Akhalaia era sotto processo penale con l’accusa di aver abusato del potere, mentre dirigeva la sezione penitenziaria del Ministero della Giustizia, detenzioni illegali e torture di detenuti (nell’ottobre 2014 è stato dichiarato colpevole dal Tribunale di Tbilisi e condannato a 7,5 anni di carcere). Un mese prima, nel novembre 2013, Mikhail Saakashvili, di fronte a più accuse criminali in Georgia, lasciò il paese per gli Stati Uniti e si stabilì ufficialmente presso la Tufts University.
Lui e i suoi tirapiedi, dopo aver sofferto una dolorosa sconfitta in patria, non avrebbero avviato un progetto rischioso e avventuroso in un paese vicino, se solo non fossero stati costretti a farlo dai loro padroni, per rimediare al fatto di non aver rispettato la loro missione in Georgia.
Ad ogni modo, nei primi giorni della crisi ucraina la vasta rete finanziata da Soros in Georgia (Bacho Alakhaia, una brillante progenie del famigerato clan criminale di Mengrel, è stato assoldato con denaro di Soros al Georgia Liberty Institute, suo allievo dagli anni 2000) è stata attivata per condurre operazioni speciali a Kiev.
Quattro anni dopo la situazione è drasticamente cambiata. Un’alleanza democratica tra Poroshenko e Saakashvili è andata  in frantumi .

Le vittime di piazza Maidan 2014
Saakashvili ha dimostrato ancora una volta di essere uno psicopatico incapace di costruire relazioni politiche stabili (dal settembre 2017 l’Ucraina sta considerando l’estradizione di Saakashvili alle autorità georgiane che soddisfano la loro richiesta). Nel frattempo, il 1° novembre uno dei più stretti collaboratori di Bacho Alakhaia e Saakashvili, ex capo della polizia militare del ministero della Difesa georgiano, Megis Kardava, che doveva affrontare le stesse accuse penali in Georgia, è stato arrestato con passaporto falso sul confine ucraino.
Il servizio di sicurezza ucraino ha già annunciato che sarebbe stato estradato a Tbilisi entro i 40 giorni. Diversi altri georgiani della squadra di protezione personale di Saakashvili sono stati arrestati in Ucraina ed espulsi in patria all’inizio di ottobre.
Tutti questi fattori potrebbero far sì che il trio georgiano dei cecchini appaia preventivamente sulla TV italiana come «informatori volontari che espongono la verità» su Euromaidan, prima che vengano catturati e puniti come capri espiatori.
Prudentemente hanno nominato un certo numero di personalità iconiche del regime in carica a Kiev – Andriy Parybiy (attualmente presidente di Verkhovna Rada dell’Ucraina), Segrey Pashinsky (membro del parlamento che rappresenta il Fronte popolare filo-governativo) e Vladimir Parasyuk (un altro membro carismatico del parlamento) ) – come organizzatori e coordinatori del massacro sulla piazza Maidan il 20 febbraio 2014.
Le loro affermazioni sono confermate da altre prove. La raccolta più completa di tali fatti finora è stata effettuata dal professore dell’Università di Ottawa Ivan Katchanovsky (che ha anche commentato il documentario italiano).

Poroshenko al memoriale di Heavenly Hundred nel 2014
Qualunque cosa pensiamo nei confronti dei cecchini pentiti, le loro pubbliche confessioni non li scagionano dalla responsabilità di aver ucciso deliberatamente delle persone. Non erano soldati sul campo di battaglia durante una guerra dichiarata. Non potevano ricevere ordini dai loro comandanti. Sono stati assoldati per fare uno sporco lavoro ed erano consapevoli della loro responsabilità etica. Il loro tentativo di dimostrare il contrario è ridicolo. 
Quindi questo trio, Alexander Revazishvili, Koba Nergadze e Zalogi Kvaratskhelia, così come quelli che li hanno assoldati e ordinati – Mamuka Mamulashvili (attualmente comandante della Legione Geogiana nel Donbass), Brian Boyenger (ha combattuto nella parte ucraina a Donbass nel 2015-2016) – e altri cecchini dalla Georgia, Lituania e Ucraina dovrebbero affrontare un processo in Ucraina o in qualsiasi altro paese, i cui cittadini sono morti durante l’Euromaidan. Il turno successivo dovrebbe essere quello dei politici ucraini, principali beneficiari di quel massacro – quelli nominati (Andriy Parybiy, Segrey Pashinsky e Vladimir Parasyuk) e quelli ancora sconosciuti al pubblico.
In realtà, questa storia, ancora troppo sottovalutata, mina totalmente la legittimità del regime di Poroshenko. Le lacrime di coccodrillo degli attuali governanti di quella nazione, sulle tombe delle vittime della «rivoluzione della dignità», metteranno in luce il loro ruolo nelle uccisioni di massa dei propri sostenitori. Dopo aver pagato 1000 dollari a ogni cecchino straniero, arrivarono al potere per abusare dei sogni e della fiducia di milioni di cittadini ucraini. Quello era il prezzo reale della «dignità» ucraina, secondo logica invece della sua catastrofe nazionale.

Fonte: https://orientalreview.org
Link: https://orientalreview.org/2017/11/23/cheap-dignity-of-the-ukrainian-revolution/
28.11.2017

Scelto e tradotto per www.comedonchsciotte.org da ROSSANA SPADINI

Un popolo e' libero quando e' proprietario della mone



La nostra schiavitu' e tenuta perennemente in vita dai Banchieri che sono proprietari della Moneta.

La proprietà della moneta deve essere dei popoli ! e non dei banchieri privati !

La politica, gli inciuci, la borsa, lo spreadbond, bot ... e stronzate varie ...

Sono tutte creazioni dei banchieri per rendere complicato il sistema economico, facendo confondere i popoli e distogliere l'attenzione sull'unico punto importante !


Se i popoli saranno proprietari della moneta, l'umanità avrà vinto la sua guerra.

Ci sono personaggi molto famosi che non volevano che la proprieta' della moneta' finisse nelle mani dei Banchieri privati e si e' visto che fine hanno fatto ...





Il popolo deve lottare solo per questo per uscire da questo sistema schiavitu' che ci sta' distruggendo tutti riducendoci alla fame o sara' sempre peggio se non faremo presto.

Tutte il resto delle chiacchiere della politica sono solo noia ...

Il primo partito o movimento che sosterra' questo, qualsiasi sia il suo colore bisognera' votarlo.



Si tratta di un gioco a due, c’e’ un vincitore e uno sconfitto,

popolazione mondiale vs banchieri

Vince il gioco chi detiene la proprieta’ della moneta …



La questione della proprietà della moneta al momento della sua emissione
La Banca Centrale emette denaro per un valore, supponiamo, di mille miliardi diEuro
1 - Quel valore, quei mille miliardi, di chi sono?
A chi appartiene la moneta, il valore del denaro, nel momento in cui viene emessa dalla Banca Centrale?

3 - Alla Banca Centrale stessa, che quindi ha diritto di farsela pagare dallo Stato? O allo Stato, al popolo, che quindi non dovrebbe pagare né il denaro né gli interessi alla Banca Centrale quando ha bisogno di denaro? 
Si tratta di una questione fondamentale, perché dalla risposta che essa riceve, dipende essenzialmente l’indebitamento dello Stato.

Il fatto che l’esercizio del potere monetario attraverso la Banca Centrale è uno strumento di potere dei banchieri sullo Stato, trova conferma in come le istituzioni statali sono impegnate a equivocare e a mentire in tutte le sedi, anche parlamentari, per coprire il fatto che la Banca d’Italia cede a caro prezzo denaro che a essa niente costa e a cui non è essa a dare il valore, ossia il potere di acquisto. 

Il potere di acquisto, come abbiamo visto, glielo conferisce il mercato, la gente, attraverso la domanda di denaro. 
La Banca Centrale non ha “prodotto” il valore del denaro, eppure si comporta come se fosse proprietaria del medesimo denaro, in quanto lo cede allo Stato (e alle banche commerciali) in cambio di titoli di Stato e contro interessate.

Questo fatto è paradossale. 

È come se il tipografo, incaricato dagli amministratori della società calcistica organizzatrice di una partita di stampare 30.000 biglietti di ingresso per le partite del campionato, col prezzo di € 20 stampato su ogni biglietto, chiedesse come compenso per il suo lavoro di stampa € 600.000, in base al fatto che i biglietti che ha prodotto “valgono” € 20 cadauno. 

È vero che essi “valgono” € 20 caduno, ma che essi abbiano un valore non dipende dal tipografo, bensì dall’associazione sportiva che ha formato la squadra, procurato il campo da gioco e organizzato la partita, sostenendo i relativi costi e producendo la domanda di quei biglietti, senza la quali questi niente varrebbero. 

Gli amministratori della società sportiva lo sanno bene, ma il tipografo in parte li ricatta e in parte li lusinga perché promette loro che, se gli pagheranno l’ingiusto compenso richiesto, egli darà loro un lauto regalo e i fondi per farsi rieleggere alle prossime elezioni del consiglio di amministrazione. Altrimenti, finanzierà altri candidati e una campagna di stampa contro i consiglieri onesti.





Il potere bancario si comporta come quel tipografo, e i governanti si comportano come i consiglieri ricattati e lusingati dell’associazione sportiva, riconoscendo allaBanca Centrale la proprietà o titolarità del valore del denaro che emette, stampato o scritturale che sia, e in cambio di esso indebitano ingiustamente e illogicamente proprio il popolo, che è il soggetto checol suo lavoro e con la sua domanda, ossia col mercato, conferisce valore al denaro

Per questa ragione, oltre che in base al principio costituzionale della sovranità popolare, al momento in cui viene emesso, il denaro, il suo valore, dovrebbe logicamente essere ed essere trattato come proprietà del popolo e, per esso, dello Stato. 
Assolutamente lo Stato non dovrebbe indebitare se stesso e il popolo verso una Banca Centrale, pubblica o privata che sia, per ottenere denaro.

Al contrario, ciò è proprio quanto succede incessantemente. 

Ma vi è di peggio: 
la Banca Centrale, cioè i suoi azionisti, oltre ad appropriarsi, a danno dello Stato, del valore del denaro che essa emette, nei suoi propri conti segna questo valore non all’attivo ma al passivo, simulando un debito ed evitando, così, di pagare le tasse su quello che è un puro incremento di capitale e che, come tale, dovrebbe essere interamente tassato.

L’ovvio ragionamento che abbiamo testé svolto è stato già sottoposto al Parlamento, attraverso interrogazioni parlamentari, nel 1994 e nel 1995.


Entrambe le risposte elusero il problema, affermando che la Banca Centrale (allora, cioè, la Banca d’Italia) non sarebbe proprietaria dei valori monetari, ossia del valore del denaro emesso, perché il denaro emesso costituirebbe sempre un passivo, undebito; e che, perciò, giustamente la Banca d’Italia lo iscriveva come posta passiva nel proprio bilancio.

Come i membri competenti dei due governi interessati non potevano ignorare, queste risposte sono del tutto contrarie alla verità. Innanzitutto, la risposta fornita è contraddetta dal comportamento dei governi medesimi – di tutti i governi. 

Infatti, se i governi fossero coerenti con l’affermazione che il denaro, il valore monetario, non appartiene alla Banca emittente, perché lo Stato continua a dare qualcosa (i titoli del debito pubblico) in cambio di Lire o Euro ? 
E se il denaro emesso costituisse una passività, un debito, perché mai lo Stato dovrebbe comperarlo pagandolo con titoli del debito pubblico, che costituiscono un credito per chi li riceve? 

Si è mai visto che qualcuno paghi un altro per farsi cedere un debito? 

Ma le risposte del governo sono anche false giuridicamente, perché il denaro non è affatto un debito per la Banca che lo emette






IL DENARO NON E' AFFATTO UN DEBITO 

PER LA BANCA CHE LO EMETTE 


Se fosse un debito, dovrebbe poter essere incassato dal portatore presso la Banca medesima, mediante conversione in oro, e il portatore della banconota aveva il diritto di farsela cambiare in oro dalla Banca Centrale che l'aveva emessa, come avveniva una volta, fino al 1929 circa, quando il denaro era convertibile in oro. 


Anche in tempi successivi al 1929, molte banconote portavano la scritta “Pagabile a vista al portatore”. 

Ma pagabile in che cosa, dato che esse non erano convertibili in oro? 

In realtà, quei biglietti non erano pagabili in alcun modo e quella scritta era unamenzogna per ingannare il pubblico e fargli credere che i biglietti di banca fossero convertibili in qualcosa avente valore proprio o che la banca si fosse indebitata per emetterli, il che è falso (mentre era vero in un ormai lontano passato)

Del resto, è naturale che nessun governo potrebbe permettersi di dare risposte veridiche a simili questioni, perché ammetterebbe che la sua vera funzione è defraudare i cittadini e gli elettori per arricchire un’élite finanziaria che detiene il vero potere.

Ma quanto sopra costituisce solo la punta dell’iceberg. 

Perché il grosso, circa l’85%, del denaro esistente e circolante al mondo, non è denaro vero, emesso da Banche Centrali, ma denaro creditizio, ossia aperture di credito e disponibilità di spesa create dal nulla dalle banche commerciali, le quali, attraverso questa creazione continua di nuovo denaro creditizio, si impossessano di quote crescenti del potere d’acquisto complessivo della popolazione mondiale. 

Di ciò si parlerà più diffusamente in seguito in tema di signoraggio secondario ocreditizio.




Caro Cittadino europeo, sapevi che...?



- Il debito pubblico è fasullo e le tasse che paghi a causa di esso sono illegali e incostituzionali.
-  Banca d’Italia S. p. A, autorizzata a creare in modo autonomo denaro dal nulla senza garanzie auree o di altro tipo, è dal 1948 di proprietà privata.
-  I suoi azionisti (detti ‘partecipanti’) sono le altre banche e assicurazioni private. Il debito pubblico dello Stato, quindi dei cittadini, nasce nei loro confronti.
-  La Banca d’Italia (analogamente alla Banca Centrale Europea) usa un artificio contabile più o meno espressamente legalizzato per camuffare i propri utili, non pagare le tasse su essi dovuti e per non darli allo Stato, come dovrebbe per statuto.
-  La Banca d’Italia dovrebbe, per statuto, vigilare sulla correttezza delle altre banche; ma essa stessa è di proprietà di banche private, le quali nominano il suo governatore e i suoi direttori; quindi questi dovrebbero sorvegliare chi li nomina – cosa del tutto improbabile.
 Le tasse vanno in gran parte a pagare il debito pubblico e gli interessi su di esso, quindi finiscono in tasca ai proprietari privati della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea, e non per spese di interesse collettivo.
-  Per arricchirli, il debito pubblico viene continuamente fatto crescere – e ciò non solo in Italia e non solo di recente.
 L’organizzazione a monte di questo sistema di potere bancario è internazionale: in quasi tutti gli altri Paesi, infatti, la situazione è simile a quella italiana.
-  Tale sistema, di cui i mass media si guardano bene dal parlare(come pure i sindacalisti, i parlamentari, i ministri, i presidenti) ha prodotto nel tempo, e ancor oggi sempre più produce, un enorme e sistematico trasferimento di beni e di ricchezze dalle tasche dei cittadini a quelle dei banchieri, ma anche un trasferimento del potere politico dalle istituzioni democratiche alle mani dei banchieri sovranazionali.
-  Il vero potere politico ed economico, a livello mondiale e nazionale, sta in questi meccanismi, ignoti a tutti o quasi; essendo sconosciuti, essi sono ancor più efficaci..
-  Il Trattato di Maastricht, l’Euro, la Banca Centrale Europea, sono strumenti di completamento di questo trasferimento.
-  La corrente mancanza di denaro, la crisi economica, i fallimenti e le privatizzazioni sono p.i.l.otati da loro attraverso governi a sovranità limitata, e vanno a loro vantaggio.
-  La soluzione efficace è ben nota ed è stata ripetutamente proposta: restituire al popolo, quindi allo Stato, la funzione sovrana dell’emissione del denaro, in modo che non si debba più indebitare.
 Il risultato sarebbe: tasse quasi eliminate, denaro a costo zero per lo stato e la Pubblica Amministrazione, economia fiorente; potere politico democratico anziché in mano alle banche.
 Ovviamente, gli unici danneggiati da questa riforma sarebbero i banchieri.
-  E’ anche stata proposta una soluzione parziale: la moneta complementare, sull’esempio di migliaia di realtà nel mondo.
 Sono state proposte e talora attuate, nella storia, anche soluzioni globali, e hanno funzionato: l’emissione di denaro da parte dello Stato, direttamente e sovranamente, senza l’inutile intermediario di una banca centrale di emissione.






Tratto dal libro Euroschiavi e i segreti del signoraggio


di Marco Della Luna e Antonio Miclavez


 fonte Mondo Sporco 
http://mondos-porco.blogspot.it/2017/11/un-popolo-e-libero-quando-e.html