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mercoledì 31 gennaio 2018

SOROS E OPENSOCIETY ATTACCANO CASAPOUND DIRETTAMENTE!





Casapound deve fare paura davvero, tanto da suscitare l’interesse direttamente del sito della Fondazione Open Society finanziata e diretta da Soros. Ricordiamo che il ricco speculatore Ungaro-Americano ha recentemente donato a Opensociety gran parte delle sue ricchezze anche per sottarle ad un eventuale imposizione fiscale dei profitti.

L’attacco è mosso con un pezzo di Claudia Torrisi, che fra l’altro collabora con il sito pro immigrazione Open Migration . L’accusa mossa , in mancanza di altro è piuttosto banale, e prende la mossa da una serie di interviste fatte alle donne di Casapound da diversi giornali nazionali, fra cui  Marie Claire.. In queste interviste si presentavano i volti delle attiviste a CPI, soprattutto la figura di Chairaluce, chiamata , con un tocco di malcelato disprezzo “La regina dell’estrema destra italiana”.
Il contenuto dell’articolo, fondamentalmente banale , potete trovarlo a questo link, e si può  riassumere come segue: non vi fidate delle facce pulite, sono comunque dei fascisti violenti e buzzurri ed anche quando presentano dei volti femminili lo fanno solo per strumentalizzarli . Naturalmente a sostegno di questa tesi non vi è assolutamente nulla, dato che le attiviste sono reali, in carne ed ossa, però essendo di destra CPI deve essere sessista e maschilista, non può essere altrimenti.
Insomma, come usano sempre i giornalisti mediocri, anche quelli di Opensociety cercano nelle pieghe delle non notizie un po’ di fango da schizzare qui o la contro le persone. Notizia vera è invece che  invece  Opensociety si crea, praticamente, i giornalisti in casa, tramite borse di studio presso l’Università dell’Europa Centrale. oppure tramite lucrose fellowship.
Ormai i giornalisti, di mestiere, distorcono la realtà, e riescono a farlo molto bene quando hanno degli interessi economici alle spalle. Per fortuna la verità e la realtà stanno di fronte a tutti.
 fonte https://scenarieconomici.it/soros-e-opensociety-attaccano-casapound-direttamente/

martedì 30 gennaio 2018

L’INGANNO DEL DEBITO SULLE ELEZIONI DI MARZO


In questa prima parte di intervista a Radio Onda Italiana smaschero la sottrazione delittuosa di liquidità ai danni del nostro Paese attraverso l’inganno del rimborso del debito pubblico di cui tutti i principali leader politici continuano a parlare, tradendo così uno ad uno i propri elettori.
Alberto Micalizzu
fonte Alberto Micalizzi

Il PD canta Bellaciao dopo aver regalato 7,5 miliardi alle banche private


lunedì 29 gennaio 2018

Il Segretario alla Difesa inglese accusa la Russia di pianificare l’uccisione di “migliaia e migliaia” di inglesi

Il Segretario alla Difesa inglese accusa la Russia di pianificare l’uccisione di “migliaia e migliaia” di inglesi

Il Segretario alla Difesa Gavin Williamson ha incrementato le minacce della Gran Bretagna contro la Russia.
In un’intervista al Daily Telegraph, pubblicata venerdì come notizia principale in prima pagina, Williamson ha detto che la Russia stava spiando le infrastrutture nazionali cruciali della Gran Bretagna, e ha affermato, “Il piano dei russi non sarà far comparire navi da sbarco nella South Bay di Scarborough e al largo della spiaggia di Brighton.
Quello che sembra che [i russi] stiano facendo è pensare “Come possiamo causare tanta sofferenza alla Gran Bretagna?” Danneggiando la sua economia, lacerando le sue infrastrutture, causando effettivamente migliaia e migliaia e migliaia di morti, ma in realtà hanno un piano per creare il caos totale nel paese”.
Il quotidiano ha scritto: “Gavin Williamson ha dichiarato al The Daily Telegraph che Mosca ha condotto ricerche sulle infrastrutture cruciali del Regno Unito e su come sono connesse alle fonti di energia sul continente, al fine di creare “panico” e “caos”.
Williamson ha aggiunto che la Russia è disposta ad intraprendere azioni “che qualsiasi altra nazione considererebbe assolutamente inaccettabili”.
Senza citare alcuna prova, ha posto la domanda: “Perché dovrebbero continuare a fotografare e osservare le centrali elettriche, perché stanno osservando le infrastrutture che trasportano così tanta elettricità e così tanta energia nel nostro paese?”.
Il quotidiano ha notato che si trattava di un riferimento a “linee energetiche che collegano il Regno Unito alle forniture continentali e consentono alla Gran Bretagna di commerciare e condividere elettricità e gas con i paesi vicini”.
Il Regno Unito, ha detto, “ha quattro interconnessioni sottomarine per l’elettricità e tre per il gas, che forniscono energia a tre milioni di case, una cifra che salirà a otto milioni quando verranno costruite ulteriori connessioni”.
I commenti di Williamson arrivano pochi giorni dopo che il Generale Sir Nick Carter, Capo dello Stato Maggiore Generale delle forze armate, ha dichiarato che la Gran Bretagna deve prepararsi attivamente alla guerra con la Russia e altri rivali geopolitici [in inglese].
L’intervista di Williamson è stata pubblicata il giorno dopo che il Primo Ministro britannico Theresa May ha incontrato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump al vertice di Davos per dei colloqui, dopo di che hanno tenuto una conferenza stampa congiunta. Dopo aver affermato che i media stavano diffondendo “voci false” sui loro rapporti, Trump ha detto che lui e la May “si piacciono molto”.
Trump ha sottolineato soprattutto che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono unite sulle questioni militari: “Stiamo lavorando a transazioni in termini di sviluppi economici, commerciali e forse più importanti, militari. Siamo molto uniti quando si tratta di affari militari. Abbiamo le stesse idee, gli stessi ideali”.
Guardando direttamente la May, ha continuato, “Non vi accadrà nulla senza che noi non saremmo lì a combattere per voi. Lo sapete”.
La May, che si era fatta notare per un generale accordo con le opinioni di Trump, a quel punto assomigliava ad un cane scodinzolante mentre Trump parlava a favore dell’alleanza militare USA/Regno Unito. Ha risposto: “Continua ad esserci una relazione davvero speciale tra il Regno Unito e gli Stati Uniti. Siamo fianco a fianco perché affrontiamo le stesse sfide in tutto il mondo. E come dici tu, stiamo lavorando insieme per superare quelle sfide”.
Martedì, il Generale Carter ha dichiarato che praticamente qualsiasi attività svolta da un altro stato in difesa dei suoi interessi politici, economici e militari potrebbe ora essere considerata un atto di guerra.
Non esistono più “due stati chiari e distinti di “pace” e “guerra””, ha detto Carter. “Tutti questi paesi sono diventati maestri nello sfruttare le sfumature tra pace e guerra…”
“Ciò che costituisce un’arma in quest’area grigia non deve più fare “bang”. Energia, denaro – sotto forma di tangenti – pratiche commerciali corrotte, attacchi informatici, assassinii, bufale, propaganda e di fatto le intimidazioni militari sono tutti esempi delle armi utilizzate per avere la meglio in questa era di “competizione costante””.
L’intervista del Telegraph a Williamson  è arrivata dopo che le sue attività di lobbying hanno assicurato, questa settimana, un ritardo nei tagli alle spese per la Difesa che dovevano essere discussi nel Consiglio dei Ministri nell’ambito della National Security Capability Review. Invece, il governo ha annunciato una revisione di cinque mesi sulle spese militari – che sarà guidata dal Ministero della Difesa stesso.
La spinta di Williamson ad incrementare le spese militari è stata sostenuta da importanti generali in servizio, tra cui Carter e il Capo dello Stato Maggiore Generale, Sir Stuart Peach, che è l’alto consigliere militare del governo. A novembre, Peach ha dichiarato, senza citare alcuna prova, che le forze navali russe stavano sviluppando le capacità per tranciare i cavi in ​​fibra ottica sottomarini.
Williamson è stato anche sostenuto dal suo predecessore come Ministro della Difesa, Sir Michael Fallon. In un intervento importante, Fallon ha usato il suo primo discorso pubblico dopo le dimissioni di due mesi fa, per via delle accuse di cattiva condotta sessuale, per chiedere un sostanziale aumento delle spese militari. Parlando lunedì al think tank Defence and Security Forum, Fallon ha chiesto che al budget della difesa venisse assegnato immediatamente un ulteriore miliardo di sterline, e ha proposto che il Regno Unito spendesse il 2,5% del PIL per la Difesa rispetto al suo attuale 2%: il minimo raccomandato dalla NATO.
Non farlo avrebbe voluto dire un “ritiro dalla nostra visione di una Gran Bretagna fiduciosa, che guarda all’esterno, che difende la nostra gente, i nostri valori, i nostri alleati, e poi andremo alla deriva verso il basso, diventando un attore mondiale ad intermittenza, un campione part-time della democrazia e della libertà”.
Questo “Significherebbe abbandonare i nostri obblighi internazionali, abbandonare i nostri alleati e, alla fine, essere meno sicuri”.
Fallon ha alzato la posta in un editoriale del Daily Telegraph giovedì, il giorno prima dell’intervista di Williamson con lo stesso giornale. Ha scritto di aver avvertito la May un anno fa che “il deprezzamento della sterlina e la crescita dei costi del nucleare stavano mettendo una forte pressione sui bilanci per il 2017-18 e il 2018-19. Se vogliamo avere un ruolo di primo piano nella NATO, con le nostre truppe e gli Eurofighter a difendere il suo fianco orientale; contrastare la minaccia dei sottomarini russi al nostro deterrente e ai nostri cavi nel Nord Atlantico; continuare ad avere il secondo maggior carico di attacchi aerei e addestramento militare in Iraq… allora dobbiamo mettere il bilancio della Difesa su una base più sostenibile”.
Ha aggiunto: “La nuova revisione deve riconoscere che le minacce al nostro paese sono aumentate in modo significativo. Prima dell’invasione della Crimea, la Russia sembrava innocua. Ora vediamo la sua minaccia alle democrazie occidentali. E la Russia spende non il 2% ma il 5% del PIL per modernizzare le sue forze convenzionali e nucleari, sulla guerra ibrida ed elettronica”.
Il Partito Laburista sta svolgendo un ruolo cruciale nell’escalation delle tensioni contro la Russia. In risposta ai commenti di Williamson, Lord West, ex capo dello Stato Maggiore della Marina e Ministro della Sicurezza del governo laburista, ha affermato che “è assolutamente certo che la Russia stia cercando come entrare nelle nostre infrastrutture nazionali cruciali”.
L’11 gennaio il Parlamento ha discusso una mozione – presentata dal parlamentare laburista di secondo piano Vernon Coaker – che chiedeva che le dimensioni, gli equipaggiamenti e l’addestramento delle forze armate britanniche siano mantenute almeno ai livelli attuali, e che non vengano imposti ulteriori tagli alle spese e alle capacità della Difesa.
In un altro dibattito, quattro giorni dopo – in risposta al presidente conservatore della Commissione per la Difesa del Parlamento, Julian Lewis, che aveva sollevato preoccupazioni su possibili tagli imposti dalla National Security Capability Review – il Segretario per la Difesa Ombra laburista Nia Griffith ha insistito sull’aumento della spesa per la Difesa.
Il deputato laburista Luke Pollard ha ricordato a tutti da dove proveniva la principale minaccia per il Regno Unito: “Con la Russia in ascesa, i nostri alleati minacciati e il nostro fianco settentrionale vulnerabile alla potenza navale russa, la minaccia dell’orso russo è chiara. Il Segretario per la Difesa comprende che non vi è alcun sostegno da parte di quest’Aula ad ulteriori tagli alla nostra Royal Navy e ai nostri Royal Marines, o a fusioni che riducono le capacità delle nostre forze armate?”
*****
Articolo di Robert Stevens pubblicato su World Socialist Web Site il 27 gennaio 2018.
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.
http://sakeritalia.it/europa/il-segretario-alla-difesa-inglese-accusa-la-russia-di-pianificare-luccisione-di-migliaia-e-migliaia-di-inglesi/

"L’assassinio di Cristo"


Risultati immagini per Pilato che impartisce l’ordine di crocifiggere Gesù
"L’assassinio di Cristo" di Wilhelm Reich ... Recensione

“È Pilato che impartisce l’ordine di crocifiggere Gesù, ma è il popolo che lo spinge a farlo. [...]
La favola dei grandi sacerdoti che aizzano il popolo contro Cristo è un’invenzione degli spacciatori di libertà. Come potrebbe una decina di sacerdoti aizzare le masse contro qualunque cosa se quel che può essere aizzato contro Cristo non esistesse già dentro l’anima del popolo?
Smettete di scusare il popolo e ciò che fa. [...]
Per la prima volta Cristo si rende conto dell’abisso che lo separa dai suoi concittadini e dalla sua epoca.
Accetta la cosa con calma. Non ne viene colpito. I suoi amici non sono mai stati amici veri. Gli sono stati amici finché hanno potuto ottenere qualcosa da lui: eccitazione, conforto, pace, piacere e ispirazione. Adesso, mentre la peste emozionale urla intorno a lui se ne vanno. Nemmeno una di queste sanguisughe è presente. Cristo non li odia né li disprezza, si rende semplicemente conto della situazione e rimane in silenzio, solennemente. Fissa un abisso profondo e oscuro dove la mente malata dell’uomo metterà nei secoli a venire coloro che vengono torturati nell’Inferno.
Cristo è circondato da un’atmosfera di silenzio esteriore e di intima incandescenza pacifica, come se fosse protetto da uno scudo. Non c’è nulla in realtà che lo tocchi o che lo possa toccare. È aldilà dello stupido spettacolo che si svolge davanti ai suoi occhi. Pietà per i disgraziati va carponi dal suo silenzio. Vale la pena di salvarli? Certamente no. Tuttavia, Cristo vive in piena coscienza ciò che essi gli fanno.
Il silenzio incandescente e pacifico di Cristo in questo momento è avvertito da quanti assistono al disgustoso tumulto. La moglie di Pilato ama Cristo; lo ha visto in sogno e il suo destino la riempie di tristezza. Le donne lo hanno sempre amato sinceramente. Lo hanno amato di quei sentimenti che le donne felici provano per l’uomo di cui sono innamorate. Le donne sanno. Conoscono uomini come Cristo nel loro corpo. La moglie di Pilato cerca invano di salvarlo. Avverte la silenziosa, calda incandescenza che è in Cristo in quei momenti. E proprio su questo silenzioso splendore di fiducia, che va molto oltre la miserabile cattiveria umana, che in seguito si fonderà la forza silenziosa dei primi cristiani pacifici. Continuerà a esistere fino al momento in cui queste righe vengono scritte: nessuna manifestazione malvagia della peste umana può colpire questa calda, intima incandescenza. È lo splendore della Vita.
È la calda, intima incandescenza che accompagna Cristo nelle ore dell’agonia. Presto il mondo o dipingerà con un’aureola luminosa intorno al capo. Cristo rimarrà in silenzio quando si contorcerà di dolore. Rimarrà in silenzio quando le forze gli mancheranno. Rimarrà in silenzio quando la gente lo insulterà e lo sbeffeggerà, anche se sarà questo che più lo addolorerà, ma come da lontano. [...]
La tranquilla e silenziosa incandescenza della Vita vivente non può venire distrutta con nessun mezzo. È una fondamentale manifestazione dell’energia stessa che fa muovere l’universo. Questo splendore lo si trova nel cielo notturno. È il fremito silenzioso del cielo illuminato che vi porta a dimenticare i brutti scherzi. È la tranquilla incandescenza degli organi sessuali delle lucciole. Aleggia sulle chiome degli alberi all’alba e al tramonto, e lo si scopre negli occhi di un bambino fiducioso. Lo si vede in un tubo di vetro nel quale è stato fatto il vuoto e che l’aria ha caricato di energia vitale, e lo si può vedere nell’espressione di gratitudine sul volto di un uomo ammalato dalla peste emozionale, il cui dolore avete sollevato. È lo splendore che si nota di notte sulla superficie dell’oceano o sulla cima degli alberi.
Non c’è nulla che possa distruggere queste forza splendente e silenziosa. Essa penetra ovunque e governa ogni movimento di ogni cellula dell’organismo vivente. È ovunque e riempie tutto lo spazio che è stato svuotato dagli uomini inariditi. È la causa dello splendore delle stelle e del loro ammiccare. Lo splendore della pelle è per il vero medico un segno di salute, così come la mancanza è segno di malattia. Quando si ha la febbre, lo splendore aumenta poiché esso combatte l’infezione mortale.
È l’incandescenza della forza vitale che continua anche dopo la morte dell’organismo. È l’incandescenza dell’anima, ma dopo la morte non rimane come «forma». Si disperde nell’infinito oceano cosmico, nel «Regno di Dio» da cui proviene.
[...] La consapevolezza che questa Forza Vitale universale e del retrostante universo che ne è colmo è, nell’uomo, indistruttibile perché egli la sente” (pp. 209, 211-212, 215).

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Brano tratto dall’opera di Wilhelm Reich, L’assassinio di Cristo
Risultati immagini per "L’assassinio di Cristo" di Wilhelm Reich vedi
La Meditazione come Via –  mentenaturale@virgilio.it
fonte http://paolodarpini.blogspot.it/2018/01/lassassinio-di-cristo-di-wilhelm-reich.html

In fuga dal WI-FI



L'elettroipersensibilità è difficile da diagnosticare ed è ancor più difficile convincere gli altri che esista realmente. Non c'è alcuna cura conosciuta e l'unico modo per alleviare i sintomi sembra essere, per le persone elettroipersensibili, separarsi dai dispositivi elettronici e dall'influenza di reti senza fili. Insomma non hanno altra scelta se non fuggire nei boschi o in aree rurali remote tra l'altro sempre più rare.  Il messaggio che lanciano non è quello di "fermare il progresso" ma di procedere con cautela assicurandosi che la nuova tecnologia sia realmente sicura.


Traduzione di Riccardo Radici Revisione di Francesca Demontis

fonte PandoraTV

mercoledì 24 gennaio 2018

La dimostrazione di chi sia in realtà B. è tutta nella sua dichiarazione "calcistica"

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Di Stefano Davidson

La dimostrazione di chi sia in realtà B. è tutta nella sua dichiarazione "calcistica": "Non guardo più le partite del Milan, perché il modulo con cui gioca non rispecchia i miei principi calcistici che mi hanno portato a diventare il presidente più vincente e premiato della storia".

Che in soldoni significa "non sono mai stato un tifoso del Milan e non lo sono (diversamente da quanto risulta vigere tra i tifosi che sostengono come la fede calcistica non si rinneghi mai. NdR) soprattutto perché ero tifoso di me stesso e tale rimango e tale sarò anche nella gestione del Paese (e se per farmi i comodi miei occorre, inciucerò, uuuh se inciucerò!)

Precisando inoltre che il Presidente più titolato della Storia è anche il Presidente che ha riportato la squadra ai livelli di quando la prelevò dal fallimento Farina (forse anche finanziariamente) ed evidenziando che quanto investito (in ciò che da sempre è stata una campagna elettorale parallela) è stato ampiamente recuperato da un pezzo alla faccia dei tifosi vendendo la loro passione prima a tranci (Sheva, Kakà, Pirlo, Ibra etc...), indi ora cedendo ai cinesi (?) le rimanenti frattaglie.

Quindi visto e considerato quanto in atto nel Paese non credo ci sia metafora migliore per capire cosa aspetterebbe l'Italia in caso di successo del tensostrutturato "mutante". 
Basta togliere la parte dei successi internazionali ed il resto sarà tale e quale.

Stefano Davidson

#Limmunità. Di Stefano Davidson

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Più che manovre elettorali quelle del Kalandrino che candida
se stesso e "suoi" in presunte roccaforti, dove ancora regge qualche alleanza (al Südtiroler Volkspartei fischieranno das ohren), sembrano disperati tentativi di far entrare in Parlamento, per godere dell'immunità conseguente, chi diversamente rischierebbe di grosso se restasse fuori e a disposizione della Giustizia ordinaria.
"Io son sicuro che, per ogni bomba
Per ogni bomba
Per ogni bomba che dirò, un'imputazione nascerà
E su quell'imputazione un magistrato volerà.
Io son sicuro che, senza questa immunità
Qualcuno penserebbe un poco a me
Non mi scorderà
Sì, io lo so
Tutta la vita sempre solo io sarò
Un giorno troverò
Un magistrato anche per me
Per me che sono nullità
Voglio immunità
Voglio immunitààààààà"

Stefano Davidson

Negli Stati Uniti è risaputo chi è il colpevole della tragedia dell’Ucraina – Joseph Biden



fondsk.ru
Nel febbraio 2014 in Ucraina non è avvenuta una rivoluzione democratica, bensì un colpo di stato con le armi. Inoltre, questo colpo di stato e il rovesciamento del Presidente legittimo a Kiev sono stati compiuti sotto la guida diretta degli Stati Uniti. E la crisi «che si è poi sviluppata, ha portato l’Ucraina alla rovina a tutti i livelli».  Proprio a tali conclusioni è giunto Stephen Cohen, politico americano, pubblicista e professore onorario in Storia delle università di Princeton e di New York.
È il quarto anno che Stephen Cohen e il conduttore radiofonico John Batchelor discutono il tema di una nuova guerra fredda tra Stati Uniti e Russia.
Secondo Cohen, la crisi ucraina che ha portato alla riunificazione della Crimea alla Russia, così come all’inizio di una guerra indiretta tra Stati Uniti e Russia nell’est dell’Ucraina, è un evento fondamentale del XXI secolo.
Questa crisi ha trasferito una nuova guerra fredda fino ai confini della Russia e ha messo l’Ucraina sull’orlo del collasso economico. Migliaia di Ucraini sono morti, milioni hanno perso le loro case e la maggior parte dei cittadini del Paese tenta disperatamente di tornare al tenore di vita che aveva prima del 2014. Questi eventi hanno anche portato all’incremento del potenziale militare della NATO vicino ai confini occidentali della Russia, ad esempio nella regione del Baltico, che è solo causa di inasprimento della tensione nella zona.
Ma gli Americani ignorano tutto ciò. Stephen Cohen ne è sicuro, poiché i miti della propaganda politica e l’incompetenza professionale dei media americani distorcono la storia della crisi ucraina.
Secondo lui, esistono due versioni opposte della crisi ucraina. La prima versione è la versione di Washington e Kiev, secondo cui la causa di tutto è stata «l’aggressione» del Cremlino e del Presidente russo Vladimir Putin.
Conformemente alla seconda versione – quella russa – la ragione di tutto è stata «l’aggressione» dell’Unione europea e della NATO, dietro i quali si erge Washington. Inoltre, la versione russa, secondo Cohen, «è più vicina alla realtà dei fatti del 2013-2014». Dopotutto, nel gennaio 2014, Putin, che si stava preparando per i Giochi Olimpici di Sochi, non aveva alcuna motivazione di provocare una crisi internazionale su vasta scala con l’Occidente o l’Ucraina. Inoltre, «la Russia e l’Ucraina hanno legami culturali e storici secolari, appartengono alla stessa civiltà. E l’emergere della crisi ucraina è un duro colpo per l’unità di questa civiltà, mirato per dividerla, se non per annientarla». Si può solo supporre che sotto la definizione di «civiltà» Cohen sottintenda il mondo russo.
Lo studioso ricorda che è stata la Russia a cercare di persuadere l’Unione Europea a concludere un accordo economico «trilaterale» con l’Ucraina, che includesse Mosca, al fine di mantenere ampie relazioni commerciali tra Ucraina e Russia. Tuttavia, i leader dell’Unione Europea hanno obbligato Kiev a dover scegliere tra Russia e l’Occidente. Nel corso degli anni, Washington ha investito miliardi di dollari in Ucraina, e la «marcia» verso l’Ucraina è iniziata molto prima degli eventi al Maidan. Beh, e Janukovič non era necessariamente un protetto pro-Cremlino, come i media americani lo raffiguravano. Questo è un altro mito per l’uomo americano qualunque. Questo è lo sguardo sugli eventi ucraini di Stephen Cohen.
Un giorno prima che la folla armata ha costretto Janukovič a fuggire dal Paese, con la mediazione di tre ministri degli Esteri dell’Unione Europea (N.d.T. tedesco, polacco e francese), ha firmato l’accordo, che doveva rendere possibile una soluzione pacifica della crisi, affinché si formasse un governo di coalizione con i leader dell’opposizione e le elezioni presidenziali anticipate. Quindi, lo strumento per la risoluzione democratica della crisi era pronto. Perché nessuna delle parti dell’occidente ha difeso il proprio accordo, insistendo sulla necessità di rispettare le sue condizioni, non è ancora del tutto chiaro, come segnalato da The Nation, dove sono pubblicate le discussioni di Cohen con Batchelor.
«Per noi è necessario svelare un altro mito. La presa della residenza di Janukovič è stata determinata dai cecchini, che avevano ucciso circa 80 tra manifestanti e poliziotti al Maidan. Per molto tempo si è ritenuto che Janukovič avesse mandato quei cecchini, ma ora è praticamente comprovato che quei cecchini erano combattenti del gruppo neofascista «Settore Destro» (bandito in Russia –N.d.R.)», dice Cohen. La crisi ucraina, ha detto, era semplicemente una provocazione anti-Russia proprio ai confini della Russia, nella sfera dei suoi interessi più stretti. E Washington ha implementato questa provocazione.
Secondo Cohen, ciò che esacerba la situazione è il fatto che l’amministrazione Trump promette di dotare Kiev di armamento letale, secondo un pretesto completamente inventato «per impedire a Putin di continuare l’aggressione contro l’Ucraina». E Kiev interpreterà la fornitura di armamento americano come semaforo verde da parte di Washington, per l’inizio di una nuova operazione offensiva nel Donbass, che si concluderà di nuovo con un fiasco dal punto di vista militare per Kiev.
Il professore nomina anche la persona, responsabile personalmente, di tutto ciò che sta accadendo oggi in Ucraina. Si tratta dell’ex Vicepresidente Joseph Biden, che il Presidente Obama ha nominato responsabile del “progetto ucraino”. Quel Biden, che a febbraio 2014 ha consigliato al Presidente democraticamente eletto dell’Ucraina, Viktor Janukovič, di dimettersi e fuggire dal Paese.
Per quanto riguarda il governo che ha preso il potere in Ucraina con l’aiuto di Washington, questa autorità è completamente corrotta, non negozia le riforme, e lo stesso Presidente Porošenko è estremamente impopolare tra gli Ucraini, conclude Cohen.
Fonte: www.fondsk.ru
9.01.2018
Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88
https://comedonchisciotte.org/negli-stati-uniti-e-risaputo-chi-e-il-colpevole-della-tragedia-dellucraina-joseph-biden-2/

martedì 23 gennaio 2018

“PRETI DIVENTANO ANGLICANI…”



Papa Francesco? Fuga di massa dalla Chiesa: uno su dieci va a Londra a sposarsi

Tra i sintomi più preoccupanti della crisi del cattolicesimo non c’è solo la fuga dei fedeli dalle chiese e il mancato avvicinamento o la mancata conversione di nuovi credenti; ma c’è anche la rinuncia al proprio ministero da parte di tanti, tantissimi sacerdoti che – per ragioni personali, motivi dottrinali o un’insofferenza verso le gerarchie – si spretano, dismettono l’abito talare o approdano ad altre confessioni. Secondo le stime di alcune associazioni cattoliche in Italia, sono ben 5mila i preti che si sono dimessi su un totale di 50mila uomini con la tonaca. Un’erosione enorme.
Mentre la maggior parte torna alla vita laicale, alcuni di essi restano preti, ma sotto una nuova veste, quella della Chiesa anglicana.
https://www.maurizioblondet.it/14651-2/

lunedì 22 gennaio 2018

Mettere un freno a Facebook e Google prima che sia troppo tardi














Dovunque si guardi l’alta tecnologia è nell’oblò di qualcuno. Si prenda la Apple. All’interno grandi investitori sono preoccupati degli effetti dei suoi prodotti sui bambini. All’esterno attivisti liberali mugugnano per i miliardi all’estero che può ora rimpatriare grazie alla riforma fiscale del Partito Repubblicano. Persino conservatore solitamente contrari alla regolamentazione presso la National Review stanno chiedendo perché la Grande Tecnologia non sia disciplinata come la Grande Industria Petrolifera o la Grande Industria del Tabacco. 
Questi esempi, che tutti recentemente fanno notizia, confermano la tendenza ma si limitano a sfiorare la superficie. Un nuovo sondaggio nazionale ha rilevato che l’opinione pubblica sta passando da un caldo abbraccio a uno scetticismo crescente. Non è soltanto il modo in cui le cosiddette notizie false sui media sociali hanno avuto un ruolo nelle recenti elezioni negli USA e hanno condotto a inchieste del Congresso. E non sono solo appelli a iniziative federali antimonopolio mirate ai più popolari curatori di informazioni, Facebook e Google.


Oltre questi punti che attestano un contraccolpo c’è la comprensione di ciò che realmente avviene dietro gli schermi e le menti dei due miliardi di utenti di Facebook e degli 1,5 miliardi di utenti di YouTube di proprietà di Google. C’è una nuova espressione che descrive questa sfera dell’attività umana, la tecnologia dietro di essa e i suoi effetti. Quella che è chiamata l’economia dell’attenzione sta finendo sotto un nuovo esame perché è ritenuta danneggiare la professione giornalistica nonché la fiducia nelle istituzioni pubbliche e nella democrazia.
“Siamo venuti qui da amici”, ha detto questa settimana alla Stanford University Anthony Marx, presidente della New York Public Library, co-presidente della Commissione Knight su Monopoli, Media e Democrazia. Il gruppo è stato creato lo scorso autunno per cercare di correggere i maggiori problemi dell’economia dell’attenzione, tra cui il modo in cui il motore di ricerca Google e Facebook hanno degradato la visibilità di media indipendenti sotto la maschera della lotta contro le notizie false.
I commenti di Marx hanno suscitato risate nervose, perché aveva appena presieduto un gruppo che aveva esposto in vividi e allarmanti dettagli come le menti migliori della Silicon Valley abbiano creato formule computazionali che tracciano, imitano e innescano il cervello. Tali algoritmi hanno trasformato miliardi di utenti di dispositivi digitali in dipendenti dall’informazione e quando essi al servizio di supercomputer, miranti la pubblicità o la posizione del contenuto in rete, hanno spaccato la società come mai prima.
“Siamo alla Stanford, il ventre della bestia. E’ qui che è cominciato tutto. Ed è per questo che siamo qui, perché abbiamo bisogno di capire che cosa state pensando voi tutti”, ha detto Marx, parlando ai presenti, un pubblico pieno di dirigenti tecnologici e di membri di commissione selezionati da alcune delle imprese monopolistiche sotto attacco.
“Facciamo chiarezza su due cose”, ha detto, procedendo diplomaticamente. “Uno: voi tutti avete creato questo strumento formidabile. Se da bambino mi aveste detto che avrei avuto in tasca qualcosa che potenzialmente poteva collegarmi a tutte le informazioni del mondo, non vi avrei creduto. E’ stupefacente. Dunque grazie. Questa è la buona notizia”.
“La notizia meno buona è che questo non ci sta portando da una parte giusta”, ha proseguito. “Non ci ha portato da una parte giusta. E non dovrei essere io a dirlo, ma la vostra industria, l’industria di cui tutti voi fate parte… io penso che il mondo abbia cambiato idea sull’industria durante lo scorso anno, in un modo di cui non ho mai visto nulla di simile in precedenza. Cioè quello che era un ‘grazie’ è oggi un ‘ahi, ahi!”. Stanno venendo brutte cose da questo e questo ci mette tutti in difficoltà, ed è per questo che siamo qui. Vogliamo capire che cosa è possibile … che cosa possiamo far meglio”.
L’economia dell’attenzione

Gli esterni ai circoli più interni della Silicon Valley non possono avere accesso, o valutarli, agli algoritmi che alimentano i flussi di notizie di Facebook e il posizionamento dei contenuti in base alla pubblicità, o il moto di YouTube che raccomanda ad altri utenti individuali di video che cosa potrebbe piacer loro. Tuttavia i presenti alla sessione della Commissione presso la Stanford University sono stati eccezionalmente articolati e cooperativi a proposito della natura e degli obiettivi degli algoritmi, meglio descritti come intelligenza artificiale imitatrice del cervello.
Uno degli espositori più franchi e critici è stato Tristan Harris, un ex “addetto all’etica di progetto” alla Google – la sua società era stata acquistata da essa nel 2011 – che oggi gestisce una società non a fini di lucro, Time Well Spent [Tempo speso bene], che cerca di migliorare l’impatto della Grande Tecnologia sulla società. Quello che ha detto questo ex amministratore delegato di meno di quarant’anni è stato stupefacente così come quella che è apparsa come una reazione apatica dei suoi colleghi dell’industria.
Harris ha detto che l’economia dell’attenzione, o i media sugli smartphone e computer di tutti, non sono solo l’infinito marketing che vediamo. C’è un motivo più profondo per il quale molte fonti giornalistiche consolidate possono essere soppiantate da propaganda ombra su grandi piattaforme, per il quale i fatti possono essere superati da opinioni e menzogne, e per il quale lealtà tribali più ristrette possono usurpare le istituzioni democratiche.
Harris ha puntato il dito contro il cuore e il sistema circolatorio della Silicon Valley. I suoi algoritmi di intelligenza artificiale sono ideati per innescare reazioni cerebrali e creare dipendenza, ha detto. Essi alimentano un modello economico genericamente chiamato pubblicità in rete, ma quella è una superstruttura che incassa mirando a, e provocando, interessi condivisi mediante contenuti curati. Ma separa anche la società in sfere scollegate.
“C’è la retorica pubblica riguardo a ciò che la tecnologia [informatica] dovrebbe fare e quali siano le intenzioni positive. Ma poi c’è la realtà, se si va concretamente dentro le società e si ascoltano gli ingegneri e progettisti parlare dei loro obiettivi quotidiani tutti si riduce a che cosa attirerà le persone a restare incollate allo schermo”, ha detto Harris. “Indipendentemente da quali siano le intenzioni positive, due miliardi di persone si svegliano in questo momento al mattino e hanno in tasca una di queste cose e usano uno di un pugno di servizi. Come ama dire Roger McNamee, che è mentore di Zuckerberg [fondatore di Facebook]: ci sono due miliardi di persone che usano Facebook, un numero maggiore dei seguaci del cristianesimo; 1,5 miliardi di persone usano YouTube, è circa il numero dei seguaci dell’Islam. Questi prodotti hanno più influenza sui nostri pensieri quotidiani di molte religioni e certamente più di ogni governo”. Quando John Lennon nel 1966 disse che i Beatles erano più grandi di Gesù,suscitò un putiferio internazionale. Il quartetto ricevette minacce di morte e dovette interrompere le esibizioni. Ma quando Harris ha detto che Facebook era più popolare di Gesù e che YouTube serviva più persone di interi continenti, queste affermazioni mozzafiato hanno a malapena suscitato perplessità. Tale dimensione sottolinea il motivo per il quale i maggiori successi della tecnologia stanno arrivando a una resa dei conti, da inchieste del Congresso sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016 a sollecitazioni a scorporare i monopoli tecnologici in base alle leggi antitrust, a forum in cerca di soluzioni come la Commissione Knight.
Harris ha studiato alla Stanford come il cervello opera scelte e ha proseguito creando tecnologie e una società che sfruttava le “influenze invisibile che sequestrano il pensiero umano”, come afferma la sua biografia. Ma quella tecnologia oggi pone una minaccia esistenziale all’umanità, ha detto, perché sta crescendo oltre la capacità di controllo di una singola impresa, o di un pugno di monopoli dell’economia dell’attenzione.
“Siamo una specie che … è in grado di studiare la propria capacità di essere manipolata”, ha detto. “Dobbiamo parlare del modello economico basato sulla pubblicità che, accoppiato all’intelligenza artificiale, costituisce una minaccia esistenziale. Dobbiamo fare davvero sul serio al riguardo. Se pensate a dove stanno le intelligenze artificiale più potenti al mondo, verosimilmente sono presso due società: Google e Facebook. Le intelligenze artificiali più potenti al mondo”.
“Invece di indirizzarle a sfide come il cambiamento climatico e dire ‘risolviamo questo’, o indirizzarla alla scoperta di farmaci per il cancro e dire ‘risolviamo questo’, abbiamo indirizzato i supercomputer di intelligenza artificiale più potenti al mondo al vostro cervello. E fondamentalmente abbiamo detto: gioca a scacchi contro questo cervello e immagina che cosa lo coinvolgerà meglio. E così ogni volta che apriamo un flusso di notizie noi stiamo giocano a scacchi contro un supercomputer che è progettato per essere cinquanta milioni di mosse avanti sulla scacchiera della vostra mente e per immaginare che cosa vi coinvolgerà perfettamente”.
I risultati non sono sempre piacevoli, ha detto; un’osservazione cui altri hanno fatto eco.
“Quando si pensa alle conseguenze globali di questo … il fatto che questo supercomputer sta facendo questo in lingue e in paesi che gli ingegneri e le imprese persino non parlano e in cui non risiedono, è così che si arriva al genocidio dei Rohingya in Birmania. E come si ricevono false notizie che termina certe morti in India, in Sudan del Sud. Gli ingegneri non sono in grado di rimettere i buoi nella stalla. Abbiamo creato un impatto esponenziale senza una sensibilità esponenziale”.
E’ anche peggio di così, ha spiegato la partecipante Gina Bianchini, fondatrice e amministratrice delegata di Mighty Networks, specializzata in reti sociali di nicchia. Ha detto ripetutamente che c’è una gara nella Silicon Valley a rompere i monopoli informatici di Facebook e Google che usa algoritmi che istruiscono/programmano sé stessi a eseguire una serie di compiti, tra cui trasmettere contenuti a persone che sono uno snodo nelle proprie reti di informazioni. (La Silicon Valley chiama ciò “apprendimento delle macchine”).
Pur elogiando le virtù di una maggiore competizione, lei e altri hanno descritto l’intelligenza artificiale come su una soglia oltre la quale la capacità di avere i migliori giocatori in una singola stanza per concordare soluzioni non sarebbe possibile. Questo perché l’intelligenza artificiale sta diventando così decentrata che i problemi etici evidenziati da Harris saranno oltre la capacità di chiunque di controllarli, perché la Silicon Valle e la Grande Tecnologia non sono un’entità monolitica.
“Sta in realtà accadendo una cosa più spaventosa, cioè che si può parlare a due società. Qualcuno si presenta da Google. Qualcuno si presenta da Facebook e vuole conversare, perché oggi hanno il monopolio dell’attenzione e delle entrate pubblicitarie”, ha detto. “Il progresso naturale del software e la direzione in cui va la tecnologia è che tende al decentramento. Tende a tecnologie distribuite. A quel punto con chi si parla?”
La Bianchini ha fornito un esempio che sottolinea perché le leggi e le norme governative antitrust sono obsolete e mal equipaggiate senza speranza per occuparsi del lato oscuro dell’economia dell’attenzione. Ha citato Napster, che consentiva agli amanti della musica di condividere flussi audio, così l’industria discografica l’ha citata in giudizio e fatta chiudere.
“Siamo stati in grado di chiudere Napster e la cosa successiva che è successa è stato [il software] Bit Torrent, nel quale non c’era nulla da chiudere. E’ in quella direzione che il mondo sta andando”.
Che cosa farebbe George Orwell?
Queste critiche e spiegazioni non sono state del tutto respinte dai loro bersagli nella sala. Ma, come spesso accade in audizioni dai forti interessi in gioco, i temi centrali possono essere deviati ampliando il tema, non attenendosi alle domande chiave, come se i maggiori protagonisti dell’economia dell’attenzione cambieranno ciò che alimenta i loro algoritmi tossici e la loro pubblicità micro-mirata.
Si prenda il membro della commissione Richard Gingras, vicepresidente di Google per le notizie. Prima di porre domande ha detto che ci sono da tener presenti due sviluppi storici. Primo: internet mette “i mezzi di comunicazione, la stampa, nelle mani di tutti”. Ciò ha vantaggi e comporta sfide epocali.
“Abbiamo una diversità di informazioni quale non abbiamo mai vista. Parte di tale diversità è preoccupante. Questo fa parte del gioco, è la questione della libertà di stampa. Tale che spesso ho posto la domanda se sia una vera sfida alla democrazia il fatto che abbiamo una libertà di espressione illimitata … quello è un componente”, ha detto Gingras.
“Il secondo io penso siano i punti riguardo al fatto che mirare [pubblicità e contenuti] sia equo nel senso che in effetti abbiamo … e tramite noi permea l’intero sistema … le imprese hanno la capacità di calibrare o di far leva sulla calibrazione oltre l’immaginazione di qualsiasi promotore diretto o nella storia della politica. Qui, di nuovo, non è che i comportamenti siano necessariamente diversi, è solo che sono più efficienti”, ha detto. “Questi sembrano a me i cambiamenti chiave”.
I grandi cambiamenti tecnologici hanno sempre conseguenze volute e non volute, ha detto Gingras. La storia è piena di esempi di professioni che hanno dovuto adattarsi, ha detto, aggiungendo che questo è ciò che i media e la cultura politica devono fare.
“Non è sufficiente semplicemente parlare di questo attraverso le lenti della tecnologia”, ha detto Gingras. “Anche ciò cui tocca riflettere e affrontare al resto della società e delle sue istituzioni. Quando si guarda a un contesto nel quale si consumano informazioni in modi diversi, si formano opinioni in modi diversi, questo a me pare suggerire che dovremmo ripensare i meccanismi del giornalismo”.
“Come interagiamo con i nostri pubblici”, ha proseguito. “Come formuliamo il contenuto. I modelli di contenuto che usiamo. Persino i modelli aziendali che usiamo per arrivarci … Come devono cambiare queste altre istituzioni? Come devono cambiare i nostri approcci culturali fondamentali alla trasparenza e alla fiducia per aiutare la gente a capire perché vede quel che vede”.
Gingras non fa questo commento in un vuoto. Ha co-fondato un’iniziativa chiama il Trust Project, con sede presso la Scuola di Giornalismo dell’Università di Santa Clara, che sollecita le organizzazioni giornalistiche a etichettare meglio i loro contenuti in rete e a rivedere i loro siti in modo che gli algoritmi di ricerca possano dare spicco a contenuti più autorevoli. Ciò aiuterà i media a risaltare nell’economia dell’attenzione. Naturalmente aiuta anche Google a compiere ricerche migliori, perché la ricerca di Google, diversamente da Facebook, dirige gli utenti fuori dal suo sito e migliori risultati rafforzeranno il suo monopolio nella ricerca.
Mentre le sessioni pubbliche della Commissione Knight arrivavano al termine è stato sollevato il problema cui la Silicon Valley si oppone di più, secondo solo alla rivelazione della sua formula computazionale riservata. Quale sarebbe la conseguenza di una disciplina governativa, compresa la possibilità di iniziative antitrust che rompano i monopoli dell’economia dell’attenzione?
Tale domanda ha suscitato uno degli scambi più accesi e, anche se non risolta, suggerisce che Facebook e Google dovranno diventare più trasparenti o subire una reazione ancora maggiore.
Gina Bianchini: “Ho pochissima fiducia che le soluzioni arrivino dalle norme. Le soluzioni arriveranno dal fatto che stiamo costruendo una motivazione di massa di base ad aggirare la centralizzazione, il che sarà un discorso interamente diverso”.
Richard Gingras: “Trovo questo tema un po’ problematico. Se avessi ascoltato la discussione sulle possibili soluzioni al problema, in assenza di qualsiasi conoscenza del problema, avrei pensato che stavamo parlando del fatto che abbiamo in effetti un problema di informazioni monolitiche in una società che è eccessivamente diretta e controllata in una sola direzione. Giusto? Ma naturalmente non è questo il problema che abbiamo di fronte. In realtà il problema che abbiamo di fronte è del tutto l’opposto. Abbiamo diversità e punti di vista enormi, silos di pensiero, silos rinforzati di pensiero, da un estremo all’altro dello spetto e attorno a esso e di nuovo indietro. Così quando considero quel problema mi chiedo quale problema stiamo realmente cercando di risolvere, e come. Non riesco a vedere i puntini collegati su questo.”
Gina Bianchini: “Da una prospettiva monolitica, chi sta controllando quell’algoritmo?”
Richard Gingras: “Ma l’algoritmo…”
Gina Bianchini: “Si tratta di due società [Facebook e Google]”.
Richard Gingras: “Questo supposto controllo non sta controllando i punti di vista delle persone. Casomai sta raccomandando vari punti di vista oltre il loro stesso livello di comodità”.
Ethan Zuckerberg, direttore del Center for Civic Media al MIT e consulente della commissione: “E’ impossibile sapere ciò dal mondo esterno. E’ letteralmente impossibile.”
Richard Gingras: “Il mondo esterno. Non è difficile guardare oggi al nostro mondo per dire che abbiamo una società che meno unificata che mai prima”.
Ethan Zuckerberg: “E si può porre una domanda … su se questo contesto informatico, attorno a Facebook e Google, abbia assunto una parte molto estrema in ciò e lo abbia reso molto, molto più potente. Ma incontriamo difficoltà molto grosse nel verificarlo … Quello che sto cercando di dire e qualcosa di diverso dalla disciplina, e dal dividere di fatto queste entità, sarebbe identificare vie a una quantità molto maggiore di trasparenza, in modo che possiamo porre queste domande molto difficili riguardo a come queste piattaforme stanno plasmando le informazioni e il sapere che riceviamo”.
La Commissione Knight continuerà a riunirsi nel 2018 prima di diffondere un rapporto e raccomandazione l’autunno prossimo. Ma in numerose brevi ore al centro ex allievi della Stanford University ha esposto i problemi, le sfide e gli interessi in gioco in un’economia dell’attenzione nella quale la manipolazione psicologica e il micro-indirizzamento sono usati dai maggiori curatori delle informazioni.
In particolare venerdì scorso Mark Zuckerberg ha annunciato che Facebook presto chiederà ai suoi due miliardi di utenti di classificare l’affidabilità dei media nei loro flussi di notizie. Ciò può aiutare a identificare fonti di notizie più o meno degne di fiducia secondo i valori di ciascun utente. Ma non arriverà alle “invisibili influenze che sequestrano il pensiero umano”, come ha detto Tristan Harris. Né affronterà la segmentazione sociale accelerata dalla tecnologia degli annunci in rete riconosciuta da Gingras. Né si tratta di un’iniziativa che aggiungerà trasparenza agli algoritmi che alimentano questi monopoli dell’informazione come segnalato da Zuckerberg del MIT.
Di certo, come ha segnalato questa settimana il giornalista per la tecnologia del New York Times in un articolo che si chiedeva se Apple si sarebbe salvata aggiungendo eleganti caratteristiche di prodotto per smussare gli eccessi dell’attività della pubblicità digitale: “Sono scettico riguardo al fatto che loro [i leader dell’economia dell’attenzione] siano in grado di sopprimere i loro interessi economici”.


Steven Rosenfeld si occupa di temi politici nazionali per AlterNet, compresa la democrazia e i diritti di voto negli Stati Uniti. E’ autore di numerosi libri sulle elezioni e co-autore diWho Controls OurSchools: How Billionaire-Sponsored Privatization Is DestroyingDemocracy and the Charter School Industry (AlterNet eBook 2016).  
Per concessione di Znet Italy
Fonte: https://www.alternet.org/media/what-can-be-done-about-attention-economys-dark-side
Data dell'articolo originale: 22/01/2018
URL dell'articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=22528 


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