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sabato 5 maggio 2018

Bilancio UE, meno fondi per l’agricoltura in favore di migranti ed Erasmus. E per chi si oppone, zac!




DI MAURO BOTTARELLI
rischiocalcolato.it
Mentre noi ci masturbiamo con le frecciate velenose e le accuse crudeli tipiche degli amanti traditi fra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, immagino con immenso divertimento di Silvio Berlusconi, giunto per l’ennesima volta a ottenere il risultato sperato alla faccia nostra e della legge Severino, in Europa si sta dibattendo di una quisquiglia come il Bilancio 2021-2027, una partita da 1.279 miliardi di euro che, formalmente, vede il nostro Paese fuori dai giochi. Chi sta trattando, infatti, a nome dell’Italia? Il governo Gentiloni, in carica per il disbrigo degli affari generali come fornire le basi ai raid USA? Sicuramente, vista la fase preliminare della discussione, saranno gli sherpa a tenere la scena ma la domanda si pone ugualmente: a parte sapere chi sono gli sherpa, interrogativo di cui fotte sega, gli stessi a chi fanno riferimento e in base a quale agenda politica?
Perché quella che può sembrare una questione degna di una lite di condominio, invece, tradisce un seme ideologico ben poco tranquillizzante. Trattandosi di un Bilancio, per quanto monstre nelle dimensioni, uno si aspetterebbe una serie di ammontare da ripartire tra varie voci di spesa e una tavolata di gente che litiga al fine di vedersi assegnati più fondi potenziali possibili, con l’Austria che snobba la pesca e la Grecia che invita a ignorare le esigenze alpine. Troppo facile. Qui non solo c’è la beffa sulle cifre ma anche sulle destinazioni d’uso delle stesse. Perché se un vecchio motto inglese dice che l’UE esiste per mantenere in vita i disfunzionali contadini francesi e far riammettere i tedeschi al genere umano dopo la Seconda Guerra Mondiale, ecco che dalle indiscrezioni filtrate oggi scopriamo come proprio i fondi per l’agricoltura saranno fra i più falcidiati, insieme a quelli per la coesione, mentre potranno beneficiare di aumenti quelli legati a gestione dell’immigrazione, programma Erasmus e corpo europeo di solidarietà.
Cosa cazzo rappresenti quest’ultima voce, non lo so ma è il principio che non va. Per quale cazzo di ragione dobbiamo stanziare più soldi per i migranti a scapito dell’agricoltura, oltretutto in un mondo dove sono tornati di moda i dazi e già dobbiamo mangiare merda che arriva da chi sa dove in ossequio alla solidarietà e al motto di “aiutiamoli a casa loro, altrimenti vengono tutti qui”. A quanto pare, gli unici a non voler venire sono gli agricoltori e i coltivatori, perché tutti gli altri arrivano che è un piacere, anche se compriamo arance e olio e buttiamo al macero la nostra frutta e le nostre olive in ossequio ai diktat di stocazzo. E i tagli ad agricoltura e coesione non saranno proprio frazionali, almeno stando al documento circolato oggi ma attorno al 5%. L’Erasmus, poi, per quale cazzo di motivo dovrebbe veder stanziati nuovi fondi? Per far crescere una generazione europea, prima che italiana, spagnola, greca o francese! Viva Spinelli! Più che altro, viva gli spinelli. E le birrette. E le scopate pomeridiane. E i due esami in un anno, tanto all’università ospitante importa sega se studi o meno, i fondi li prende anche se una volta laureato – se mai ti laureerai nel tuo Paese – andrai a fare l’attacchino di manifesti o il dog-sitter.
Avessi 18 anni mi sputerei in un occhio per quanto sto scrivendo ma avendone 45 – e avendone avuti 18 – so che l’Erasmus è utile quanto l’Interail, ovvero una figata pazzesca ma, sostanzialmente, una vacanza lontano da casa e dai genitori che stracciano la minchia se ti alzi alle 2 del pomeriggio, ti fai le canne, non pulisci la stanza ed esci tutte le sante sere. Non stiamo parlando di dottorati di ricerca o master, quelli sì che andrebbero stra-incentivati ma di quello che una volta si chiamava “scambio culturale”, cui spesso e volentieri si associa un benedetto scambio di fluidi corporei con studenti/studentesse di altre nazioni e culture. Insomma, si chiava che è un piacere: perché, però, dobbiamo cacciare più soldi, a discapito dell’agricoltura? Per farli scopare in letti più comodi negli studentati e nei campus? Goldoni passati gratis dall’UE per combattere le malattie a trasmissione sessuale? Ricariche gratis per telefonare alla bella lasciata in Spagna, una volta tornati a casa con il cuore infranto dall’architettura di Toledo e dai pompini di tale Marisol? Parliamoci chiaro, se quello che viene definito “un investimento alla prosperità, alla sostenibilità e alla sicurezza di domani” è aumentare le dotazioni per l’Erasmus, forse non abbiamo capito davvero un cazzo. E, trattandosi di decisioni comunitarie, la cosa appare più che probabile.
Ma, fermi tutti, la questione grave – paradossalmente – non è nemmeno questa. Non è il fatto che invece che stanziare fondi per la sicurezza dei confini e il contrasto dell’immigrazione, si stanzino soldi nei fondi di coesione che finiranno alle coop che si occupano di accoglienza (già mi vedo centinaia di mani che si sfregano, da Trento a Lampedusa), bensì questo: la Commissione UE, infatti, chiede che si rafforzi il “legame tra i finanziamenti UE e lo Stato di diritto, il cui rispetto è presupposto essenziale di una sana gestione finanziaria e dell’efficacia dei finanziamenti UE. La Commissione propone pertanto un nuovo meccanismo volto a proteggere il bilancio dell’UE dai rischi finanziari connessi a carenze generalizzate per quanto riguarda lo Stato di diritto negli Stati membri. I nuovi strumenti proposti consentirebbero all’Unione di sospendere, ridurre o restringere l’accesso ai finanziamenti dell’UE in modo proporzionale alla natura, alla gravità e alla portata delle carenze relative allo Stato di diritto”.
Et voilà, ecco il ricattone ideologico, il politicamente corretto che da provvedimento pagliacciata in stile Boldrini diventa vero e proprio controllo eterodiretto delle scelte sovrane – le poche che restano – dei vari governi su tematiche sensibili di ordine sociale, etico, medico e di sicurezza. Perché pensate che sia in linea con lo Stato di diritto quanto fatto da Orban con le ONG di Soros? No, gravissimo. Tagliamo un po’ di fondi all’Ungheria. E le scelte del governo polacco su temi etici come l’aborto o legati al rapporto fra poteri dello Stato? Da cassare, anche se la maggioranza dei cittadini è d’accordo. Qualche miliardo in meno a Varsavia, in attesa di un governo più manovrabile (e qui la NATO potrebbe avere il suo bell’interesse a intervenire a modo suo). E se per caso andasse in qualche modo al governo in Italia quel razzista di Matteo Salvini? Procedura di infrazione immediata dello Stato di diritto e un bel po’ di fondi di coesione in meno per Roma.
E così via, reprimendo in nome dei diritti. Non fai i cessi appositi per chi a scuola non ha ancora capito se piscia in piedi o seduto? Punito, fondi in meno. Contrasti le nozze gay? Zac, si taglia. Contrasti l’utero in affitto, la stepchild adoption e le adozioni omo-parentali (ho imparato questo termine l’altro giorno, fatemelo usare almeno una volta)? Zac, altra sforbiciata. Se poi non garantisci lo ius soli, puoi soltanto immaginare cosa ti accadrà. E questo sarebbe un Bilancio UE? Ma si sa, se anche fossimo lontanamente contrari, chi cazzo ci rappresenta al tavolo di discussione? A meno che, invece, il governo Gentiloni non sia attivo sul capitolo e abbia già deciso da quale parte stare. Ovviamente, omettendo di comunicarlo alle Camere. I giornali, quelli si autocensurano su certe cose, non c’è problema. Ma Di Maio e Salvini litigano. E Berlusconi ride.

Mauro Bottarelli
Fonte: www.rischiocalcolato.it
Link: https://www.rischiocalcolato.it/2018/05/bilancio-ue-meno-fondi-per-lagricoltura-in-favore-di-migranti-ed-erasmus-e-per-chi-si-oppone-zac.html
4.05.2018
https://comedonchisciotte.org/bilancio-ue-meno-fondi-per-lagricoltura-in-favore-di-migranti-ed-erasmus-e-per-chi-si-oppone-zac/

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